J.M. Barrie: Non sono abbastanza giovane per sapere tutto. Proviamo a tornare giovani con i progetti in cerca di collaboratori del Pennazzi’s blog (Un paio di piedi per tante scarpe):
(…e chissà che il paio giusto non ci porti sulla nostra strada!)
a
Sono talmente ecologico da riciclare anche le idee! Mi risponde Goethe: l’uomo intelligente trova ridicolo quasi tutto, quello razionale quasi niente. Chiosa Caparezza: si vive di momenti tristi e divertenti, e non di momenti tristemente divertenti.
Archivio Post
Si domanda Giorgio Gaber: Ma se improvvisamente uno diventa giusto, come si comporta in questo mondo di sbagliati? Gli risponde Ernst Fritz Schumacher: Occorre vivere più semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere. Chiosa H.D. Threau: Ciascono di noi è ricco in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno.
Viviamo alla rovescia: non si lavora più per vivere, ma si vive per lavorare. Si scomoda addirittura Giove per darmi risposta, Odissea-Canto 1°: L’uomo chiama destino la propria imbecillità.
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ricollochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio. Maurizio Pallante
Conosco persone… Faccio cose…
Luglio 24, 2008 — Arcano Pennazzi
Ho scritto questo post due mesi e mezzo fa, quando il governo Berlusconi era tornato alla carica da una manciata di giorni. Non l’ho mai pubblicato però. Forse perché non mi sentivo pronto, non c’era un vero motivo, anche se zio conflitto d’interessi Silvio al governo, ma anche all’opposizione, è sempre un buon motivo per dissentire! Non volevo rischiare di sembrare presuntuoso, non per quel che avrebbe combinato zio Immunità Silvio, ma per tutta la carne che ho al fuoco, che detto da uno che non la mangia… ma il momento finalmente è arrivato, questo post è la risposta ad “Arcano Pennazzi for President”. Messaggio che è stato il riconoscimento e la ricompensa di dieci mesi di impegno e divertimento in rete.
*********
Veltrusconi, zio Silvio, l’arcobaleno e la caduta della sinistra permettendo, sto attraversando un periodo molto felice. La creatività compulsiva che mi muove da tre decenni ha trovato la rotta. Le mille idee stanno finalmente diventando fatti. E’ stato un periodo di fuoco perché con la mia dolce compagna stiamo aprendo la nostra libreria on line, “Sebastiano Spinetti” il primo romanzo di quel gran bell pezzo di figliola della mia inquilina è finito, sto scrivendo le “mie cazzate” qui nel blog, sto finendo di scrivere Glauco Besozzi (il primo giallo ocra della nostra collana), stiamo finendo di mettere insieme un paio di raccolte di poesie, sto aggiornando “I Piedi Parlano storia di un gioco che non c’è più“, abbiamo finalmente portato in scena con gli amici della compagnia teatrale “Il mistero dell’assassino misterioso”, abbiamo anche replicato al Franco Parenti e poi ci siamo tuffati a capofitto in un testo di Pinter “Un leggero fastidio“. Il martedì sera c’era il cabaret, stiamo ampliando il GengisGas, stiamo vedendo di organizzare incontri di autoproduzione, stiamo continuando a confrontandoci coi ragazzi del progetto Ecovillaggio, lavoro 8 ore al giorno, ho una favolosa compagna e un incredibile figlio, a fine dicembre arriva Pesciolino e ne siamo quattro!
Stiamo conoscendo e diventando amici di un sacco di persone interessanti piene di voglia! Mi diverto insomma e non ho più tempo se non per dormire, sta notte e le prossime salto…
Una cosa per volta, pian piano, senza ansia, guarda dritto l’orizzonte, non piegare la schiena e cammina. Spesso però le troppe cose mi si mescolano tutt’assieme nella testa e finisco per scrivere gli appunti sulle gengive del mio piccolo mentre inforno il cellulare che suona e spiego al frullatore i benefici di un economia che anziché la crescita economica ha come fine la sostenibilità. La vita è un paradosso: quando sei piccolo ed hai davanti a te tutto il tempo per viverla sei impaziente e non puoi aspettare un minuto, quando diventi vecchio e davanti non hai che qualche scampolo di partita hai tutta la pazienza del creato.
