Inno al qualunquismo di un giovane populista

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È passato un mese dal V-day e tutti i media hanno sviscerato il problema del “Vaffanculo” facendo le pulci alla morale e rasando i peli alle intenzioni e al “cosa avrà in mente sto giullare uscito di senno!!?”

600.000 persone in piazza senza uno straccio di pubblicità su tv e giornali proprio non se le aspettavano… e siccome non hanno ancora capito cos’è successo ho deciso di scendere in campo per spiegarglielo.
C’è un Movimento che si sta organizzando ed è anche dentro di te! È l’impulso che ferve nello sdegno e alimenta la rivolta perché non ce la fa più a sopportare e inghiottire rospi amari. Ha già visto guerre e anni di piombo ed è solo con la pace ed il rispetto che veicolerà la sua Rivoluzione.
Rena e ApoC’erano i giovani in piazza, senza bandiere, solo con la loro faccia.
C’erano i giovani in piazza a firmare, a domandare una politica giusta, una politica che non è un mestiere ma un servizio che i dipendenti offrono ai cittadini. Perché chi opera un mestiere intrinsecamente tutela se stesso e siamo arrivati alle degenerazioni delle caste… Chi offre un servizio bada alla cosa comune ed al suo bene e quindi anche a se stesso.
C’erano i giovani in piazza a chiedere un lavoro, un futuro, una casa, spazio!
C’erano i giovani in piazza che volevano divertirsi, ballare, muoversi, partecipare; far politica senza parlare politichese.
 I giovani hanno bisogno di far festa!
C’erano i giovani in piazza che non vogliono rinunciare a vivere per seguire il sogno sbagliato del dio denaro e della continua crescita economica che fa a cazzotti coi ritmi biologici del pianeta e dell’uomo stesso.
C’erano i giovani in piazza che il fanatismo è da tutt’altra parte! Non un disordine, non uno scontro, eravamo 600.000 ed abbiamo anche impilato i rifiuti vicino ai cassonetti strabordanti di mondezza.
C’erano i giovani in piazza che vogliono un impegno, creare una nuova economia fatta di necessità e non di spreco, di decrescita e decostruzione, di saggezza contadina, buon senso e tecnologia utile, non pubblicità a raffica e un telefonino nuovo al mese.
Andrino e ApoC’erano i giovani in piazza che vogliono tornare ad abitare città vivibili nelle quali si possa camminare e respirare.
C’erano i giovani in piazza che stanno capendo la strada alternativa, forse quella giusta! Quella che parte dalla consociazione degli acquisti e passa per l’utilizzo e non dal possesso; dalla condivisione e non dalla proprietà privata, dall’open suorce e non dal monopolio, dal creative commons e non dai diritti d’autore. E non parlateci per favore di comunismo e regime rosso, non alzate barriere perché è più conveniente non ascoltare. Noi trentenni siamo una generazione affetta da scomunismo e sfascismo, ci definite la generazione senza sogni ed ideali ma non vi rendete conto che ce li avete fatti crollare tutti. Scomodatevi dalle vostre poltrone e dateci una mano a guardare indietro la storia per non ripeterne gli errori così che non abbracceremo ciecamente un ideale, ma guarderemo in faccia la realtà e la sistemeremo.
C’erano i giovani in piazza a pretendere che circoli più informazione e conoscenza e meno denaro, perché chi vende sa tutto e chi compra non sa nulla.
C’erano i giovani in piazza che cercano un modello, una novità, un’alternativa, qualcosa a cui lavorare insieme e prestare il proprio impegno e le proprie idee.
C’erano i giovani in piazza che a settanta anni lo sono ancora!
C’era la rete in piazza, la maglia che unisce chi sta al gioco e respinge chi non ci sta, chi non è credibile e non si mette in gioco.
C’era la gratuità di internet in piazza e quello che può creare senza bisogno di denaro.
L’economia dovrà fare i conti con la gratuità e la reciprocità e finalmente il Pil smetterà d’arrogarsi il diritto di misurare il finto benessere di questo mondo suicida. E forse finalmente al centro della vita tornerà l’uomo e non il capitale.
