Donne è arrivato il GengisGas! S’acquista frutta, verdura e…

Indovinate un po’ dov’è la lista della spesa?

Questa settimana il ritiro della spesa spetta a me, passerò in libreria a ritirare la caparra venerdì verso le 16.00. Al Sig. Corbari servono le cassette che gli si stanno andando esaurendo, ed ha esplicitamente richiesto di riportargliele, quindi fate in modo di portare da Lara in libreria le vostre cassette entro le 16.00 di venerdì. La spesa sarà ritirabile entro le 18.00 di venerdì stesso.

Buon ordine a tutte/i!

 

GengisGas può fare qualcosa!

La lista della spesa è al solito posto!

Come al solito c’era una proposta per risolvere un problema, c’era come al solito chi se ne infischia e pensa e fa quel che vuole perché “E’ giusto così!”, perché “Si vive una volta sola!”, perché “Minchia che palle che siete!”.

Ecco approposito di palle, ci sono altre palle, c’è sempre altro, c’è sempre meglio, e meglio è quel che non ferisce chi lavora e dà anche un occhio al portafogli di chi compra. 

 

The Media Running Challenge… “Perché?”

  

Care colleghe e colleghi,

 siamo lieti di segnalarvi che, in concomitanza con la settimana della Diversity Week organizzata nei paesi EMEA, XXX Italia aderirà all’evento The Media Running Challenge, la prima edizione della corsa non competitiva di 5 chilometri promossa dalla Fondazione Coca-Cola HBC Italia. 
1.000 magliette da “collezione” con il logo della corsa sono pronte per tutti gli appassionati che domenica 22 giugno 2008, alle ore 10 si schiereranno al via sulla pista dell’Arena Civica “Gianni Brera” di Milano e correranno sul percorso predisposto al Parco Sempione.
La quota minima di iscrizione è di 10 euro e l’incasso sarà devoluto interamente alla onlus Archè - www.arche.it.
Le iscrizioni on line sono aperte collegandosi al sito www.coca-colahbc.it.
 
Promuovete l’evento tra colleghi e appassionati: si corre per aiutare i bambini di Archè, e la notizia questa volta è che correre è una grande idea!
 
In allegato, potete trovare la locandina dell’evento.
 
Buon divertimento!
 
Il team di Corporate Affairs
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Quello sopra riportato è il testo di una mail giratami da un amico che lavora in una XXX banca. La chiamano solidarietà… Di là puliscono gli abiti e a quattro passi li sporcano felicemente ed orgogliosamente perché è per una buona causa… La commistione tra bene e male, giusto e sbagliato, etico e iniquo… Sapete come è qualificata eticamente Coca Cola? Sapete che in negozio non esiste una, ma nemmeno una marca di scarpe e di accessori per l’abbigliamento sportivo che non sia prodotta nel sud est asiatico? Dite che non ci possiamo fare niente? Quanti sono disposti a rinunciare alla marca e ad investire sulla qualità dei tessuti e del modo in cui vengono prodotti i tessuti e cuciti i capi d’abbigliamento? Quanti si rendono conto d’indossare sangue altrui?

Abiti Puliti

La campagna Abiti Puliti presenta la traduzione italiana del rapporto “Vincere gli ostacoli” sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche di materiale sportivo per le Olimpiadi di Pechino.

Una mostra di abiti ed accessori sportivi, dagli anni ‘20-’30 ad oggi, con fotografie e pubblicazioni d’epoca, narrerà il nostro rapporto con lo sport e il tempo libero. Potremo così vedere come lo sport da tempo dello svago si sia trasformato in una delle attività economiche più lucrose e spietate.

 

Programma della giornata:

Ore 12.00: apertura della mostra

Ore 15.00: presentazione del rapporto

Segue una breve rassegna di abiti puliti, dal successo del made in no alle proposte di Particelle Complementari.

In chiusura è previsto un tavolo di discussione, che si propone di raccogliere idee e contributi per nuovi progetti.

Spazio Frida, via Pollaiuolo 3, Milano

 

Oltre Italia – Francia c’è tutto un mondo da vivere!

