Quando domani sarà ieri…

Passano i miei affollati ieri

e i domani s’affievoliscono

finché domani non sarà ieri.

Arcano Pennazzi – Mi cascano Poesie che non trattengo – Editrice “non c’è ancora”…

Davlak dixit, da “La Rete del Grillo”

 

Da un mese e mezzo circa le risposte migliori ai post del blog di Beppe Grillo vengono pubblicate in una pagina web “La rete del Grillo“. Questa bella iniziativa stimola l’informazione dal basso e incoraggia la libertà d’espressione. La risposta di un illuminato tale che si firma come Davlak è stata la migliore al post “Gli untori del CO2“. Ve la propongo perché chiude il cerchio cominciato che avevamo cominciato a tracciare coi precedenti post “500” e “500 bis“.

 Gli untori della CO2

Beppe, mi interesso di ecologia da 37 anni e ho per certo realizzato una convinzione: tutti ma proprio TUTTI gli interventi delle autorità diciamo così “competenti” per la riduzione delle emissioni dei veicoli dotati di motore a combustione interna sono finalizzati al rinnovamento del parco circolante, cioè, in buona sostanza, a far vendere più macchine per ingrassare l’industria, pena la morte economica del sistema industriale.
lorsignori, infatti, sanno benissimo che per produrre una UTILITARIA occorrono:

1) 200 tonnellate di acqua

2) circa 15.000 litri di combustibili fossili per l’energia necessaria al ciclo produttivo.

e su questo punto avrei due annotazioni da fare:

2a) nella combustione di quei 15.000 litri non si va tanto per il sottile riguardo alla qualità e quantità degli scarichi derivati (cioè l’inquinamento del ciclo produttivo), che sono 25 volte superiori a quelli che una vettura altamente inquinante (diciamo una euro 0) produce nel corso del suo utilizzo.
quanto suddetto vale indipendentemente se la macchina la produco elettrica o con motore a scoppio.

2b) una normale utilitaria, diciamo a benzina, con 15.000 litri di carburante percorrerebbe circa 200.000 km…

il che già vanifica tutto il bel ragionamento sulla convenienza di comprare auto nuove per inquinare meno…

ma manca ancora:

3) le auto sono fatte in gran parte di plastica, sono dotate di batteria, e bisogna pur metterci 5 pneumatici
tutte cose il cui ciclo produttivo, su base kilometrica, è 160 (centosessanta) volte più inquinante del kilometro percorso con la vettura euro 0.
perciò non ci raccontiamo fregnacce: se vogliamo inquinare di meno i sistemi sono assai più sensati della folle rincorsa al rinnovamento del parco auto: usare poco l’auto, andare piano, preferire una macchinetta sobria al SUV del menga, fare una manutenzione adeguata, possibilmente montare l’impianto a gas, etc.
il resto è solo industrialismo di rapina.

vorrei aggiungere delle considerazioni al mio post precedente (per capirci, quello attualmente più commentato):

in Danimarca, dove chi governa bada davvero agli interessi dei cittadini, è da decenni in atto una campagna di DISINCENTIVAZIONE dell’acquisto di auto nuove; sono talmente tassate che ti passa a voglia e ti prendi cura di quella vecchia che già possiedi…sarà mica perchè i governanti danesi hanno davvero a cuore la salvaguardia dell’ambiente, e non gli interessi degli industriali?
lì inoltre tutti hanno una bici e la usano il più possibile…e il clima non è certo quello nostro.
qui da noi le tassano, le bici, (vedi Modena e dintorni); propongono l’immatricolazione con la scusa di poterle assicurare contro i furti (io non so, a me una bici non me l’ha mai rubata nessuno e anche fosse me la ricompro al supermercato a 70 euro, piuttosto che dare i soldi ai pescicani delle assicurazioni col beneplacito dell’amministratore corrotto di turno…fanculo).
dice: lo fanno pure in Svizzera, di targare le bici…e ’sti cavoli?

