V2-day_Imola.avi

Da un’ idea, quella è importante, un’ idea bisogna avercela per riuscire a fare qualcosa, poi bastano anche pochi mezzi: una telecamera e un pc e guarda che ti viene fuori… un interessante film doc sulla libertà di stampa in Italia. E caspita se è ben fatto, montato ad arte, senza sbavature, quando il cittadino si mette in testa una cosa e diventa persino regista!

“Impossible is nothing” dice una famosa pubblicità…

Bravi ragazzi, io divulgo, caspita se divulgo!

 

L’ultima Tentazione di Cristo

Te la ricordi la petizione per sciogliere nell’acido ALLEGRIA la cultura del dolore?

Ecco, questo è un filmone a tema. Clicca sull’immagine per saperne di più.

Into the Wild

http://it.youtube.com/watch?v=UDorNilxPUY&feature=related

Tra poco anche questo film uscirà dalle sale, ma è proprio lì, vista anche la fantastica fotografia, che andrebbe guardato, 7.5 € permettendo… 

Tanti amici mi hanno consigliato di vederlo perché il protagonista, dicono, mi assomiglia. Mi sono fidato del consiglio e sono andato a vederlo. Ora non voglio fare quello che si piace troppo, ma le somiglianze sono molte. La passione per la lettura, il bisogno di scrivere, il parlare coi propri scrittori, il viaggio, la critica alla società dei soldi e dei consumi. Oltre ad essermici rivisto, ho proprio vissuto la storia come “mia”. Un percorso che poteva essere il “mio”, quello di qualsiasi giovane che ha cuore ed occhi aperti, ed è forte della sua gioventù e dei suoi ideali.

Colonna sonora emozionante, sottotitolata in italiano per chi come me non è troppo ferrato nella lingua dei coloni.

Storia che ha per inizio la morte e per fine quello che la genera: cercare il proprio posto su ’sta terra. Storia che parte dal rifiuto di continuare a sentire bugie, dai propri genitori all’organizzazione sociale, e prosegue nello scappare da tutto per trovare se stesso. Storia che ha epilogo nella realizzazione che non esiste felicità senza condivisione.  

Posso consigliarvelo? Ve lo consiglio: vedetevelo!

Poco o tanto ci troverete dentro un pezzettino di voi stessi e del vostro viaggio.

We feed the World

Sempre per il capitolo “il cibo che ci casca nel piatto“, vi propongo un film che non vedremo mai se non andandocelo a scaricare abusivamente nel web perché al cinema ed in tv è bene che si vedano Ricky, Rocky e Rambo.

Riporto strancio scheda film con tanto di istruzioni per download responsabile dello stesso:

We Feed the World, scritto, girato e montato- in maniera peraltro formalmente splendida- da Erwin Wagenhofer, ennesimo esempio di grande documentarista austriaco emerso negli ultimi anni, insieme a Michael Glawogger (Workingman’s Death) e Hubert Sauper (Darwin’s Nightmare).

Si tratta di un tentativo di rispondere per immagini ad alcuni degli interrogativi più pressanti legati alla globalizzazione alimentare ed alla sua sostenibilità: Come arriva sulle nostre tavole il cibo che mangiamo? Quale è il prezzo ecologico da pagare per una simile produzione a grande scala? E’ vero che sono i paesi del terzo mondo a pagare il prezzo del nostro consumo? L’agricoltura e la pesca tradizionale sono attività in via di estinzione? Attraverso cinque episodi, girati in cinque diverse parti del mondo, il film mette lo spettatore di fronte ad alcuni emblematici paradossi.

1. In Austria, il pane che alla fine di ogni giorno viene buttato a Vienne sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno della seconda città del paese, Graz.

2. In Bretagna, i pescatori hanno dovuto abbandonare i loro metodi tradizionali e adattarsi alle quote e alle normative imposte dalla UE che di fatto hanno aperto le porte ad una pesca su scala industriale e di bassa qualità .

3. In Spagna meridionale il territorio è soggetto a siccità ed il paesaggio somiglia ormai ad una distesa di lamiere, a causa della coltivazione estensiva di pomodori che ha raggiunto dimensioni irresponsabili.

4. In Brasile i gusti alimentari dei paesi ricchi hanno imposto la coltivazione del mais anche in Amazzonia, col conseguente disboscamento dell’ultima area verde del pianeta.