Dal Diario Azzurro del Miglior Amico dell’uomo Silvano Agosti, che ho “adottato” come mio fraterno Zio, Silvano ha compiuto da qualche settimana settant’anni, e per altri ventinove ci farà compagnia:

 

Oggi sono stato invitato da alcuni amici a partecipare ad una partita di calcio. Erano circa vent’anni che non giocavo. Mi sono ritrovato a godere una lunga partita, anzi due. La prima l’abbiamo vinta 2 a 1 la seconda 6 a 5.
Io ho giocato un po’ come portiere e un po’ come terzino e sono stato ammirato dalla gentilezza e la soavità con cui le altre dieci persone partecipavano al gioco.
C’era, tra i giocatori, peraltro non più giovanissimi, anche una ragazzetta di forse 17 anni, brava, agile e spericolata che correva qua e là con grande destrezza.
Poi d’incanto il pallone è sparito e io immaginavo di seguire il gioco come se fosse una danza, senza vedere il pallone e allora ho capito per la prima volta che forse le decine di migliaia di tifosi che si recano allo stadio, o i milioni di spettatori che seguono le partite alla televisione, sono inebbriati da questa danza e anche loro, forse il pallone non lo vedono più e si lasciano soggiogare da quel ballo inspiegabile e ordinato che disegnano i giocatori percorrendo in geometrie misteriose il grande rettangolo verde.
Vedere gli adulti che giocano, un miracolo che infrange la feroce obbligatorietà del lavoro. Il gioco come riscatto e come promessa di un tempo in cui tutti potranno avere il privilegio di giocare, non importa a che età. E dal gioco alla creatività il percorso è breve, immaginare un’umanità creativa, oltre che produttiva e il mio sogno preferito.

Forse varrebbe la pena di dare la vita perché i miei simili potessero davvero smettere di credere e adorare entità remote, divinità irraggiungibili e invece potesse ognuno credere e adorare chi ha di fronte a se, chiunque egli sia.
Pensare come questa massa immane di energia potrebbe ridare tensione vitale agli esseri umani, immaginare una umanità intenta a scoprire la propria preziosità.
Scrivo queste cose mentre dalle finestre entrano le urla di gioia e di partecipazione dei tifosi per la vittoria dell’Italia sulla Francia.
Sembrano per poche ore tornare tutti italiani e tutti amici e tutti pazienti di fronte a qualsiasi affronto. In questo gaudio comune per una partita di calcio si esprime la speranza che gli esseri umani possano riconoscersi, un ad uno, come il progetto più perfetto e sofisticato cui sia giunta la natura in migliaia di anni.
Non ci sono più, per alcune ore tifosi di questa o quella squadra, pronti a divorarsi in altre circostanze, sono invece tutti uniti nel vivere in profondità la vittoria dell’Italia.
Dunque esiste la possibilità di ritrovarsi, insieme, a festeggiare la gioia comune di essere vivi, di sentirsi finalmente rispettati dalla società e dal destino.
Questa sera nelle vie di Roma non c’è più dissidio o sospetto nei confronti degli extra comunitari che, nell’ebrezza di una partita vinta, divengono anch’essi esseri umani, degni di essere abbracciati e accomunati nella passione per il calcio.
Domani torneranno le divisioni, gli insulti, le bravate in automobile per suscitare sdegno tra i buoni borghesi, tornerà a vagare negli sguardi di ognuno il sospetto di essere solo sfruttati, qualsiasi sia il lavoro, la certezza furiosa di essere martoriati qualsiasi sia la tassa imposta dallo Stato.
Ma intanto fino a tarda notte, la festa della vittoria rende possibile e reale la fratellanza tra avversari, tra le varie etnie, tra tifoserie altrimenti spietate e senza alcun freno.
Intanto, fino a tarda notte sarà un piacere per me immaginare che un simile tripudio possa un giorno celebrare la fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, l’inizio di un tempo di libertà, capace di consentire a tutti, ma proprio a tutti di beneficiare dei prodotti della terra, del tempo per vivere, e soprattutto della possibilità di scoprire la propria e l’altrui preziosità.
Ingenui e illusi i tifosi, ingenuo e illuso io, ma ambedue godendo il fluire della notte nel turbinio dei clacson che per loro significa la vittoria di una partita di calcio e per me la vittoria della vita sull’esistenza.

 

Perché?

