Bolzaneto, tutto quello che non sentiremo mai in tv… la verità!

Niente demagogia, parole che confermano i fatti.

Galbani vuol dire fiducia…

Una struttura sociale organizzata per sfamarci, ammalarci e curarci in nome della crescita economica, del PIL. Una struttura sociale così schiava dell’economia da relegarci al mutismo e all’omertà pur di farci guadagnare il necessario per vivere. E’ il progresso, lo sviluppo. Ha un paladino nello stivale questa deformazione dell’essere e del sentire, il suo Premier e le sue idee, l’opposizione e le sue idee, il Veltrusconismo. Il loro popolo è lo specchio di quel che dicono, di quel che sognano, di quello cui ambiscono: la CRESCITA. E Matrix non è un film di fantascienza ma è il mondo in cui viviamo perché niente è come sembra.

Il problema dov’è? Chi è? Cos’è? Sono le multinazionali? Il Bildenberg? Il colonialismo? Le banche? Il signoraggio bancario? Il petrolio? Le mafie? La co2? La P2? Il global warming? Le massonerie? Le società segrete?

Se non vi siete persi battete un colpo, qui ci sono un paio d’orecchie che hanno voglia di capire!

L’unica cosa che realizzo è che: “Bisogna diventare ignifughi alle cazzate!” perché il problema sta nella paura, nei modi di inculcarla, perpretrarla e curarla. E l’unica soluzione possibile è creare una vera rete di socialità. Ripensare l’uomo ed i problemi che le sue debolezze creano.

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Sul sito web di Repubblica, in un ottimo articolo a firma Paolo Berizzi, vengono resi noti gli sconcertanti sviluppi di un’indagine partita nel 2006 e portata avanti dalla guardia di finanza di Cremona grazie a quelle intercettazioni che giornalmente vengono messe sotto accusa quasi si trattasse del più grande problema che affligge questo disgraziato Paese.
Nonostante in Italia le frodi alimentari siano ormai all’ordine del giorno e cambiare il cartellino dei prodotti scaduti all’interno degli ipermercati stia diventando quasi una consuetudine, le dinamiche della truffa da parte che di quelli che Berizzi definisce giustamente “banditi della tavola” sono tali da riuscire a turbare profondamente non solo le persone deboli di stomaco.
L’impresa criminale che faceva capo a 4 aziende con sede a Cremona, Novara, Biella e Woringen in Germania, tutte riconducibili all’imprenditore siciliano Domenico Russo, ed era punto di riferimento per marchi come Galbani, Granarolo, Cademartori, Brescialat, Medeghini, Igor, Centrale del latte di Firenze, Frescolat, Euroformaggi, Mauri, Prealpi ed altre multinazionali europee, operava anche grazie alla connivenza delle Asl di competenza riciclando con l’ausilio di molta creatività gli scarti di formaggio avariato che avrebbero dovuto essere smaltiti.
Tali scarti, spesse volte forniti proprio dai grandi marchi di cui sopra, consistevano in formaggio avariato e putrefatto all’interno del quale si poteva trovare di tutto: vermi, escrementi di topi, pezzi di ferro, residui di plastica tritata, muffe ed inchiostro. Il materiale marcescente e maleodorante anziché venire smaltito subiva tutta una serie di lavorazioni che lo portavano a tornare sugli scaffali di discount ed ipermercati (spesso attraverso quegli stessi marchi che lo avevano venduto come rifiuto) sotto forma di sottilette, formaggio fuso, formaggio grattugiato, mozzarelle, gorgonzola ed altre specialità casearie che venivano vendute come prodotti genuini ai consumatori.
La truffa nell’ambito della quale il gruppo Lactalis Italia che controlla Galbani sembra avere pesantissime responsabilità, non ha coinvolto solo l’Italia ma si è sviluppata a livello europeo, arrivando a produrre la lavorazione di oltre 11.000 tonnellate di formaggio avariato a fronte di un business economico di enormi proporzioni. Decine risultano essere le persone indagate e denunciate per un’attività criminale che oltre a produrre profondo disgusto ha determinato pesantissimi rischi per la salute pubblica.
Come ultima nota disarmante in questa scioccante vicenda va sottolineato il fatto che gli impiegati e gli operai delle ditte incriminate hanno verbalizzato di essere a conoscenza della situazione ma si sono guardati bene dal renderla pubblica, molto probabilmente per non rischiare di mettere a repentaglio il proprio posto di lavoro.
Riesce difficile chiamare “progresso” la costruzione di una società all’interno della quale si corre il rischio di mangiare inconsapevolmente poltiglia marcescente per compiacere le multinazionali e ci si trova “costretti” a diventare complici di una banda criminale che avvelena i nostri simili per “mantenere” uno stipendio che ci consenta di sopravvivere un gradino sopra la soglia di povertà. Così come riesce difficile concepire un progresso che rischia di toglierci ogni dignità, anestetizzando la nostra natura umana e trasformandoci in ingranaggi della macchina di produzione e tubi digerenti di un consumo che tende a farsi sempre più escrementizio.