un serio e disinteressato amministratore della cosa pubblica, detasserebbe le auto VECCHIE (magari a patto che siano ben tenute, ma a riguardo: la revisione biennale a che cavolo serve se non a verificarne sicurezza e tasso di emissioni)…e piuttosto tasserebbe quelle nuove.
gli incentivi li dovrebbero dare a chi l’auto se la conserva bene, non al fesso che se la cambia a ogni giro di stagione, per averci su l’ultima dotazione con 15 air-bag illuminati a giostra e il bluetooth, il lettore DVD col monitor LCD e amenità varie.

euro 4, 5, 6 … e tutti lì ad abboccare alla storia dell’ambiente…la revisione bisognerebbe farla ai cervelli dei nostri governanti, sono quelli che hanno le emissioni nocive.
davide lak (davlak)

 

500 Bis

http://youtube.com/watch?v=2AXapkqFXX4

E io che vi devo dire!!? Continuate a guardare!

500

http://youtube.com/watch?v=Ee4v7nlUM9M&feature=related

E io che vi devo dire!!? Guardate coi vostri occhi!

Un vostro prodotto…

Un paio di giorni fa a casa mangiando dei gustosissimi dolcetti al cacao, accorgendoci che era più il tempo a scartare confezione ed imballaggio…
Ecco la lettera che il mio Super Amico morbido, altri la chiamerebbero semplicemente la mia compagna, ha spedito al servizio clienti della società produttrice dei bio dolcetti.
Buongiorno,
 sono una cliente abituale del supermercato NaturaSì di Milano, via Petit, in cui compro anche i prodotti della vostra azienda.
Vi scrivo perchè ho provato le vostre Ali di riso ricoperte di cioccolato fondente, da agricoltura biologica. Squisite! Vorrei però farvi notare che sono confezionate singolarmente (10 fette a confezione) in buste di alluminio. L’agricoltura biologica non utilizza diserbanti e concimi chimici, ma se poi il prodotto viene confezionato nell’alluminio, in così tanto alluminio… sapete che viene bruciato negli inceneritori o finisce in discarica in quanto non recuperabile?! Preferirei avere le vostre ali di cioccolato leggermente attaccate una all’altra piuttosto che imbustate in questo modo.
Quindi preferisco evitare i vostri prodotti nel prossimo futuro, in attesa di una vostra più attenta scelta nel confezionamento, che risulta parte integrante dell’impegno di una azienda come la vostra contro l’uso di materiali e prodotti inquinanti.
Mi spiace per le ali di riso al cioccolato perchè sono proprio buone, ma preferisco ridurre anche gli imballaggi oltre che scegliere prodotti biologici.
Spero riterrete la mia segnalazione degna di interesse, nel frattempo vi saluto cordialmente.
Nicoletta Rod…
Bollate, Milano
P.S. Se Clicchi sull’immagine in cima entri in un blog che propone un’interessante campagna contro lo spreco inutile di imballaggi.

Sicko, Babbo Natale esiste… Non ha barba bianca e vestito rosso, ma cappellino e giubbo da baseball!

http://www.youtube.com/watch?v=gz9BFbxWiVc&feature=related
Babbatale, ho sentito una bimba che lo chiamava così, io avevo preso da qualche anno a chiamarlo “Quel Babbo del Signor Natale” beh, come si chiami, si chiami, siccome sono stato bravino anche quest’anno, mi ha portato anche quest’anno, qualche regalino che proprio proprio desideravo mi portasse proprio quest’anno. Che bene che ti voglio io a te Babbatale!
Mi ha portato un film, e che pezzo di film!
Comincia con un signore che racconta di quando con la sega circolare s’era tranciato via due dita. E siccome è americano e non ha assistenza sanitaria invece che correre all’ospedale e farsi operare, corre all’ospedale e gli sottopongono le parcelle coi prezzi di quanto costi farsi riattaccare il medio e quanto costi l’intervento dell’anulare. Meglio farsi  riattaccare il medio o l’anulare? Meglio tutt’e due… ma quanto costa!
Il malcapitato romanticone sceglie poi per l’anulare, costa quasi un sesto in meno rispetto al medio… Poi parla di un altro che… e di un’altra che… di medici che vengono pagati per non diagnosticare tumori ai pazienti perché così la compagnia assicurativa risparmia.
Disperato viaggio nella sanità d’oltre oceano. Tragicomico viaggio nella terra che non c’è e detta legge a livello planetario, dove tutto ha un costo, dove tutto è scientificamente studiato per creare profitto, dove la vita delle persone è statistica, dove coi soldi ti compri la vita, consensi e silenzio.
Viaggio che si sviluppa nella vecchia Europa dei diritti sociali e passa per Cuba e persino a Guantanamo! Avventura dall’ epilogo sereno e sorprendente… Si riaffaccia l’ombra del comunismo… Cazzo zio Silvio i comunisti!
Beh, basta, masticatevelo voi! Inutile dirvi che ve ne consiglio la visione.
Ah, ti voglio bene anche a te Michael, quasi come a Babbatale! E ti annovero tra I Migliori Amici dell’uomo!