Obsolescenza pianificata che parolone difficile! Ma il concetto è semplice semplice, lo capisce anche un bambino, ma un imprenditore e un politico no…

Mi ha scritto un giovane, in cerca di risposte su come attuare pratiche di decrescita nella propria vita, cambiare lavoro per lavorare un po’ meno, guadagnare un po’ meno e avere più tempo per vivere. Ogni tanto vengo scambiato per un guru, per un saggio, in realtà sono solo uno che cerca…

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Ciao A.,

 soluzioni definitive non ne ho. Soluzioni definitive non ne esistono, si prova, si vede come va e si fanno le scelte. È vero che spesso per come è organizzata la società non si possono fare passi falsi perché c’è dietro qualcuno pronto a tritarti.

Sono orgoglioso che quel che scrivo e metto in pratica arrivi a qualcuno, grazie!

Di concreto non posso fare niente per te, non sono un profeta, e tanto meno un ciarlatano, sono un ragazzo come te. Ho trentatre anni, una meravigliosa compagna, un figlio splendido ed un altra Piccola/o in arrivo. Semplicemente abbiamo cominciato a farci domande, su tutto, su come funzionano in primis le persone e i loro rapporti, poi le cose, quindi l’essere e l’avere. Viviamo in un sistema che monetizza tutto, quando i soldi in realtà erano l’invenzione geniale per non portarsi appresso gigantesche quantità di merci e beni. Poi sono diventati il motore sociale che stimola le persone a produrre, soppiantando così l’amore. Quante cose “a gratis” hai fatto per tua mamma, per tua sorella, per i tuoi amici, e a volte per degli estranei. Ma è una logica talmente semplice e immediata che è stata stravolta creando bisogni, sogni, ambizioni e aspettative che concentrano il loro interesse sull’acquisto per aumentare fatturati e capitali anziché pensare davvero alle persone, alla natura delle cose e ai loro bisogni. Posso solo dirti che se queste parole ti entrano profondamente dentro non hai più bisogni ma una fervente necessità: fare quel che devi. Apri l’armadio e ti senti forte perché hai un sacco di vestiti per coprirti e non ti manca più di comprarne uno nuovo per sentirti più figo, più degno. Ciò che ti rende figo è aver voglia di imparare, di scoprire, di condividere e amare per avere più tempo per vivere, anzi per vivere proprio! Perché produrre non è vivere…

Belle parole eh!!? Più difficile è passare dalle parole alla pratica… La pratica te la inventi e la realizzi stando attento a quel che compri, domandati: “Mi serve veramente? Mi sta migliorando l’esistenza? O sto comprandomi il vuoto che ho dentro in questo momento?”

Mi trovo anche io nella tua condizione di fare un lavoro che non mi va troppo a genio ma la società è strutturata così e il cammino verso la decrescita dev’essere graduale, bisogna che la gente cominci a capirlo che si vive meglio con meno cose intorno ma con più tempo per vivere, se no se succede di botto è tristezza e impoverimento.

Cosa puoi fare? Puoi organizzare un GAS (Gruppo d’acquisto solidale) coi tuoi amici e/o vicini di casa; puoi organizzare degli incontri di autoproduzione per imparare a produrti alcuni beni che di solito compri, puoi condividere nel tuo condominio le cose che potrebbero essere di tutti cassetta degli tipo attrezzi, trapano, ferro da stiro; puoi organizzare cene nelle quali parlare di queste cose e mettere in moto tutte queste iniziative che costruiscono solidi e concreti spazi di felicità condivisa e condivisibile. Puoi essere l’esempio vivente che le tue idee messe in pratica ti fanno stare meglio, e fanno stare meglio chi ti sta intorno, solo così, apprezzando l’esempio, anche altri lo troveranno conveniente e cambieranno. Con leggerezza A. mi raccomando, quante volte mi sono scontrato perché le mie idee erano meglio… mannaggia ammé e alla mia capa troppo dura… Sono sicuro che tu saprai fare di meglio!

Mi dispiace, non ho la bacchetta magica… sono come te e come chiunque altro, uno che cerca di stare meglio, solo che la nostra società propone ed impone gare e lotte, la selezione del migliore, che però avrà assaggiato un solo gusto nella vita, io dico che se invertiamo questa logica viviamo tutti meglio e con più gusto, perché le risorse e lo spazio per stare tutti meglio cazzo se ci sono!