5. In Romania il passaggio a un’agricoltura moderna sta devastando il tessuto rurale tradizionale.

Fino all’inquietante e magistrale conclusione con l’intervista a Peter Brabeck, presidente della Nestlé, il quale sostiene, nella calma e nel lusso del suo ufficio di Ginevra, la necessità di considerare l’acqua un bene come tutti gli altri, sottoponendolo ad una logica di offerta e domanda commerciale. E sempre questi, mentre passeggia nei corridoi della Nestlè mostrando compiaciuto alcuni modellini che raccontano la storia dell’azienda, si lascia scappare bonario ed ecumenico: “Ma guardiamoci intorno: io dico che non siamo mai stati bene come adesso”. Sipario. Io ho visto We Feed the World al Festival di Salonicco del 2006 con sottotitoli elettronici in ingese. So che è circolato per festival e rassegne speciali anche in Italia come il Festival Cinemambiente di Torino. Per chi parla tedesco il film è disponibile in dvd (provate ad esempio su amazon.de) ma non mi risulta che esista in circolazione in versione italiana o inglese, visto che anche il sito ufficiale non ne parla. Di necessità…download. Lo sforzo di capire la lingua originale vi riscatterà dalla piccola infrazione.

WE FEED THE WORLD. Austria, 2005, 35mm, col., 96’. Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio: Erwin Wagenhofer. Suono: Helmut Junker. Produzione: Allegro Film.

Sito ufficiale: http://www.we-feed-the-world.at/en

Contaminated - L’inganno a tavola

http://it.youtube.com/watch?v=jnIQaEqWzF4&feature=related

A noi cittadini il cibo ci cade in testa e non ci rendiamo nemmeno conto di che peso abbia produrlo come viene prodotto e portato sulle nostre tavole. Noi siamo slegati dal ciclo delle cose, noi se va bene il sole lo vediamo al mattino presto quando monta e la sera prima che tramonta. Noi abbiam cose serie da fare, un sacco d’affari! Noi se resti indietro sei fottuto! Sfatto, maciullato, radiato. Noi… e loro?

Loro hanno la fame nel mondo! Loro hanno il debito verso i paesi ricchi!

La fame nel mondo… La fame nel mondo è ora di finirla con sta cazzata!

La fame nel mondo è una strategia contemplata e voluta.

La fame nel mondo è la monucoltura dei campi a mais cui passo di fianco ogni giorno per andare a lavorare.

La fame nel mondo è la monocoltura a banane, cacao, cocco, ananas nei paesi in via di sviluppo. Coltivano tutto quello che gli è necessario per non avere poi da mangiare e dover avere soldi per andarlo a comprare.

La fame nel mondo è la colonizzazione, la deforestazione.

La fame nel mondo è la carità e le offerte del volontariato.

La fame nel mondo si elimina solo tornando a capire il peso ed il valore delle cose.

La fame nel mondo è il supermercato sempre più pieno.

La fame nel mondo è la società dei consumi. Tutto a me, niente a te.

La fame nel mondo sono i miliardi di tonnellate di manzi al pascolo, lo stesso quantitativo di terra coltivato sfamerebbe due pianeti.

La fame nel mondo è la giustificazione per continuare a produrre e a lavorare, proprio ciò che non va più fatto!

Per lo meno a questo modo.

The Corporation

http://www.youtube.com/watch?v=q1EGHgGKYG8

Siamo tutti d’accordo che a scuola si studia la storia dei più grandi farabutti che abbiano mai messo piede sul pianeta? Altro che mostro di Milwaukee e serial killer vari… Cos’altro sono stati se non questo Re, Regine, Regnanti, Tiranni, Dittatori e Capi di stato?

L’avventura degli uomini, dei semplici, il racconto di chi la storia l’ha costruita con le sue mani, la sua volontà e il suo impegno non viene raccontata, non esiste. E’ cancellata per sempre dalla memoria perché se non diventi qualcuno chi mai sarai stato?

C’è un nuovo famelico mostro che regna sovrano da centocinquant’anni a questa parte sulla vita degli uomini. Un mostro che ha stravolto il clima, la realtà, i sogni. Un mostro che compra e vende tutto. Tutti lo detestano ma al tempo stesso tutti lo tengono in vita e lo alimentiamo.