 

Gioco giocoso giocondo in giro per il mondo…

…casca la terra, tutti giù per terra!

E per le Feste proprio non poteva mancare un mirabolante gioco giocoso giocondo. Cliccate sull’immagine del mappamondo e dilettatevi!

Ringraziamo in coro l’amico Naoto che ce l’ha spedito.

“Grazie Farouk!”

Presepe Precario

Clicca sull’ immagine stessa per godertela pregna di tutta la sua forza evocativa, per vederla più grande…

Copiai ed incollai dopo essere andato a pesca nel sito amico Virgolaz.

Enel, pensavate davvero ce la raccontassero giusta!!?

http://it.youtube.com/watch?v=NU42OyXclFg

Devo aggiungere qualcosa?

Buone…

Virus II

 Buongiorno amici natanti,

 questi dannati virus non ci danno pace. Ci hanno relegato al silenzio per dieci giorni, e sì che di cose da dirci ne avevamo, eccome se ne avevamo!

Beh, poco male. Ho recuperato un vecchio trabicolo e spedito il pc “sua potenza infetta” in cura alle terme dall’amico medico dei computerini.

Vi chiedo scusa ma oggi mi scapperanno una decina di post…

Romanzo a puntate – II° – “Glauco Besozzi”

“E dico cazzo, cosa potete volere da uno come me? Non ho una lira io. Siete del banco di mutuo soccorso ed ho vinto assistenza?”
“Lo vedi quello laggiù in fondo?” S’infila quello stravaccato sull’amaca che mi pare il più disinteressato di tutti, perché gli altri non hanno che occhi per me. “Dice che solo tu puoi aiutarci a capire chi ha ammazzato quel povero cane sotto il lenzuolo”.
Scorre freon nelle mie vene, cazzo c’entro io con un morto ammazzato? Penso tra me e me.
“Dov’è il barista?” faccio con aria sbarazzina.
“Non c’è barista, solo noi otto, te ed il morto. Se vuoi qualcosa serviti”.
“Grazie fratello! Così non siamo solo noi nove, c’è anche un morto, dev’essere proprio la mia serata fortunata! E come c’è finita qua dentro la salma?”
“Non c’è finita, era già qui dentro prima che arrivasse ognuno di noi, mancavi solo tu all’appello”.
“Glauco Besozzi” dice il bimbo mentre lecca un ciupa ciupa. “Il cadavere si chiama Glauco Besozzi”.
Cazzo come me, si chiama come me, penso.
“Non pensare, parla” arriva dal biliardo “Qua dentro ci chiamiamo tutti Glauco Besozzi”.
Alla prossima! – Glauco Besozzi – Arcano Pennazzi - Editrice “non c’è ancora”…

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Se non sei uno di quegli integerrimi convinto di essere proprio lì dove sei adesso, la palla la vedrai.

Perché la palla c’è, tessuti cavernosi se c’è!

Vero Martini?

Romanzo a puntate – I° – “Glauco Besozzi”

 

Certo quello non era il mio sabato sera, non mi attendevo granché da quella serata, tanto meno però che andasse così di merda.

Quando si schiuse la porta del locale non potei che stupirmi nello scorgere così pochi individui e così dispari uno dall’altro. Non c’erano due che facevano scopa. Parevano una di quelle sciagurate mani a scala nelle quali hai la sfiga fottuta d’avercela tutta, la scala, tutta bella precisa, senza intervalli, dall’asso al kappa ma tutta di semi diversi.