 

Buona fortuna!

 

Ci siamo quasi…

GIOVEDI’ 19 GIUGNO 2008, ore 20.45

TEATRO FRANCO PARENTI, MILANO

Via Pier Lombardo (MM Porta Romana)

siamo di scena col divertentissimo

MISTERO DELL’ASSASSINIO MISTERIOSO, di Greg e Lillo!

Sopra un assaggio dell’originale.

Il nostro, ovviamente, è una spanna sopra!

Prenotazioni e info presso la biglietteria del teatro allo 02.59995206.

Mai sentito parlare di Biodanza?

Bella gente, promuovo l’iniziativa della Gassosa Silvia, a lei la parola:

Ciao a tutti!
Vi scrivo per proporvi un’esperienza che secondo me può essere molto interessante.
 
Sapete qualcosa della Biodanza?
 
Se non l’avete mai sperimentata risulta difficile spiegare di cosa si tratti… semplificando molto si può definire come una serie di esperienze emozionali veicolate dalla musica, dal movimento e dalla presenza di un gruppo. Si differenzia dalle altre attività terapeutiche di gruppo per la connotazione giocosa ed euforizzante che la rende più simile ad un momento ludico-ricreativo.
 
In Italia esistono ormai parecchie Scuole di Formazione per Conduttori di gruppi di Biodanza, la prima è proprio a Milano, dove ci sono tanti gruppi serali rivolti agli adulti.
Da un po’ di anni sono state avviati con riscontri sorprendenti anche gruppi di Biodanza con i bambini delle scuole materne ed elementari.
 
Un mio amico, che da qualche anno conduce un gruppo di adulti e da 2 anni dei gruppi in una scuola materna, vorrebbe proporre una sessione di Biodanza rivolta a genitori e bambini insieme… così abbiamo pensato di cercare uno spazio da affittare e di spargere la voce!
 
La sala si trova presso il Centro Cardinal Colombo, via S. Michele del Carso, 59. Paderno Dugnano
La data è sabato 26 luglio alle 16.00
Il costo della sala è 50 euro che verranno divisi fra tutti i partecipanti adulti.
L’età di riferimento dei bambini 4/6 anni… se sono + piccoli rischiano di andare un po’ per i conti loro, ma sel il/i genitore/i vogliono sperimentarsi lo stesso… si può provare! Anche bimbi un po’ più grandi possono partecipare senza problemi.
 
Abbiamo bisogno di sapere nel giro di qualche giorno chi parteciperà, per capire se riusciamo a formare un gruppetto sufficiente.
 
Sono molto entusiasta di questa iniziativa, perchè Biodanza è stata per me un’esperienza molto importante e spesso Gaia mi dice di volerla sperimentare!
Logicamente il nostro amico sarebbe contento se da questo incontro (che condurrà gratuitameente) potesse avviarsi un’esperienza continuativa… ma per ora io vorrei riuscire a passarvi la voglia di fare un’esperienza giocosa insieme ai vostri bambini e ad altre persone simpatiche in un sabato alle soglie delle ferie estive!
 
Sperando di aver suscitato almeno un po’ di curiosità vi abbraccio.
 
Silvia
 

GengisGas a tutta birra!

Indovinate dov’è la lista della spesa!!?

Allora lunedì prossimo si parte con gli incontri di autoproduzione?

Vi ricordo che i nostri incontri saranno parte fondante di un video-libro che ho tutta l’intenzione di scrivere insieme a voi:

“Autoproduzione – Nessuno farà per te quel che nemmeno tu vuoi fare”. Ovvero l’uso intelligente della tecnologia e dell’antico buon senso contadino: dal pesto alla genovese, alla corrente elettrica. Dalla felicità passando per internet, alla produzione domestica di birra. Dalla coltivazione di marijuana che sconfigge le mafie, alla costruzione di mobilia e suppellettili. Dal farsi un libro, al girare un film. Dall’incidere un Lp, al portare in scena uno spettacolo teatrale. Dalla coltivazione sinergica di un orto che così diventa quasi autosufficiente alla preparazione di detergenti per l’igiene intima e la casa. Ricette, consigli e motivazioni per cui cimentarsi con le proprie mani in prima persona e non rimaner solo spettatori e acquirenti. Come modificare l’economia partendo dai propri reali consumi e dalle proprie capacità. Creando una rete di scambio che faccia circolare sapere e conoscenza al posto dei soldi. E porti all’estinzione dei ricchi, categoria sociale inferiore ed inutile che non sapendo far nulla se non impartire ordini e rubar vite in cambio di qualche soldo, si auto annientò come i Dodo de “L’era glaciale”. La riscopertà della felicità insomma, se no anche quella continuerà a sembrarci un bene da comprare. Passare dal dire al fare, per costruire Piccoli spazi di Felicità condivisibile!