Tra cento anni, quando quel che stiamo e quel che non stiamo facendo sarà successo, studieranno questo documentario per comprendere quello che diventò l’impero egemone, pilota della vita del cittadino schiavo ridotto ad acquirente.

Forse se lo guardiamo adesso ce la facciamo ad essere quello che vogliamo, a capire perché e dove sbagliamo, forse se lo guardiamo adesso ci sleghiamo, lo smontiamo questo sistema e finalmente viviamo.

Buona visione! Buona Rivoluzione! Quella che nella tua testa ti porta a dire basta, a trasformarti nel cambiamento che vuoi essere.

Network - Quinto Potere

http://it.youtube.com/watch?v=zONMkAomMZM

http://it.youtube.com/watch?v=gdXwLVUuI7g

Quinto Potere wikipedia

Network scheda del film

Se ci fosse una sala cinematografica che lo proiettasse, andrei a vederlo al volo!
Ma il cinema è industria, deve produrre alla svelta, guadagnare il più possibile, restare in sala il tempo stretto e necessario per fare un botto di soldi, passare in DvD e continuare a vendere!
E poi questa pellicola ha 32 anni… mi sa che tra un pò la rimasterizzeranno, aggiungeranno scene inedite e torneranno a venderla!
Io però ho proprio la curiosità di vederlo. Stasera mi metto d’impegno ed imparo a scaricare dalla rete. Però al cinema è tutta un’altra cosa… No, non in quei moderni cubi con venti sale, venti film, coca e pop corn a raffica. Una piccola sala discreta colle poltroncine comode. Per godersi la meraviglia del cinema. Che è quella di tornar bambini e guardare i grandi dal basso. No, non per sottomissione. Per viaggiare, per sognare. Per stupirsi e imparare ad immaginare. Perché quando tocca a noi esser grandi magari lo facciamo meglio!
Le dimensioni, il buio, il sonoro è proprio quella la magia del cinema. Che ve lo dico affare…
Tornare bambini e ascoltare storie. Purtroppo spesso non vediamo cinema, non godiamo del grande potere evocativo delle immagini perché esse vengono relegate al ruolo di schiave della narrazione, probabilmente anche questo film segue questa logica. Logica che ignoriamo perché siamo educati all’industria, al dozzinale, alla città, a vivere dentro scatole, spostarci dentro altre scatole, trascorrere la gran parte del tempo dentro ennesime scatole per guadagnare il necessario per vivere, e tutto il surplus da spendere per reggere la noia e l’angoscia, ma questo è un altro discorso…
No, non lo è! Non è un altro discorso… E’ la conseguenza delle grandi scelte di massa per creare finto benessere da misurare col PIL, se no rimaniamo fanalino di coda della CEE, ci sorpassa anche l’Albania…
E prosegue la nostra vita slegata dal ciclo della natura, dal ciclo delle cose. Non abbiamo grandi orizzonti perché non siamo educati a guardarli, ad immaginarli. Viviamo piccole vite standard già confezionate e prestabilite. Asfalto e cemento ci tappano la visuale, in cambio di merci che devono spostarsi sempre più velocemente. A chi importa se non servono? Perché non ce lo domandiamo? Perché non smettiamo?
Perseverare nello sviluppo tecnologico che ci strazia e ci ammala. E se ti permetti di dire queste cose sei un reietto. No, cazzo! Io desidero vivere! Non arrivare a una pensione. Non sono James Dean, non voglio morire giovane, voglio solo vivere e non mi è concesso. I più non arrivano a considerare certe cose perché è normale, perché è progresso, perché se no sei fuori dai giochi, ma le alternative esistono e da sempre! Hanno nomi moderni ed affascinanti perché è così che si combatte la guerra del marketing: Ecovillaggi, Cohousing, Tele lavoro, Part time.
E allora penso che il cinema si può fare a casa di qualsiasi amico, basta fare una colletta e comprare un proiettore. Un cinema itinerante casa per casa. Fico! Ognuno prepara qualcosa e si crea l’armonia. Torta, biscotti e tisana o pizza e birra. Oggi da me e domani da te. Proverò a proporlo agli amici! Forse partendo proprio da qui riusciremo a smontare la città, a risolvere il problema.
Il cinema si può anche girare e montare da se e condividere con amici ed estranei e poi possono capitare delle magie tipo questo video che ho montato e Beppe Grillo ha messo nel suo blog, ed hanno visto 63.392 persone. La mia visione del mondo condivisa con 63.392 persone. Non sto tirandomela, ti sto dicendo di farlo anche tu! Perché esprimerti è molto meglio che prendere aspirina e farti il vaccino. Se ti esprimi il tuo sistema immunitario si tempra e si fortifica, sei meno cagionevole se stai bene, non ti ammali! Ma il sistema è fatto per curarci per avere l’antidoto ad ogni nostro male, la realtà si è stravolta. Siamo andati oltre lo studio e la ricerca per migliorarci la vita ed abbiamo ribaltato le cose. Non possiamo stare bene perché dobbiamo creare lavoro e profitto, gli inceneritori devono continuare a bruciare, chi sta bene non fa crescere il PIL, il dentista ha bisogno che ti si carino i denti, le merendine industriali contengono sempre più zuccheri, gli ospedali hanno bisogno di pazienti, le fabbiche devono continuare a produrre apparecchi, macchine, che si rompano alla svelta perché si vendano ricambi e si sostituiscano.
Il potere usa l’informazione, la persuasione e la paura per muoverci per spingerci a fare quel che a lui gonfia le tasche. Ma se noi cominciamo a far circolare il sapere, la cultura, la manualità, il saper fare le cose (internet serve a questo) non abbiamo più bisogno del meccanico, del cuoco, dello scrittore, del ragioniere, e finalmente possiamo godere d’essere semplicemente uomini! Miracoli biologici viventi. Non abbiamo più bisogno di lavorare ma di crescere, imparare, collaborare, condividere e tornare ad avere il nostro ruolo nella natura delle cose.
Questo è un processo che non arriva per illuminazione, non ha niente a che fare con l’ascetismo e la rinuncia. E’ una pratica che deve nascere dentro ognuno di noi, senza sinistra e destra. Hai capito la decrescita che forza!!? Non sta né a destra, né a sinistra, né in centro, sta con te! Con la tua autonomia, con la tua crescita interiore, con lo sviluppo della consapevolezza, con la tua capacità di realizzare che ognuno è ricco in proporzione a quello di cui può fare a meno. Perché ciò di cui di cui puoi fare a meno è finto, perché non contiene valore, perché non ti serve, perché gli stai vendendo l’anima e stai facendo fatica per niente.
Ho fiducia in noi, nel popolo, nei semplici, nei giovani, nei vecchi, perché non posso fare altrimenti, il petrolio sta finendo, il picco è stato valicato e siamo in discesa, è la fine della società capitalistico liberal democratica. Se faremo rete vivremo meglio. Se ognuno continuerà a volere tutto per se non potrà che andare sempre peggio e torneranno nuove aspre dittature meno subdole di questa ma più aspre perché non ce l’aspettavamo e non eravamo pronti a cambiare, migliorare.