C’erano i giovani in piazza che “Un piccolo gruppo di cittadini, coscienti ed impegnati può cambiare il mondo, non ne dubitate. Nient’altro, a dire il vero, ha mai potuto farlo”. Margaret Mead
C’erano i giovani in piazza per creare un’economia che non sia spostare un anno più in giù e un anno più in su il marchio sulle scarpe e le maniglie sulle portiere delle auto per continuare a venderne un altro paio, un nuovo modello. Perché un sistema simile toglie risorse alla ricerca, drizza “l’intelletto” con una pillola blu, ma non migliora la vita perché servono pazienti da curare e clienti da inc…are.
C’erano i giovani in piazza che non faranno privatizzare l’acqua anche se industria e sistema produttivo stanno lavorando affinché ci si debba comprare anche l’aria per respirare.
Perché cinquanta litri d’acqua pro-capite al giorno sono un diritto, privatizzarla è da farabutti, pubblicizzare quella in bottiglia  è da faine e andarla a comprare nelle bottiglie di plastica è da uomini dello scorso secolo che si sobbarcano il peso delle bottiglie come i nostri nonni che andavano al pozzo… Beiamoci ogni volta che apriamo il rubinetto e se proprio non è buona basta installare un filtro
C’erano i giovani in piazza che stanno riscoprendo la vera funzione del denaro: essere un motore sociale che stimola a fare. Peccato che il più delle volte sia per produrre merci che non son beni e presto diventano rifiuti.
C’erano i giovani in piazza che l’energia è sole, acqua e vento, rispetto e tecnologia!
Quanto lavoro in Italia e non in Cina per rendere efficiente e a basso impatto ambientale il nostro sistema energetico e rifondare l’economia interna!
Renderci indipendenti da petrolio, e monopolio smettendo di far guerre. Gino Strada è un Santo, noi però possiamo far qualcosa a monte! Ma trattati internazionali ed economia globale con tutta probabilità son più importanti di vite umane…
C’erano i giovani in piazza che dove cresce l’erba c’è cibo e vita. Quanto verde, quanti giardini, quanti potenziali orti per autosostentamento e autoproduzione abbandonati in giro o ancor peggio vengono cementificati e asfaltati. Se vogliamo fare un investimento compriamo un bosco e lasciamolo vivere!
C’erano i giovani in piazza che quando il popolo possiede la conoscenza per produrre pane ed energia non ha più paura e finalmente può dedicarsi al suo benessere, all’arte. Finalmente può slegarsi dall’inganno che la felicità si acquisisca comprando.
C’erano i giovani in piazza che la precarietà ed il bisogno, la paura, tengono in piedi il sistema dello spreco e dell’abuso. La paura è il primo fatturato mondiale! Armi, guerre, droga e farmaci lo tengono ritto in piedi.
C’erano i giovani in piazza che la moneta è del popolo e non delle banche, che si arrogano il signoraggio sui nostri soldi e contro i nostri diritti.
C’erano i giovani in piazza che “Sono un essere umano porca puttana…
C’erano i giovani in piazza che dopo un paio di secoli dalla rivoluzione industriale e sessanta anni di capitalismo e liberismo spinti, col pianeta sul baratro, forse è ora di cambiar rotta…
C’erano i giovani in piazza che desiderano costruire una vita sociale che li renda felici, una vita che non sia fuga ma ricerca, una politica che non sia parlare ma fare, votiamo ogni volta che facciamo la spesa!
C’erano i giovani in piazza che né sinistra né destra. Basta con il rimpallarsi la palla che scotta per tenersi una comoda sedia sotto il culo, basta col dire cazzate al cervello rettiliano, che spinto dalla paura compra.
Foto VaffanculoC’erano i giovani in piazza che “rivendico il diritto alla cazzata” come disse Ugo Tognazzi ed un Vaffanculo non è violenza ma semplice ed estrema sintesi!
