J.M. Barrie: Non sono abbastanza giovane per sapere tutto. Proviamo a tornare giovani con i progetti in cerca di collaboratori del Pennazzi’s blog (Un paio di piedi per tante scarpe):
(…e chissà che il paio giusto non ci porti sulla nostra strada!)
a
Sono talmente ecologico da riciclare anche le idee! Mi risponde Goethe: l’uomo intelligente trova ridicolo quasi tutto, quello razionale quasi niente. Chiosa Caparezza: si vive di momenti tristi e divertenti, e non di momenti tristemente divertenti.
Archivio Post
Si domanda Giorgio Gaber: Ma se improvvisamente uno diventa giusto, come si comporta in questo mondo di sbagliati? Gli risponde Ernst Fritz Schumacher: Occorre vivere più semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere. Chiosa H.D. Threau: Ciascono di noi è ricco in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno.
Viviamo alla rovescia: non si lavora più per vivere, ma si vive per lavorare. Si scomoda addirittura Giove per darmi risposta, Odissea-Canto 1°: L’uomo chiama destino la propria imbecillità.
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ricollochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio. Maurizio Pallante
Acqua in bocca, vi abbiamo venduto l’acqua
ottobre 27, 2008 — Arcano Pennazzi
Un articolo diffuso con il passaparola via e-mail e sui blog denuncia la privatizzazione dell’acqua pubblica in Italia, mentre continuano le mobilitazioni dal basso a difesa di un bene comune
20 ottobre 2008 – Maddalena Parolin
L’articolo
“Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei grafitti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l’articolo 23bis del decreto lege 112 del ministro Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali).
Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l’acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell’acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L’acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l’uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L’acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropiarsene per trarne illecito profitto. L’acqua è l’oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.
Acqua in bocca” Rosaria Ruffini – docente di teatro allo Iuav
Questa bufala ha fatto il giro di tutti i blog…
Ma come si puo’ dare credito ad una “insegnate di teatro” (sempre che esista una Rosaria Ruffini…) che commenta una legge ?
Gli enti pubblici già oggi “affidano” le reti idriche e l’approviggionamento a società private o società miste.
Quindi l’art 23 bis della legge 133/08 non innova assolutamente nulla.
E non privatizza l’acqua, anzi ribadisce, nel testo, che la proprietà delle reti idriche è pubblica.
Al contrario, l’articolo in questione regolamenta l’attuale far-west ( creato in particolare dalle amministrazioni locali, che affidavano l’acqua agli “amici” ), imponendo il rispetto delle norme UE sulla concorrenza, per cui niente trattativa privata ma gara per aggiudicarsi l’affidamento, no al conflitto di interessi, limitazione della durata delle concessioni, etc. etc.
Non hai avuto il mondo in eredità da tuo padre, ma in prestito per i tuoi figli! Quindi è ora di scegliere “Altro” perché quello che c’è puo’ essere migliorato cambiando in meglio:
ottobre 27, 2008 alle 2:36 pm
[...] Acqua in bocca, vi abbiamo venduto l’acqua [...]
novembre 1, 2008 alle 11:40 pm
Questa bufala ha fatto il giro di tutti i blog…
Ma come si puo’ dare credito ad una “insegnate di teatro” (sempre che esista una Rosaria Ruffini…) che commenta una legge ?
Gli enti pubblici già oggi “affidano” le reti idriche e l’approviggionamento a società private o società miste.
Quindi l’art 23 bis della legge 133/08 non innova assolutamente nulla.
E non privatizza l’acqua, anzi ribadisce, nel testo, che la proprietà delle reti idriche è pubblica.
Al contrario, l’articolo in questione regolamenta l’attuale far-west ( creato in particolare dalle amministrazioni locali, che affidavano l’acqua agli “amici” ), imponendo il rispetto delle norme UE sulla concorrenza, per cui niente trattativa privata ma gara per aggiudicarsi l’affidamento, no al conflitto di interessi, limitazione della durata delle concessioni, etc. etc.
Il testo dell’articolo
http://www.giurdanella.it/mainf.php?id=8265
novembre 18, 2008 alle 5:28 pm
Grazie per la segnalazione Markus!
Sto approfondendo per venirne a capo…