Sicko, Babbo Natale esiste… Non ha barba bianca e vestito rosso, ma cappellino e giubbo da baseball!

http://www.youtube.com/watch?v=gz9BFbxWiVc&feature=related
Babbatale, ho sentito una bimba che lo chiamava così, io avevo preso da qualche anno a chiamarlo “Quel Babbo del Signor Natale” beh, come si chiami, si chiami, siccome sono stato bravino anche quest’anno, mi ha portato anche quest’anno, qualche regalino che proprio proprio desideravo mi portasse proprio quest’anno. Che bene che ti voglio io a te Babbatale!
Mi ha portato un film, e che pezzo di film!
Comincia con un signore che racconta di quando con la sega circolare s’era tranciato via due dita. E siccome è americano e non ha assistenza sanitaria invece che correre all’ospedale e farsi operare, corre all’ospedale e gli sottopongono le parcelle coi prezzi di quanto costi farsi riattaccare il medio e quanto costi l’intervento dell’anulare. Meglio farsi  riattaccare il medio o l’anulare? Meglio tutt’e due… ma quanto costa!
Il malcapitato romanticone sceglie poi per l’anulare, costa quasi un sesto in meno rispetto al medio… Poi parla di un altro che… e di un’altra che… di medici che vengono pagati per non diagnosticare tumori ai pazienti perché così la compagnia assicurativa risparmia.
Disperato viaggio nella sanità d’oltre oceano. Tragicomico viaggio nella terra che non c’è e detta legge a livello planetario, dove tutto ha un costo, dove tutto è scientificamente studiato per creare profitto, dove la vita delle persone è statistica, dove coi soldi ti compri la vita, consensi e silenzio.
Viaggio che si sviluppa nella vecchia Europa dei diritti sociali e passa per Cuba e persino a Guantanamo! Avventura dall’ epilogo sereno e sorprendente… Si riaffaccia l’ombra del comunismo… Cazzo zio Silvio i comunisti!
Beh, basta, masticatevelo voi! Inutile dirvi che ve ne consiglio la visione.
Ah, ti voglio bene anche a te Michael, quasi come a Babbatale! E ti annovero tra I Migliori Amici dell’uomo!