Otto, erano otto e con me ne contavamo nove. Strano, troppo strano che non ci fosse nessun altro. M’avevano sempre detto che quel posto straripava di gnocca…“Sì, fino a ieri” disse sospirando il bambino sull’uscio.

Dieci anni non poteva che avere dieci anni, cosa ci faceva lì dentro?

“Bevi qualcosa” arrivò dal fondo della sala, proprio dove c’era il bancone.

“No, adesso esco. Ero venuto per trovare un’amica ma vista la situazione credo proprio non sia passata di qui”.

Mi giro verso la porta, afferro e spingo il maniglione con un solo gesto deciso ma la porta non s’apre.

“Cosa succede? Perché non si apre sta cazzo di porta? C’è un’altra uscita?”

Risponde quello grasso nell’angolo “Amico forse tu non hai capito”.

“Cosa? Cosa dovrei aver capito?” faccio spazientito.

“Che era proprio te che aspettavamo…”

Alla prossima! – Glauco Besozzi – Arcano Pennazzi – Editrice “non c’è ancora”…

Romanzo per un A4

Una notte

Una delle tante notti cui capita d’esser notte un tale scalò un grattacielo, vi ci rimase un istante in piedi barcollante e prima d’abbattersi al suolo gridò a squarciagola: “Una dottrina, un insegnamento è giusto, corretto e vincente solo quando porta l’uomo ad imparare ad esser libero, non a dipendere. Ecco perché Gesù aveva ragione ma chiesa cattolica e islam falliscono passo dopo passo, SVEGLIATEVI SPORCO IL VOSTRO DIO!!” S’accalcarono su ciò che rimaneva della figura di quel tale vigili, fotografi, carabinieri, poliziotti, giornalisti, passanti e turisti. Misurarono la lunghezza del volo, la velocità e la violenza dell’impatto, i parametri acustici del tonfo, dalla telecamera posta su un semaforo riuscirono persino a ricostruire il labiale, ma ciò che colse nel segno fu solo la bestemmia. Scrissero quindi sui giornali che si trattava dell’ennesimo gesto folle di un picchiatello – sciroccato – maniaco – pervertito – segaiolo arrapato, morto col cazzo in tiro ed il sorriso sulle labbra con insanabili smanie di megalomania. Chissà… Chissà se lo dissero perché quel tale diceva a tutti di fare spesso l’amore e di farlo bene, di carezzarsi e parlarsi, chissà se lo dissero perché scoprirono che alle volte voleva baciare i suoi amici maschi e far l’amore colle sue amiche femmine, perché aveva capito che miglior ricompensa proprio non esiste. Chissà!? Chissà se era passato invano!? Questo era il cruccio che rimase al barista che aveva bevuto con quel tale l’ultimo caffè ed aveva ascoltato le sue strane intenzioni con aria di compatimento, così come si fa con quelli un po’ troppo strani. Non resistette però a lungo la curiosità del barista e non sapendo dove cercare qualcosa che somigliasse ad una risposta, attraversò la strada e fissò intensamente l’asfalto ancora macchiato delle frattaglie di quel tale. Mentre con gli occhi scavava nel nero dell’asfalto che risposte non aveva, un barbone lo urtò. Riconobbe qualcosa di familiare nel volto del senza tetto e senza nulla aggiungere gli domandò “Ma qualche d’uno l’ha sentito!?” Il barbone come se nulla fosse passò dritto per la sua strada sghemba ed al barista non rimase che tornare dietro al bancone. Ma mentre si avvicinava alla macchinetta del caffè vide un foglio spiegazzato tra le tazzine, lo afferrò e ci si tuffò tutto d’un fiato. Scoprì deluso che era solo la relazione del tecnico antincendio. Quella giornata passò al passo di qualsiasi altra giornata gli fosse capitato di trascorrere in quel periodo, fredda come una granita e amara come un chicco di caffè. Finalmente senza nemmeno troppo bramarla si ritrovò dentro casa, la sua casa, che lo accolse col tepore che sa aver la propria casa quando si ha voglia di tornarci. Era un tipo abitudinario il nostro barista e come tutte le sere prima di salutare la sua famiglia ripose il cappotto, ne svuotò le tasche e si scoprì trovare un foglietto. Con mano tremulante lesse quel che una mano ferma gli volle donare “quel tale non se ne andò triste, e nemmeno si domandò se qualcuno avesse sentito le sue parole, perché era sicuro che anche se tra il suo popolo non c’era nessuno che voleva ascoltarle, il vento, sicuramente il vento, come a lui le aveva portate, il vento, sicuramente il vento, a chi le aspettava le avrebbe regalate”. Non esitò un istante, diede un bacio alla moglie, salutò e giocò coi suoi figli, cenò, stette coi suoi cari sul divano a guardare un film, uno di quei film così che danno spesso alla tivù che però ai bimbi piace, poi li portò a nanna, prese sua moglie per mano e l’amò, ancora una volta, come fosse la prima volta.