Promuoveremo l’Autoproduzione, far vedere, spiegare e capire come si fa, per far circolare la cultura del saper fare con le proprie mani, con la propria esperienza e con la propria fantasia. Perché quello che manca al cittadino oltre ad uno spazio vivibile e condivisibile, è proprio l’aver perso l’attitudine e l’abitudine al fare. O meglio si fa qualsiasi cosa ma per guadagnare denaro ma non per crescere come individui, persone, anime, pezzi di ossa, muscoli, liquido e aria fatti di spirito oltre che materia. Ma vi siete mai accorti che naso e orecchie continuano a crescere? Guardate la faccia di una persona anziana, sono le uniche parti della donna e dell’uomo che non smettono mai di crescere! Forse perché son curiose. Curiose di sentire e d’annusare. Allora gli adulti devono prenderle ad esempio perché studiano, fanno sport e giocano da bambini, nell’adolescenza e fino la prima giovinezza ma poi smettono, non afferrando che smettendo cessano d’imparare e diventano vecchi. E l’allungamento del naso e delle orecchie è la manifestazione fisica della primordiale gioia di scoprire, curiosare, sentire, annusare. Non si smette mai di crescere, ricordatevelo! Io adesso me lo segno sul taccuino, così me lo ricordo anche domani!

 

La storia delle cose

Obsolescenza pianificata

 

Il bene… e il male…

Una poesia, un pensiero sulle intenzioni e le azioni che poi si compiono. Non è mia, ma come diceva Mario Jimenez (Massimo Troisi nel film ”Il Postino”):

“La poesia non è di chi la scrive ma di chi gli serve!”

 

La colpa non esiste
se non nella misura
in cui noi stessi l’abbiamo creata.
Siamo noi, perciò, che dobbiamo distruggerla.
Se scegliamo di fare il male,
il male esiste
finché noi stessi non lo distruggiamo.
Il bene non possiamo farlo,
perché è il respiro stesso dell’universo:
ma possiamo scegliere
di respirare e vivere in esso
e con esso.

 

KAHLIL GIBRAN

 

Help Api!

 

Proseguendo a parlare di miele…

Le api stanno morendo in massa a causa delle sostanze chimiche tossiche impiegate in agricoltura. Senza questi preziosi insetti ronzanti addio miele, propoli, cera…. ma soprattutto addio ad una buona parte dei frutti che raccogliamo nei campi che le api impollinano durante il loro ciclo di vita. Cliccate qui dentro per firmare la petizione “Liberi da veleni“. Grazie a Francesca che mi ha girato questa informazione!

La sapete poi quella secondo cui Einstein avrebbe detto che morte tutte le api all’uomo non sarebbero rimasti da campare oltre ai quattro anni di vita? Leggete qui un interessante articolo in merito.

GengisGas riunione

Indovinate un pò dov’è la lista della spesa? Nella foto…

Allora stasera ci vediamo alle 21.00 in libreria da Lara.

Vi anticipo quel che ho trovato riguardo i produttori di miele. Trattasi di tre ragazzi di Novate che conosco ed hanno preso da un paio d’anni delle arnie a Castellazzo. La produzione è assolutamente biologica anche se non è certificata. Il prezzo dovrebbe aggirarsi sugli 8/10 euro al chilo. I vasetti sono da mezzo chilo. La qualità del miele è cardo, acacia e millefiori. Hanno preso due alveari anche a Brunate per vedere di produrre anche il miele di castagno.

 

Anno Zero, IL DIVO

 

Ormai mi sono fissato che in chiusura, dopo le vignette di Vauro, viene il mio pezzo:

 

“Sostanziale incompatibilità”.