Marco Cedolin

Il link dell’articolo di Paolo Berizzi:

http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/truffa-roma/truffa-formaggio/truffa-formaggio.html

 

Quando Bossi era comunista, antifascista e anti Berlusconi

Andando a zonzo nella rete mi ci s’è incastrata dentro ’sta chicca.

Un vecchio slogan pubblicitario diceva: “Provare per credere!” e come diceva Toto: “…e ho detto tutto!” Magari, la pagliacciata continua…

The Media Running Challenge… “Perché?”

  

Care colleghe e colleghi,

 siamo lieti di segnalarvi che, in concomitanza con la settimana della Diversity Week organizzata nei paesi EMEA, XXX Italia aderirà all’evento The Media Running Challenge, la prima edizione della corsa non competitiva di 5 chilometri promossa dalla Fondazione Coca-Cola HBC Italia. 
1.000 magliette da “collezione” con il logo della corsa sono pronte per tutti gli appassionati che domenica 22 giugno 2008, alle ore 10 si schiereranno al via sulla pista dell’Arena Civica “Gianni Brera” di Milano e correranno sul percorso predisposto al Parco Sempione.
La quota minima di iscrizione è di 10 euro e l’incasso sarà devoluto interamente alla onlus Archè - www.arche.it.
Le iscrizioni on line sono aperte collegandosi al sito www.coca-colahbc.it.
 
Promuovete l’evento tra colleghi e appassionati: si corre per aiutare i bambini di Archè, e la notizia questa volta è che correre è una grande idea!
 
In allegato, potete trovare la locandina dell’evento.
 
Buon divertimento!
 
Il team di Corporate Affairs
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Quello sopra riportato è il testo di una mail giratami da un amico che lavora in una XXX banca. La chiamano solidarietà… Di là puliscono gli abiti e a quattro passi li sporcano felicemente ed orgogliosamente perché è per una buona causa… La commistione tra bene e male, giusto e sbagliato, etico e iniquo… Sapete come è qualificata eticamente Coca Cola? Sapete che in negozio non esiste una, ma nemmeno una marca di scarpe e di accessori per l’abbigliamento sportivo che non sia prodotta nel sud est asiatico? Dite che non ci possiamo fare niente? Quanti sono disposti a rinunciare alla marca e ad investire sulla qualità dei tessuti e del modo in cui vengono prodotti i tessuti e cuciti i capi d’abbigliamento? Quanti si rendono conto d’indossare sangue altrui?

Help Api!

 

Proseguendo a parlare di miele…

Le api stanno morendo in massa a causa delle sostanze chimiche tossiche impiegate in agricoltura. Senza questi preziosi insetti ronzanti addio miele, propoli, cera…. ma soprattutto addio ad una buona parte dei frutti che raccogliamo nei campi che le api impollinano durante il loro ciclo di vita. Cliccate qui dentro per firmare la petizione “Liberi da veleni“. Grazie a Francesca che mi ha girato questa informazione!

La sapete poi quella secondo cui Einstein avrebbe detto che morte tutte le api all’uomo non sarebbero rimasti da campare oltre ai quattro anni di vita? Leggete qui un interessante articolo in merito.

Anno Zero, IL DIVO

 

Ormai mi sono fissato che in chiusura, dopo le vignette di Vauro, viene il mio pezzo:

 

“Sostanziale incompatibilità”.

Ciancimino.

Orlando, Leo Luca,

rottura con Falcone.

Ambrosoli, non quello del miele,

“i pericoli precisi non erano messi a fuoco”.

Andreotti, Giulio,

“un esempio straordinariamente luminoso”,

non Giulio, Andreotti, ma Ambrosoli, non quello del miele.