                                                                   Arcano, uno che passava di lì…

- Una notte - Arcano Pennazzi - Editrice “Non c’è ancora”…

Angese

Cosa fanno i Migliori Amici dell’uomo vi è ormai chiaro. Vi propongo questa imperdibile lettura tratta da Cacao, il quotidiano delle buone notizie comiche.
Vi parlo del modo di affrontare la morte di Angese non per rattristarvi ma perche’ dimostra che e’ possibile morire dolcemente.

Carissime, carissimi,
in questi giorni sono stato vicino a un caro amico che sta morendo: Sergio Angeletti, in arte Angese. Ve ne parlo non per rattristarvi ma per raccontarvi che e’ possibile affrontare la morte in modo diverso.

Ve lo dico perche’ credo che tutti abbiamo una paura fottuta del momento nel quale capisci che la tua vita sta per finire. E credo sia di conforto sapere che e’ possibile affrontare questo momento serenamente.
Non che Sergio non avesse paura o non fosse dispiaciuto (se la tua morte non ti crea scompiglio sei un lobotomizzato emotivo oppure sei stupido). Ma e’ riuscito a trovare un atteggiamento positivo anche di fronte a un evento cosi’ sconvolgente.
La settimana scorsa ho scritto che era stato ricoverato per una “cazzata”. Una peritonite agli intestini. Ma poi le complicazioni sono seguite alle complicazioni e si e’ via via aggravato. Pareva che la peritonite fosse un effetto collaterale di una precedente operazione, invece ieri sono arrivate le analisi istologiche che insieme ai risultati della Tac hanno dato informazioni che non lasciano speranze. Ieri sera e’ stato operato di nuovo d’urgenza anche se c’era poco da fare.
Ci siamo trovati intorno a lui che era ancora perfettamente lucido, desiderava avere intorno gli amici, almeno quelli che per ragioni geografiche potevano accorrere rapidamente. Leggi il seguito di questo post »

