J.M. Barrie: Non sono abbastanza giovane per sapere tutto. Proviamo a tornare giovani con i progetti in cerca di collaboratori del Pennazzi's blog (Un paio di piedi per tante scarpe):
Sono talmente ecologico da riciclare anche le idee! Mi risponde Goethe: l'uomo intelligente trova ridicolo quasi tutto, quello razionale quasi niente. Chiosa Caparezza: si vive di momenti tristi e divertenti, e non di momenti tristemente divertenti.
Archivio Post
Si domanda Giorgio Gaber: Ma se improvvisamente uno diventa giusto, come si comporta in questo mondo di sbagliati? Gli risponde Ernst Fritz Schumacher: Occorre vivere più semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere. Chiosa H.D. Threau: Ciascono di noi è ricco in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno.
Viviamo alla rovescia: non si lavora più per vivere, ma si vive per lavorare. Si scomoda addirittura Giove per darmi risposta, Odissea-Canto 1°: L'uomo chiama destino la propria imbecillità.
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ricollochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio. Maurizio Pallante
Questo video in Cina non verrà mai visto, l’accesso a YouTube in Cina è bloccato per evitare che i cittadini cinesi sappiano cosa succede a Lhasa. Ho un amico d’infanzia che sta a Pechino per lavoro. Quotidianamente gli spedisco i post di quello che scrivo qui nel blog e sistematicamente non riesce ad aprire le pagine internet che gli invio. Continuo imperterrito attendendo che un giorno mi risponda “Oh, Andre, è arrivato il tuo post!”.
Uno + uno fa due: le dittature non possono sopravvivere senza il controllo dell’informazione. Vado avanti a scoprire l’acqua calda? Ma sì dai, bere acqua calda stimola le funzioni epatiche, e allora mi domando: dove sono ONU, NATO, USA, UE, CEE e i loro giornalisti? Non siamo ancora pronti per esportare il nostro modello democratico? Cosa diavolo sto dicendo!!? Se solo pensiamo d’esportarlo scoppia il terzo conflitto mondiale e hai voglia a non mangiare carne per risolvere il problema ambientale… La Cina fa paura! Domina l’economia globale…
Stai tranquillo, non sono del tutto uscito di cotenna, non voglio che Yankees o Crociati sellino i cavalli, brandiscano spade e pistole e vadano a combattere in Tibet, ma che si faccia qualcosa per uno degli ultimi popoli che vive pacificamente sulla sua terra è un dovere morale di ogni cittadino del mondo. Ed ecco che qui le mie piccole azioni quotidiane entrano in campo con molta più forza rispetto a qualsiasi cazzata o concetto elevatissimo possa scrivere io nel “mio” blog e qualsiasi giornalista sul suo giornale o sulla sua televisione. Quello che compro, quello che mangio, quello che leggo, quello che sogno, quello che dico, come educo “mio” figlio, sono la realtà tangibile e il cambiamento che libera prima di tutti me stesso e la “mia” famigliola dalla dipendenza di questo stato di cose, non collaboro a quel che succede dall’altra parte del mondo, GUERRE, perché non ne dipendo, perché sono autonomo energeticamente, intellettualmente, emotivamente, alimentarmente… Mi vien fuori anche oggi un post lungo, non voglio diventare noioso, vorrei m’ascoltassi. Guardassi l’etichetta quando compri qualcosa, se è tutto made in Cina, e costa poco, e ne compri un altro, e un altro e un altro ancora, non sei tu che compri quello che compri ma è il comprare che compra te. E allora fermati un momento, realizza che questa non è la soluzione, questo è il rifugio al valore che non riesci a dare alla tua vita e cerca una fuga, uno sfogo: comprare, ingollare, ingoiare. E col cibo è uguale. Siamo occidentali, ci siamo sviluppati SNATURANDO. Asservendo la natura, e la nostra stessa natura umana, all’egoismo, al MIO, cercando soluzioni altrove, non guardandoci mai dentro, cercando premi ed appagazioni, e abbiamo girato sotto sopra il mondo. Logica conseguenza di tutto ciò è che un popolo pacifico che non crea profitto, ma vive felice nella sua terra coltivandola e coltivandosi venga estirpato come così come l’ultimo piccolo fiore del giardino.
Sbaglio anch’io, mica sono un tibetano io! Sono un Coglione, ho molto rispetto per la parola coglione non preoccuparti per la mia autostima, martedì prossimo esordisco al cabaret. Sono stanco quando torno da lavoro, pensa che ieri sera mi sono stravaccato sul divano e ho guardato l’inizio di ”Sorvegliato speciale” su rete quattro che non è ancora sul satellite, ignorando il MIO tesoro la mia PICCOLA famigliola. Ed è così, per guadagnare il necessario per vivere spendiamo tutto il nostro miglior tempo, teniamo in piedi questa economia che crea rifiuto e non funziona, e poi stanchi, stufi, persi, cerchiamo appagazione per quello che ci siamo tolti, che abbiamo perso, la cosa più importante: IL TEMPO PER VIVERE. E il circolo vizioso cui siamo consociati continua a triturare tutto cancellando BIO DIVERSITA’, unica immensa forza del sistema terra che ci ospita.
Voglio di meno, voglio meglio!
Spesso non ci riesco ma cerco di costruire e costruirò PICCOLI SPAZI DI FELICITA’ condivisibile e di VIVERLA. Ci vuole un’altra testa che costruisca un’altra vita!
Radio Radicale e Il Riformista hanno organizzato a Roma in P.zza Campo de’ Fiori una manifestazioni “bipartisan” per il Tibet . Numerosi gli interventi. Qualche distinguo sull’ipotesi di boicottaggio delle Olimpiadi.
Non hai avuto il mondo in eredità da tuo padre, ma in prestito per i tuoi figli! Quindi è ora di scegliere "Altro" perché quello che c'è puo' essere migliorato cambiando in meglio:
Marzo 21, 2008 alle 1:15 pm
[...] Tibet, devo dire la mia? Preferisco farla! [...]
Marzo 21, 2008 alle 3:45 pm
Radio Radicale e Il Riformista hanno organizzato a Roma in P.zza Campo de’ Fiori una manifestazioni “bipartisan” per il Tibet . Numerosi gli interventi. Qualche distinguo sull’ipotesi di boicottaggio delle Olimpiadi.
Video notizia della (ami) http://agenziami.it/articolopage-video.php?idart=319