Il bene comune.

Wiliam Arico, il sicario di Ambrosoli su richiesta di Sindona.

Sorrentino ne fa un film,

un grottesco molto verosimile.

I ministri della P2, o per atti o per omissioni.

Le prigioni delle BR, “un rimorso lancinante”.

La storia, chi la sa la storia?

La storia è un ricordo di fantasia,

a te la tua a me la mia,

tra mezze verità e finte bugie,

“quello che conta è esistere”.

“Il Sifar? Cos’è?”

Dice Giulio Andreotti, Presidente del Consiglio dei Ministri…

Ciro Cirillo,

trattano Mafia e DC.

Lo Stato sta per Sindona.

“Il PCI salva Andreotti nel 1984″.

Un uomo del dialogo Andreotti, Giulio, dialogava con tutti…

Tutto era molto intricato,

“ma forse sì…”

Antilope Robkin, l’uomo degli omissis,

“Fanfani, Moro, Andreotti, personaggi che si cimentarono con una complessità…

…nell’esercizio troppo duro del potere”.

Martelli, falci, garofani, scudo crociato.

Prescrizione, assolto per avere commesso il fatto.

“Vorrei capire di più, forse Mafia è poco”.

La scorta,

Sorrentino, “IL DIVO”

i morti per la verità…

tutti morti.

Guerra fredda,

“il male usato a fin di bene”.

Delitto Mattarella.

“E’ una sentenza, non una mia opinione”.

La morte come ultima assoluzione.

Andreotti Giulio, il divo?

La verità Andreottiana, come disse un famoso comico, è custodita nella scatola nera sulle spalle dello stesso Giulio, Andreotti… 

 

Piero Ricca e Antonio Ricci

Dal blog di Piero Ricca

Tutto sommato Ricci non ne esce nemmeno poi così distrutto, abbastanza sgangherato nel tenere insieme i pensieri sì. Una riflessione su quel che dice Ricci riguardo la verità dogmatica che Ricca ha in tasca è utile, anche se trovo che Ricca non dica panzane, anzi! Forse è il modo… L’unica cosa che desidero dire a Ricci è che se la Mondadori pubblica pile e pile di libri di Travaglio, Corrias e Gomez è perché vendono tanto, e lui lo sa molto meglio di me.

 

Anno zero, tra sintesi e poesia, c’ho preso gusto!

Ecco il riepilogo della puntata dello scorso giovedì:

 

Napoli, Chiaiano,

manganello in mano.

Emergenza,

rifiuti,

Mussolini, la nipote…

Cognome pesante,

labbra ancor di più:

“Più silicone per tutti!”

Di Pietro, Belpietro

uno serve, l’altro usa.

Inceneritore sì, inceneritore no,

fate come volete, ma non a casa mia!

Rifiuto, segnale d’allarme di un’economia che non funziona,

che genera e non si rigenera,

che si fonda sullo spreco, l’inutile e la mazzetta…

“Più lavoro per tutti!”

Come più lavoro?

L’esubero di rifiuto non è già più allarme?

“Per tutti lavoro”, che è diverso…

Meno tasse, il governo promette…

il manganello mantiene!

Raccolta differenziata,

“Sì ma quando?”

Domani!

Iervolino e Bassolino,

il finale è già scritto,

un po’ come Totò e Peppino,

…a tarallucci e vino!

Risate amare di una vecchia Napoli che muore.

 

“Vedi Napoli e poi muori…”

 

Le fiabe, la play, i ftalati e noi bimbi…

Ero a pesca nella rete, ed ho trovato due pesciolini, uno tanto buonino, ed uno proprio cattivello. Quello buono è una di quelle cose semplici e gratuite che però richiede tempo e voglia, quello cattivello muove migliaia di milioni di soldoni con lo strizzar d’occhio della pubblicità e l’invidia che io e gli altri bimbi ci facciamo a restare indietro con un gioco più vecchio di quello dei nostri amici.

Ora, io non voglio tornare all’età della pietra, perché sai quanto si stava scomodi, e che freddo, e che caldo e che paura, e che fatica… vorrei solo capire perché non si riescono a muovere grandi capitali senza lasciar cacche puzzolenti in giro per la strada? Perché se ci metti sopra il piede, ok che la fortuna può baciarti, ma se non ti bacia resti cornuto, mazziato e colle scarpe piene di merdina.