La Plaza

 
Contestualizzare, dovrei contestualizzare. Dovreste sapere chi sono e come sono Zio Paolo, Zazzà, che Krikkio si chiama Kikkio, ma a Zio Paolo dopo quattro mesi proprio non riesce di dire Kikkio e Kikkio è diventato per tutti Krikkio. Dovrei raccontarvi che Soma è Soma perché si chiama Somaschini e che il passo da Soma a mulo da Soma per quanto corre e quanto trebbia gli avversari è breve. Che Orifizio è… non avete tutto sto tempo da dedicarmi, ed in fondo non è nemmeno poi così importante. E’ importante invece che io abbia passato una bella serata in compagnia di amici, che i miei pensieri siano stati lieti, che il mio corpo si sia rimesso in moto, che la serenità abbia ispirato il mio lato migliore, quello che mi porta a sparar cazzate che danno sollievo. Che abbia riscoperto l’importanza di trovare equilibrio, che è anche fare spensierate cazzate. Scaricare, distrarsi, distogliere sguardo e pensieri per tornare sul pezzo con più forza perché al puzzle se ci stai troppo sopra finisce che non trovi più i pezzi.
Buon divertimento!
I pagellamenti, che scrivo da turista che passa una serata diversa in compagnia di amici giocando a palla contro avversari inoffensivi tra i freddi ghiacci presso Bresso:
Fabiette – dal 0 al 10 - inoperoso. Difficile valutarlo. Nella seconda metà fa dei gran bei lanci che vengono sistematicamente sprecati. Il ragazzo, è risaputo, ha un bel piede sinistro, i nostri avanti, podalmente, son meno belli, e si vede e si sente. Gli appioppo un appunto, appunto: visto che i compagni latitano nel venirsi a prender palla incitali tu a farlo.
Orifizio – 7 – Tenace, perentorio, tignoso, contenitivo. D’ispirazione per la nuova linea di panciere di Intimissimi. Riparte spesso bene qualche volta no. Questo campionato e questa squadra li sente suoi e si vede e si sente, bravo! 7 più!
Mulo da Soma – 6.5 – Anticipa e riparte che è un piacere vederlo, pare un facocero a caccia. Nel primo tempo, avendo la squadra un suo perché, si sveste da mulo da soma e propone, lancia, dialoga. Molto meglio di altre volte! Bravo, testa alta, sempre. Se ti s’abbassa, la testa, rallenta.
Flp – 7 – Calma olimpica, possesso palla, torna, spinge, perlustra, freseggia, tira, forte, gol! Pesasse 10 kg in meno lo proporrei alla mia dama come compagno! Trino, Zio Paolo e Giovanni GIOVANNI lo aiutano a riprender fiato evitandogli il polmone di inox.
Potzy – 7 – Fulcro, se lo si mette in condizione di giocare, questo fa vincere. Se ci si adopera contro, diventa un gran macello, perché il ragazzo fa già fatica ad avere un rapporto coerente con se stesso dentro la sua stessa testa. Esposto ai venti, ai cambiamenti di clima, al ciclo delle stagioni ed al cambio d’umore perde lo spirito e diventa una mina vagante. No, non pericolosa, semplicemente implode e non s’esprime. Stategli vicino!
Frassica – 7 – Fulcro, lasciategli fare quel che cazzo gli pare e vincerete. Se esagera, entrategli in scivolata da dietro voi compagni medesimi suoi che siete proprio voi!
Pennazzi - 7 – Si spoglia della sua arte pallonara che ormai non coltiva più da un paio d’anni, e panza a prescindere si vede, prestandosi ai compagni come sponda. Less is more, less is better!
Krikkio – 6 – Mettetelo in fascia. E pure a Tomeo. Oppure ditegli di osservare come fa la punta il Pennazzi e di copiare tale e uguale. Ma il ragazzo non ha piede fino, è equino, deve correre lanciato. E per dio e la madonna, fatelo correre! Il resto che fa, proprio non poteva non farlo e gli riesce pure bene!
Trino – 5 – Il ragazzo mi ispira una grande simpatia, non compatimento, mi è proprio simpatico con quel suo fare un pò così… forse non sarebbe manco scarso, ma soffre avversari, campo, compagni e freddo. Abbracciatelo di più!
Coach Giovanni GIOVANNI – 6+ – Imponiti e proponiti. Parla, grida, suggerisci, non assistere da spettatore. Mi spertico: guarda Zazzà, che è il folle che sbraita dagli spalti e poi guarda Zio Paolo. Ecco: somma, dividi per 2 e quel che ne esce è l’allenatore perfetto che devi essere.
Coach Zio Paolo – Pre e Post partita da 10. Quando dice a Krikkio, con fidanzata di Krikkio affianco a Krikkio che forse lei non lo soddisfa a pieno, ed ecco che lui si fa le seghe ed è per questo che lui gioca un pò a cazzo, è puro spettacolo! Durante la gara, come al solito, assente.
Tifose Bucchine – 10 - I loro adoni per la freddicità di alto tasso sotto gli zeri centigradi patiti nel sopra e sotto pelle le avrebbero dovute amare per almeno tre quarti d’ora. Così è stato?
Tifosi Bucchini – 10 - Ganja, Ganja, Ganja…
Capo Ultrà della curva che è solo lui, ex coach Zazzà - dall’ 8 al 4 – Primo tempo da normale essere umano con due gambe, due braccia, una testa e due spalle, ma essendo Zazzà, Zazzà, gli regaliamo un bell’ 8. Nella seconda metà vedendo Krikkio in difficoltà, l’idea di lasciarlo tranquillo non lo sfiora e comincia ad adoperarsi come radio comando della macchinina elettrica Krikkio. “Avanti, indietro, corri, stoppa, tira, testa, largo, dritto, stretto…” Krikkio confuso ma tenace esegue alla lettera e quando mette doppie frecce, fa partire tergicristallo, testacoda con freno a mano e derapa lungo avrei voluto che Moira Orfei lo vedesse per scritturarlo. Ditegli che per la prossima provi a provarci con la telepatia!
P.S. Conferma: Aveva proprio ragione Giovanni Acunzo: “Quello lungo e quello coi baffi non capiscono un gazzo!”