 

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Se non sei uno di quegli integerrimi convinto di essere proprio lì dove sei adesso, la palla la vedrai.

Perché la palla c’è, tessuti cavernosi se c’è!

Vero Martini?

Il Nobel

Oggi lascio il post ad un’altra persona che opera tra I Migliori Amici dell’Uomo Marco Boschini, con il suo post del 15 ottobre ‘07:

Al Gore

 Il premio Nobel per la pace è stato assegnato a migliaia di scienziati che lavorano per l’IPCC (organo Onu). Uno degli SCIENZIATI è italiano e ha meno di 40 anni, e anche ad Al Gore, probabilmente perchè loro “megafono” con il riuscito documentario che ha vinto anche un premio Oscar.
La motivazione del comitato per il Nobel per la pace riporta «gli sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti».
Opinabile un premio pacifista ad Al Gore per il suo PASSATO: ad esempio i bombardamenti sulla Serbia, ma aver premiato l’IPCC è non solo un premio meritato e indiscutibile, ma che deve spingere ogni persona a fare il proprio dovere, per mitigare il cambiamento climatico in atto. Perchè è già dimostrato che è in atto, con buona pace dei fantasisti che sui media italiani possono parlare in libertà.
Non capire il problema che ci si trova ad affrontare ora e nei prossimi decenni, dove milioni di persone dovranno migrare per la carenza di acqua, è non capire che uno dei pochi Paesi al mondo dove ancora i negazionisti agiscono, è l’Italia. Dove le lobby economiche assolutamente bipartisan agiscono indisturbate, ottenendo utili privati con denaro pubblico nel silenzioassenso dei media.
Commenti impresentabili a questo riconoscimento, ascoltati in Italia su vari media, sono lo specchio fedele di un Paese in declino economico, tecnologico, e ambientale. Un Paese che per “farcela” deve puntare a una ricerca spietata della qualità e dell’efficienza, (nulla è più vantaggioso anche in termini puramente economici) ma ha un grosso problema: una classe politica impresentabile, ben lontana dalla consapevolezza necessaria ad affrontare i problemi, che straparla sull’utilità (falsa) di centrali a carbone e inceneritori.
In Italia si usano ancora gli scaldabagni elettrici invece di pannelli solari per l’acqua calda, dal costo assorbibile in tre anni, poi si guadagna, e di esempi se ne potrebbero fare moltissimi.
Nel “mio” settore: ogni tonnellata di “rifiuti” compostata e riciclata equivale a risparmiare 461 kg di Co2 equivalente in atmosfera, dati di provenienza UE. Il compost in agricoltura, è capace di invertire la desertificazione che il CNR ha denunciato per il suolo italiano, in particolar modo la pianura padana. 35 bottiglie di pet per l’acqua minerale sono 2 litri di petrolio, mentre l’acqua del rubinetto è controllata e di ottima qualità (e non produce scarti così energivori).
Nulla valgono le favole raccontate in proposito dai vari Bersani e Matteoli che infarciscono di sciocchezze i media italiani; media che pubblicano le loro dichiarazioni senza verifica alcuna: sarebbe la par condicio, in un Paese che sembra non toccare mai il fondo.
Roberto Pirani
Rete Nazionale Rifiuti Zero

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Un interessante approfondimento circa il documentario di Al Gore:

Una bella verità! L’unica, quella che detta Madre Natura…