Sono un bimbo un po’ qualunquista che cerca spegazioni, ma fa una fatica a trovarle, voi grandi siete sempre di corsa… se sei un grande e sai darmi una spiegazione, io ti ascolto ed imparo volentieri!

Senti un po’ qui:

Leggete fiabe ai bambini! Si è saputo che leggere ad alta voce fiabe ai bambini aiuta nello sviluppo del linguaggio. Ora arriva la prova scientifica, da uno studio pubblicato sugli Archives of Disease in Childhood, condotto dal pediatra Barry Zuckerman della Boston University School of Medicine.
La stimolazione linguistica nei primi anni di vita del bambino è fondamentale, li aiuta ad andare meglio a scuola e a sviluppare un’arte del linguaggio.
Il racconto del genitore è poi un mezzo fortissimo di scambio emotivo.
E vissero tutti felici e contenti…

Genitori, vi riconsiglio anche di leggere “Come un romanzo” del signor Daniel Pennac, il mio papà dice che si impara moltissimo da questo piccolo e semplice libretto!

Genitori vi consiglio anche di regalare Nintendo Wii, Sony PlayStation 3 Elite e Microsoft Xbox 360: sono le tre console per videogiochi messe sotto accusa da Greenpeace. Mica vorrete lasciare quelli di green peace con le mani in mano…

Le tre grandi case produttrici erano state introdotte all’interno della storica ecoguida dei prodotti elettronici realizzata dall’associazione ambientalista, con la promessa che avrebbero eliminato le sostanze tossiche dai loro prodotti.

Una promessa disattesa, se è vero ciò che è emerso dallo studio Playing dirty.

PVC, ftalati, berillio e ritardanti di fiamma a base di bromo sono infatti le sostanze tossiche presenti secondo livelli molto alti in tutti i prodotti in questione.

I ftalati sono sostanze tossiche usate per rendere flessibile il PVC e proibite in giocattoli e articoli per bambini venduti nell’Ue.

Tra quelli identificati nelle console c’è il DEPH (ftalato di bis 2-etilesile), classificato come tossico per la riproduzione, data la capacità di interferire nello sviluppo sessuale dei mammiferi, in particolare i maschi.

L’altro flatato è il DiNP (ftalato di diisononile), identificato nella Xbox, e vietato solo in quei giocattoli e articoli per bambini destinati a essere introdotti in bocca.

Ecco di seguito, invece, i fattori positivi emersi dallo studio:

- Nintendo Wii: non sono state riscontrate leghe di berillio nei contatti elettrici ed è stato osservato un uso limitato di PVC e ftalati

- Playstation PS3 di Sony: contiene circuiti stampati “privi di bromo”

- XBox 360 di Microsoft: impiega meno ritardanti di fiamma delle concorrenti nelle custodie

Nel complesso poco, se si considera quanta moneta sonante entra ogni anno nelle tasche dei tre colossi. Considerate che in Italia, nel 2007, sono state vendute 5 console al minuto, con un incremento del 48% rispetto all’anno precedente.

Fate un po’ i vostri conti…

Playing dirty Per maggiori informazioni leggi Greenpeace

Cose da grandi, vado a farmi leggere una storiella…

 

Come dire…

…l’unione fa la forza!

Altro che Homo Homini Lupus…

E ho detto tutto…

Che lo Sforzo sia con noi!

 

Anno zero, tra giornalismo e poesia il concentrato della scorsa puntata

Un minimo di benessere

La decenza

l’immigrato,

il migrante,

non è una roba di qualità,

ma la manodopera serve!

Poi via e a letto,

non farti vedere fino a domattina,

e appena sveglio, svelto a lavoro,

ad onorare la libertà di emanciparti.

Domanda l’intervistatore:

“Ma disturbano? Rompono? Creano disordine?”

La risposta copincollata su tutte le bocche sdegnate dei cittadini italiani:

“No, sono stranieri,

guardi che facce,

prima o poi qualcosa capita,

cosa facciamo!!?

Aspettiamo il morto per fare qualcosa?

La casa mi si svaluta,

e a casa nostra comandiamo noi!”

Ed anche il Maruchen, l’immigrato siciliano che ha passato lo stesso calvario trent’anni fa è solidale:

“Viva la lega!”

Anche lui si è adeguato.

Sudore, sangue, insulti, discriminazione, tutto è passato, un nuovo incubo più a sud è arrivato…

L’unica speranza è capire che più a sud del sud c’è il nord.