Virus

Virus 

 

Buongiorno natanti,

 quasi una settimana di silenzio perché non uno ma ben 24 sudicissimi virus stavano per avere la meglio sulla nostra cyber salute. Un cocktail micidiale di oscenità, curiosità, basseze, culi, tette e genitali volanti s’era impadronito della nostra memoria artificiale. Meno male che le nostre difese immunitarie temprate dalla spontanea pratica del sorriso son alte, a dirla tutta qualche cristo e svariate madonne son fuggite dal nostro nido d’amore per altri pii lidi. La scorza dura fa sì che sia troppo cara da vendersi la nostra pellaccia. E meno male soprattutto che il prode Amico Piriti sa sempre dove andare a mettere le mani!

Riprendiamo la navigazione, il capitano vi augura buon viaggio!  

Ehi non fate così! È pur sempre il vostro capitano…

Don Diego della Vega è Zorro. Illuminazione. Zorro si firma con la zeta, con la “Z” di Zorro appunto.

Appunto, ma com’è possibile che l’eroe che si firma con la ”Z” sia l’eroe del paese nel quale non sanno pronunciar la zeta!? Sì, perché in Spagnolo si dice Sorro. Volpe, Zorro vuol dire volpe! Ma vuoi mettere se da noi non pronunciavamo la “V” e dicevamo Folpe… Meno male che Tom Becker e Francis Poncharello vigilano indomiti e senza posa. Quando la puntata finisce tu pensi che rimangano lì fermi immobili fino a domani, ma loro invece continuano a ronzare come mosche, sono più laboriosi delle formiche sai? Sogno o sono ambidestro!? L’Inter è già sul mercato per l’anno prossimo, Garrone raffina, Cassano smoccola madonna e sacrestani dietro l’arbitro. Perché non vado a letto e spengo?Divano e tv, il lettone è così grande per me solo. Cesare Cadeo con illusionista e maestro calligrafico Giapponese che fanno? Che me frega! Cambio, carrella veloce: discorso di Berlusconi del 1994, Music farm, Cnn da l’ok, il nuovo papa… Mi sveglio anchilosato, tre e trentasei. Che strazio a casa solo. Brami un po’ di libertà e quando ce l’hai ti rincoglionisci a sto modo. L’abitudine… bisogna darsi un attimo di tempo per abituarsi al nuovo contesto. Io non ci so dormir da solo. E allora continuo: zappo, scarrello: boxe, primo ruond, secondo, terzo, non va giù nessuno dei due. Devo andare avanti fino al quindicesimo? Sparo sega, meglio! Scopro una mano per dolce metà. Che sproporzione: io così tanto, lei così piccola. Lei così indispensabile, io così ameno. Vediamo se trovo qualcosa che m’ispira? Gli ormoni tornano quattordicenni. Donne nude, troppe scritte, scorgo a mala pena un capezzolo, e come si muove? Cambio, televendita sbianca denti, ci credono per davvero? No, non allo sbianca denti, l’acido muriatico cazzo se sbianca! Credono per davvero che la farsa di uno studio tv zeppo di umanoidi sia convincente per consigliare gli acquisti? Che domande ma non stavi dedicandoti ad altro? Cambio: riconfermato Tony Blair, certo che un servizio sega gratuito dovrebbero metterlo. Antenna tre, Boldi e Teocoli ad inizio carriera, replica d’un programma di 25 anni fa. Boldi già faceva ciò che continua a propinarci tutt’oggi, intelligenza e amor proprio crollano davanti ad una gloriosa carriera. O forse lui ci crede per davvero!? Problema troppo greve da affrontare alle quattro e ventidue. Che pretese, neanche un Vanzinale o un bel serie C fine anni settanta. Cosa c’è su tele market!? Smantello sega e falegnameria tutta, senza denti hai voglia a masticare… Dovrei dormire, niente da fare, scrivo, è  incredibile, mi viene così naturale far sempre il contrario di ciò che dovrei fare… continua?