Ciancimino.

Orlando, Leo Luca,

rottura con Falcone.

Ambrosoli, non quello del miele,

“i pericoli precisi non erano messi a fuoco”.

Andreotti, Giulio,

“un esempio straordinariamente luminoso”,

non Giulio, Andreotti, ma Ambrosoli, non quello del miele.

Il bene comune.

Wiliam Arico, il sicario di Ambrosoli su richiesta di Sindona.

Sorrentino ne fa un film,

un grottesco molto verosimile.

I ministri della P2, o per atti o per omissioni.

Le prigioni delle BR, “un rimorso lancinante”.

La storia, chi la sa la storia?

La storia è un ricordo di fantasia,

a te la tua a me la mia,

tra mezze verità e finte bugie,

“quello che conta è esistere”.

“Il Sifar? Cos’è?”

Dice Giulio Andreotti, Presidente del Consiglio dei Ministri…

Ciro Cirillo,

trattano Mafia e DC.

Lo Stato sta per Sindona.

“Il PCI salva Andreotti nel 1984″.

Un uomo del dialogo Andreotti, Giulio, dialogava con tutti…

Tutto era molto intricato,

“ma forse sì…”

Antilope Robkin, l’uomo degli omissis,

“Fanfani, Moro, Andreotti, personaggi che si cimentarono con una complessità…

…nell’esercizio troppo duro del potere”.

Martelli, falci, garofani, scudo crociato.

Prescrizione, assolto per avere commesso il fatto.

“Vorrei capire di più, forse Mafia è poco”.

La scorta,

Sorrentino, “IL DIVO”

i morti per la verità…

tutti morti.

Guerra fredda,

“il male usato a fin di bene”.

Delitto Mattarella.

“E’ una sentenza, non una mia opinione”.

La morte come ultima assoluzione.

Andreotti Giulio, il divo?

La verità Andreottiana, come disse un famoso comico, è custodita nella scatola nera sulle spalle dello stesso Giulio, Andreotti… 

 

Piero Ricca e Antonio Ricci

Dal blog di Piero Ricca

Tutto sommato Ricci non ne esce nemmeno poi così distrutto, abbastanza sgangherato nel tenere insieme i pensieri sì. Una riflessione su quel che dice Ricci riguardo la verità dogmatica che Ricca ha in tasca è utile, anche se trovo che Ricca non dica panzane, anzi! Forse è il modo… L’unica cosa che desidero dire a Ricci è che se la Mondadori pubblica pile e pile di libri di Travaglio, Corrias e Gomez è perché vendono tanto, e lui lo sa molto meglio di me.

 

Silvano

 

GengisGas

Come di consueto la lista della spesa è dentro la foto.

L’ordine lo si fa rispondendo direttamente a questo post.

Sicché ci vediamo lunedì prossimo 09.06, cazzarola proprio quando gioca l’Italia… scusate, sono un nostalgico di quelle cose tipo antichi romani al colosseo… Comunque, noi ci siamo alla riunione, se dovessero esserci tante defezioni fatecelo sapere così da riorganizzarci per altra data.

 

Il mistero dell’assassino misterioso

(Clicca sulla locandina per ingrandirla).

 

…e dopo il grande successo ottenuto al suo debutto, torna in scena esilarante più che mai IL MISTERO DELL’ASSASSINIO MISTERIOSO!Questa volta serata in grande spolvero al TEATRO FRANCO PARENTI di Milano.
L’appuntamento è per GIOVEDI’ 19 GIUGNO 2008, ore 20.45. Prenotazioni presso la biglietteria del teatro allo 02.59995206 a partire da mercoledì 4 giugno p.v.Tutte le info sono sulla locandina in allegato.

Inutile dire che chi non viene è il solito ormai inguaribile sacripante!

Ciao ciao

Tak

P.S.: Per chi fosse interessato, dopo lo spettacolo sarà probabilmente possibile fermarsi a mangiare qualcosa al foyer del teatro. Quasi sicuramente sarà disponibile un buffet tipo happy hour, al costo di 8 € consumazione compresa.
Prego invece chi volesse una cena più sostanziosa di farmelo sapere: stiamo contrattando un menu a prezzo fisso tra i 20 e i 25 €.