Imparo pian piano a diventare un contenitore con tanti sportelli, e a seconda di quel che ho da fare, devo aprire lo sportello giusto. Anche se spesso preso dalla foga apro e sbatto tutti i cassetti insieme tipo Herbie, il maggiolino tutto matto. Come se non bastasse lo zio Silvio ha vinto le elezioni, e c’è da “rimboccarsi le mani” e fare un sacco d’amore e una caterva di azioni concrete e divertenti per riportare un po’ di civiltà nel bel paese, (ndr. ti ricordo che questo messagio è antecedente a tutte le leggi canaglia). Credo non parlerò più di politica come ho fatto in quest’ultime settime perché non sarà più di mio interesse parlarne per il momento. Penso che la miglior politica sia fare, creare spazi di felicità condivisibile, ognuno dei progetti che sto portando avanti ne è colmo. Quindi farò politica semplicemente facendo. Con la piccola, libera, laboriosità quotidiana, che giorno per giorno costruisce la montagna. Sarebbe bello, parlando di rivoluzione a nord delle sopracciglia, che tutti gli abitanti dello stivale prendessero l’abitudine di fare e smettessero di delegare, di cercare l’appoggio, la raccomandazione, la spinta, la poltrona.
Se leggi la colonna di sinistra di questo blog riesco a darti stimoli? Mi riprometto di completare i “Progetti del blog in cerca di collaboratori” al più presto! Non ero candidato alle elezioni quindi me la sono presa comoda… Caspita, altro lavoro che devo fare al più presto… troppo lavoro!
“Rilassati!”
Questo non è lavoro, non è salariato, non è remunerato, questo è impegno, passione, crescita, vita!
“Osteria che parolone…”
Non che per forza lavorare ed essere pagati sia un male, anzi fare qualcosa di buono, farlo bene ed essere pagati bene è una gran bella cosa! Ma fare solo per essere pagati non è triste? E non è ancora più triste fare consapevolmente lavori che creano dolore e sfruttamento ad altre persone e ambiente? La gran parte degli impieghi multinazionali intendo. Ma non voglio partire per la tangente… anche se poi è parte del discorso che sto facendo, solo che la nostra coscienza fa una fatica boia a fare 1+1.
Beh, una risposta a quel che è successo, ai seggi, comunque la cerco. Non mi sembra normale, anzi lo è fin troppo: la classe dominante che gestisce l’economia e la produttività del paese è la stessa che lo governa. Vedremo se il PIL s’inpenna…
So che è dentro di me tutto quel che mi serve, ma non posso cibarmi solo di me stesso. Io mi basto ma intorno no, intorno si continua a delegare, a comprare intrattenimento dal governo e dal partito azienda, quando quel che ci manca non è il divertimento e il sogno del “Grande fratello” ma la felicità. Serena, duraturatura, interessante, laboriosa. E siamo però in recessione e “l’incubo Argentina” s’avvicina minaccioso.
“Cosa?”
Parlavo del mio concetto di felicità… Continuiamo a comprare per ammazzare la noia e divertirci, per riprenderci il maltolto, il tempo per vivere. Seneca diceva che l’unica ricchezza è il tempo. Il tempo per vivere. Il tempo non ha prezzo.
In città non si sa più fare, ci si specializza a curare un dettaglio, in città si è soli in loculi abitativi, ma è finalmente estate e si esce. Le macchine e la tecnologia invece che migliorare la vita tolgono lavoro, manodopera, piccoli gruppi di potere diventano sempre più ricchi, e grandi fette della società si impoveriscono sempre di più, basterebbe ridistribuire la ricchezza, e lavorare part-time tutti, e poi lasciarsi il tempo per vivere. Sogni… utopie… una coalizione di saggi a guidare il popolo, un’ efficentissima ludica anarchia, invece che legiferare sull’immensa stronzaggine umana…
Forse ritorno, adesso ho solo voglia e bisogno di riposare e stare con la “mia” famigliola.
io ti voto..senza giochi di potere e senza clientele, senza pacchi dono, senza promesse,
senza appannaggi, senza se e senza ma,
senza brufoli,
senza tu mi dai questo io di do quest altro
senza inimicizia
senza faida
senza sangue
Non hai avuto il mondo in eredità da tuo padre, ma in prestito per i tuoi figli! Quindi è ora di scegliere “Altro” perché quello che c’è puo’ essere migliorato cambiando in meglio:
Luglio 25, 2008 alle 2:25 pm
io ti voto..senza giochi di potere e senza clientele, senza pacchi dono, senza promesse,
senza appannaggi, senza se e senza ma,
senza brufoli,
senza tu mi dai questo io di do quest altro
senza inimicizia
senza faida
senza sangue
ti voto di cuore
ps. saluti da uropia
kassel&LITTLEPESTE FRA