- Ehi, non fate così! E’ pur sempre il vostro capitano - Arcano Pennazzi - Editrice “Non c’è ancora”…

P.S. Come settimana scorsa trovate “L’Intascabile” anche su Virgolaz.it

Partecipa al salvataggio di un miliardo di persone!

Picco del petrolio

Definizione Picco di Hubbert

Migliore Amico dell’uomo chiama, Pennazzi risponde!

Entro 10 anni precipiterà la produzione di petrolio e il prezzo dei carburanti tradizionali andra’ alle stelle.

Se con le tecnologie alternative e con l’efficienza energetica non riusciremo a ridurre del 30% il consumo di petrolio, i potenti della terra produrranno il carburante che sara’ necessario da cereali, legumi, frutta e verdura.
La conseguente penuria di cibo uccidera’ quel miliardo di persone che oggi vive con meno di un dollaro al giorno.
C’e’ una grande missione che devi compiere.
Partecipare al salvataggio di un miliardo di persone. Quale impresa puo’ essere piu’ grandiosa, appassionante, giusta?
Puoi iniziare subito salvando un bambino.
Ti basta sostituire una lampadina di vecchio tipo con una ad alto risparmio che dura 15mila ore, durante le quali risparmierai 1.200 chilowatt.
Oppure stipula un contratto con
http://www.commercioetico.it che ti permette di consumare energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.
Quando l’avrai fatto ti sentirai subito meglio.
Compiere azioni concrete che producono un risultato positivo immediato e’ l’unico modo per fronteggiare le emergenze planetarie, sviluppare l’ottimismo e il buon umore e coltivare la fortuna.
Come ho recentemente raccontato (
http://www.jacopofo.com/node/3867) la mia auto e’ stata stritolata da un camion pochi minuti dopo che avevo fatto il pieno alla Esso, dopo dieci anni che non mi rifornivo con quella marca a causa del boicottaggio di quell’azienda. Per approfondire i principi che stanno alla base di questi esercizi che proponiamo quotidianamente vedi “La Rivoluzione Pigra” (http://www.jacopofo.com/?q=node/1531).
Partecipa allo scambio di esperienze tra chi segue questo percorso di autosviluppo positivo nello spazio dedicato al dibattito su questo post su
http://www.jacopofo.com/node/3940
Per leggere tutti gli esercizi http://www.jacopofo.com/taxonomy/term/30

Cose…

cose

Mettendo insieme una raccolta di miei versi mi è capitata sott’occhio questa poesia dall’incontenibile attualità. Quando la scrissi un paio d’anni fa non pensavo né a quelle rosse, né a quelle bianche, tantomeno al rimpasto di italia, forza, libertà e popolo… semplicemente mi tuffavo nel piacere e nel trambusto di farle.
Cambiano il nome alle cose. Danno nuovi significati alle cose. E se le cose cambiano e non ce ne  rendiamo conto crediamo di farne una ed invece ne facciamo un’altra. E su questo l’armata del Male dispiega le sue forze più subdole.
Questi brevi versi sono un omaggio a tutte quelle cose che riusciremo a fare conservandole così, intatte, come sono.

Cose

Capitiam per caso
a volte siam robe
altre, volte, siam spose
altre, volte.
Cose, solo cose
per mani laboriose
per teste pensose
mai pose
forse rose.
Grazie un’altra dose
mi son perso, troppe cose…
Arcano Pennazzi - Mi cascano Poesie che non trattengo – Editrice “non c’è ancora…