 

Marco Travaglio e Schifani

…visto che tutti continuano a parlarne di quel che ha detto Travaglio una setimana fa a “Che tempo che fa”, ma nessuno riporta quel che Travaglio ha detto… Così almeno abbiamo cognizione di causa.

 

La voce fuori dal coro che ovviamente, manco a dirlo, non abbiamo visto in tv…

zio Silvio, ma questo giustizialista mi sembra uscito di senno!

Cosa dice!!? E davanti a tutta quella gente…

 

Google, Google… discolacci!

Dal sito de la Repubblica:
TECNOLOGIA & SCIENZA

Le due proposte contro le limitazioni alle libertà di pensiero
da parte dell’azienda sono state respinte quasi all’unanimità

Lotta alla censura, Google dice no gli azionisti votano come i vertici

di FRANCESCO OGGIANO

GLI AZIONISTI, alla fine, hanno obbedito alla dirigenza. Giovedì scorso, all’annuale assemblea di Google, il consiglio di amministrazione è stato rieletto in blocco e le due proposte in favore di una lotta alla censura da parte dell’azienda sono state respinte quasi all’unanimità. Gli azionisti del colosso americano delle ricerche su internet hanno seguito le indicazioni della direzione, che suggeriva di votare contro le due proposte scomode avanzate da singoli membri dell’azionariato. La prima chiedeva l’introduzione di norme per impedire la collaborazione attiva con la censura attraverso il filtraggio dei risultati delle ricerche; la seconda la creazione di una Commissione per i diritti umani, con l’obiettivo dichiarato di combattere legalmente le pressioni esercitate dalle autorità locali dei Paesi in cui opera Google, con riferimento particolare alla Cina.

Nel corso della votazione, però, l’elemento rilevante è stata l’astensione di Sergey Brin, il co-fondatore assieme a Larry Page del colosso di Mountain View. “Condivido lo spirito della proposta - ha precisato Brin - ma non la forma in cui è stata scritta”. Proprio lui, genietto nato in Russia ma naturalizzato americano, che ammise che Google, collaborando attivamente con le autorità censorie, aveva tradito i suoi valori etici e aziendali, ora si astiene dal voto e tenta di difendere la linea aziendale. Google, secondo Brin, sta già contribuendo alla trasparenza dell’informazione in Cina, permettendo l’accesso universale all’informazione. L’approvazione di una simile proposta, secondo i dirigenti, comporterebbe solo la chiusura totale della versione cinese di Google.

È stata la stessa Amnesty International, l’organizzazione mondiale per il rispetto dei diritti umani, a presentare per bocca del suo dirigente Tony Cruz la proposta avanzata dal Comptroller, un fondo pensione di New York, che chiedeva di smettere di filtrare le ricerche. “Sappiamo che non passerà - dichiara Amy O’Meara, responsabile di Amnesty - e tuttavia questa può essere una buona occasione per far ascoltare le nostre denunce e per condizionare pesantemente la dirigence di Google perché adotti provvedimenti drastici in favore dei diritti umani”.

La seconda proposta, quella che voleva la creazione di un Comitato per i diritti umani, è invece opera dell’Harrington Investments, un gruppo di investitori californiani non nuovo a queste iniziative. Jack Ucciferri, portavoce del gruppo, va giù pesante: “Constatiamo ancora una volta come le compagnie tecnologiche abbiano una vaga idea delle politiche per i diritti umani. E come continuino a violare frequentemente questi diritti”.

Ma Brin ha la risposta pronta anche per loro. Evidenzia come il CdA dell’azienda stia lavorando con i governi autoritari, per convincerli degli effetti negativi delle limitazioni delle libertà fondamentali. Sottolinea le innovazioni anti-censura appena messe a punto da Google, come l’avviso agli utenti che appare quando il risultato di un’interrogazione è filtrata. Un metodo che è stato poi ripreso da Baidu, il principale motore di ricerca cinese.

Per ora, i 150 milioni di navigatori cinesi dovranno accontentarsi di un’informazione parziale. Il Grande Firewall, o la Grande Muraglia, come è stata soprannominata, continua a filtrare concetti come democrazia, libertà di stampa, diritti e pluralismo. I 30mila tecnici al servizio del governo continuano il loro lavoro quotidiano. Assistiti da raffinatissimi software che permettono di rintracciare, filtrare, cancellare, modificare o bloccare informazioni ritenute “sensibili”, come la strage di piazza Tiananmen o l’invasione del Tibet, un attimo prima che raggiungano gli schermi dei computer dei cittadini. E c’è chi, come Google, gli dà una mano.

(13 maggio 2008)

Cavaliere, in quanto editore più liberale che la storia repubblicana abbia mai conosciuto, mi consenta…

Sforzo atroce quello di oggi, quello di: guardare, ragionare e farsi un’ idea. In una realtà omologante quale la nostra, lo sforzo atroce è quello di farsi un’idea propria, alcuni eletti riusciranno forse a farsi un’idea che abbia le fattezze della verità. Perseguirla poi, la verità, è un cammino di una semplicità tanto disarmante da diventare un’ impresa impossibile in questo mondo così complicato.

Non faccio giornalismo io, sono fazioso e lo sapete. Faccio tifo e propaganda per la decrescita felice, per l’autoproduzione, per la consociazione degli acquisti, e la condivisione degli spazi sociali per la serenità che è fare e non comprare, uniche via d’uscita per il triste declino che ci attende. Uniche alternative che portano la natura e l’uomo al centro della vita e lo slegano dal vizio del profitto, della colonizzazione e della guerra, i principi su cui solido si fonda il mondo evoluto, ma chiamiamolo tranquillamente occidentale e facciamo pure menzione alle 213 basi Nato in Italia e ai 90 ordigni nucleari tra Brescia e Vicenza.

Pongo un problema, una questione morale che l’elettore italiano non capisce e prende me per fazioso. Non esiste destra e sinistra, la sinistra, poi, è proprio sparita. Esiste solo potere economico da accaparrarsi e difendere con le unghie, il mezzo per farlo è l’informazione. L’italiano non capisce che VOTA ogni volta che fa la spesa, accende la tv e consuma. L’italiano dovrebbe capire che i suoi piccoli gesti replicati 56.000.000 di volte fanno la nazione mal ridotta che siamo. Fanno l’inquinamento che inceneriamo, fanno il ricco sempre più ricco, nella speranza che anche io lo diventi, e possa mandare tutti AFFANCULO dall’ alto del mio SUV.

L’italiano non capisce che siamo la repubblica delle banane, un paese che vive alla rovescia, nel quale i furbetti del quartierino, un’ intera schiera di signorotti che dovrebbero stare tranquilli dietro le sbarre per il marciume che hanno snocciolato con una disarmante perizia, che fa rima con: leggi ad personam, conflitto d’interessi, truffe, bancarotte, scalate immobiliari, scalate bancarie, concussioni, favoreggiamento, mazzette… vincono le elezioni, quelli un po’ meno scaltri fanno l’opposizione e gli onesti di qualsiasi estrazione politica, destra o sinistra che sia, sono fuori dai giochi a cercare di creare un’ alternativa.

Io e chiunque realizzi il capovolgimento della realtà è tacciato d’essere fazioso, irriverente, qualunquista e per giunta populista.

Paese spaccato in due da sempre il nostro, prima nord e sud, poi destra e sinistra, ora disonesti contro onesti. E’ questa l’ultima frontiera del gioco dello stivale, anzi a rileggere la storia è la prima, solo che forse lo stravolgimento della verità non è mai stata così evidente.

Da domani riprendiamo il gioco di pensare ad un alternativa valida?

Che sbadato, abbiam già cominciato da un pezzo facendo rete! Speriamo di non restare in “pochi” a crederci davvero…

 

Son meglio le fragole o le galline? …ma che domanda è!!?

L’avete letto il post di ieri? Era quello in cui si parlava dello studio riguardo il comprare locale o mangiare vegetale per risparmiare gas serra?

 

Obiettava un’ amica:

“Mi sfugge come le uova prodotte dalle galline che scorrazzano nell’aia di mia sorella siano più inquinanti delle fragole che arrivano sul tir dalla sicilia… magari è sempre solo una questione di equilibrio e buonsenso… :-)”

 

*********

 

Così come m’andava di risponderle, adesso mi va di condividere la risposta:

Quante sono le galline?
Quanto le si dà da mangiare?
Da dove arriva il mangime delle galline?
Come viene prodotto il mangime delle galline?
Quanto cacano le galline?
Quanto scorreggiano le galline?
Ovviamente tutto ciò su scala industriale, la spesa al market, per intenderci. Tutti i fattori che ti ho esposto, e forse altri, vanno nel calcolo ingegneristico del “quanto è sostenibile”. Di per sé è tanto
innocente la gallina quanto lo è la fragola, e in un insediamento umano, Ecovillaggio, a misura di natura, quindi d’uomo e animali ognuno vivrebbe il suo spazio. È la strumentalizzazione e l’abuso per creare
profitto che opera il sistema produttivo a non essere, comunque, eticamente sostenibile. Certo è che se uno passa la vita solo e sempre a pensare che ogni cosa che fa debba essere sostenibile, si perde un po’ il gusto di vivere. Ma interpretare la vita come un cammino di crescita, conoscenza e rispetto, fa sì che le scelte diventano non un percorso ascetico e di rinuncia ma appunto un continuo perfezionamento, per vivere sempre meglio e dare la possibilità alla natura e al prossimo di poter continuare a vivere in armonia. Ecologia è soprattutto ecologia della mente, “il meccanismo produzione-pubblicità-consumo ha inquinato la nostra testa prima che l’ambiente. Diffondere la consapevolezza che, oltre le esigenze primarie, la nostra felicità NON dipende da ciò che consumiamo e che, con i nostri stili di vita e le nostre scelte di acquisto, siamo responsabili del futuro del mondo: ecco la missione più impegnativa di una nuova cultura di sinistra, o semplicemente umanista.
Ed è una questione, prima di tutto, di ecologia della mente”, appunto.
Il discorso si farebbe interessante, ma poi s’intasano le caselle di posta a lavoro…

 

Grillo, Santoro, Travaglio e Sgarbi: il fatto e il misfatto…

Tre video:

Nel 1° un antefatto a caso, nel 2° il Fatto, nel 3° il Commento.

Il mio commento? Fatto era strafatto!

Il mio cruccio: Magari fosse solo strafatto e non ci fosse un partito azienda da difendere a colpi di “stronzo” e menzogne…

Che lo stivale si stia finalmente risvegliando dal torpore dell’ anestetico?

Le elezioni purtroppo hanno detto di no…

 

Il problema… e la soluzione…

http://www.youtube.com/watch?v=4MtP9ytaioM&feature=related

 

Il “mio” blog è un piccolo spazio aperto per dare voce a chiunque abbia voglia di dire come la pensa.

Posto oggi il pensiero di un mio grande amico d’infanzia riguardo il discorso del momento:

Dal mio punto di vista il problema non è Berlusconi e la soluzione non è Beppe Grillo.
 
il problema sono l’80% degli italiani
la soluzione il 20%
 
il problema è “….fammi sto piacere”
la soluzione è “VAFFANCULO”
 
il problema è “…e tu cosa mi dai?”
la soluzione è “VAFFANCULO”
 
il problema è “…sei troppo giovane”
la soluzione è “VAFFANCULO”
 
il problema è chi non legge non studia compra a rate la tv 
la soluzione è chi risparmia, recicla, legge, studia,
 
il problema del meridione sono i meridionali
la soluzione del meridione sono i meridionali
 
il problema sono quelli che dicono sempre no e quelli che dicono sempre sì
la soluzione non la so
 
il problema sono quelli che pensano al nucleare
la soluzione è quello che accade in Germania
 
il problema è l’informazione
la soluzione è la rete (e imparate sto cazzo di inglese)
 
il problema non è Berlusconi
la soluzione non è Beppe Grillo
 
il problema siamo noi
la soluzione siamo noi
 
Fizzo 

Non mi resta che tornare a casa nella rete.

http://it.youtube.com/watch?v=nbjNZmOmEqs

 

Visto che sono fazioso e di parte vado ad informarmi dove so di trovare le notizie. Spengo la tv, avevo fatto un ultimo, estremo, tentativo, ed accendo il pc.

Vado nel sito di Grillo e sfamo la voglia di sapere, cerco ancora in rete e c’è anche Ricca, continuo e anche i Comuni virtuosi sono presenti, mi fermo perché l’eccitazione sale, poi con calma ci ritorno, cazzo se ci ritorno!

Vi scrivo, partecipo, sono vivo, e tutto perché internet è scappato fuori dalle stanze del pentagono, edha cominciato a girare di mano in mano, di testa in testa… la vita è proprio bizzarra!