C’erano i giovani in piazza che prima di tutto bisogna tappare i buchi perché le nostre case sono un colmo di inefficienza e dispersione di calore ed energia. Sono trent’ anni che gettiamo soldi a secchiate da tetti, muri e finestre coibentati poco e male. Spendiamo soldi e inquiniamo per disperdere il calore in giardino.
C’erano i giovani in piazza che il bipartitismo di Licio Gelli, le trame atlantiche e gli anni di piombo e le brigate rosse non torneranno! E al governo non c’andrà chi ha soldi e informazione: Truffolo (numero di tessera 1816 fascicolo 0625 della loggia massonica Propaganda Due), ma il terzo partito non costituito: noi! E la nostra capacità d’inventarlo!
C’erano i giovani in piazza che hanno memoria e si ricordano degli amici e degli amici degli amici e di come funziona tra amici, perché è bello essere amici!
C’erano i giovani in piazza che l’economia non è spostare camion vuoti, perché carburanti e manodopera creano denaro contro ogni logica, non solo ambientale e salutare.
C’erano i giovani in piazza che la sicurezza stradale non è tenere i fari accesi anche di giorno solo perché lo stato ha un’accisa sui carburanti e senza dirlo impone un’altra tassa così che i veicoli consumino circa il 3% in più di benzina. Sicurezza non è forse smettere di produrre e pubblicizzare automobili che abbattano il muro del suono?
C’erano i giovani in piazza che ci hanno smembrato la realtà, in perfetto stile yankee, non esiste più un corpo, uno spazio, l’insieme ma tanti piccoli pezzi e non siamo più uomini ma pedine: impiegati, madri, elettricisti, attori, imprenditori e ci diamo contro l’un l’altro per difendere i nostri diritti che alle volte son vacui privilegi. Non c’è qualcosa di perverso in tutto questo?
IgnorateciC’erano i giovani in piazza pronti a coccolare gli accademici urlanti a squarcia gola dalle finestre che non tengono conto del fine del progresso tecnologico: migliorare la vita dell’uomo. Questa rivoluzione è alla nostra portata, è un nostro diritto; cantava Fabrizio De André “A un dio fatti il culo non credere mai”.
C’erano i giovani in piazza che due passi indietro e rimboccarsi le maniche sono necessari perché viviamo in un pianeta con dei limiti e non nell’universo infinito. Se cinesi, indiani e brasiliani cominciano a pulirsi i deretani con la carta igienica, dopo domani l’Amazzonia servirà per pulire tutti i culi sul pianeta e non per far respirare Gaia.
Cosa voglio dire!!? Che dobbiamo tornare indietro e pulirci con foglie di fico? La risposta a questo problema non è nel colonialismo: ¾ di mondo sottomesso, relegato a servire ¼ di mondo ricco.
C’erano i giovani in piazza che a scuola si può studiare sui pc: programmi ministeriali via internet e basta libri, basta carta, basta zaini pesanti, scogliosi, ipercifosi ed iperlordosi. Ma come questa è una mazzata al nostro sistema economico! Abbiamo bisogno di star male e farci curare per muovere l’economia. Non è folle tutto questo? È la realtà in cui viviamo.
C’erano i giovani in piazza che vogliono creare ed esportare un modello di vita davvero felice, sostenibile. Un modello per i paesi in via di sviluppo che non sia di facciata e non consti in una parabola per guardare le partite su sky…
C’erano i giovani in piazza che non si vogliono incastrare in un mestiere perché sono a credito di una vita, contrariamente a questa società che si fonda sul debito.
C’erano i giovani in piazza che pian piano abbandonano il sogno sbagliato perché ricco e privilegiato vogliono diventarlo sia l’imprenditore che il politico ed il malavitoso.
C’erano i giovani in piazza che non è sfracassando le palle di sermoni che si convincono le persone a fare scelte diverse, più consapevoli, bensì col sorriso, mostrando che “less is more, less is better” e si vive meglio!
C’erano i giovani in piazza diventati il cambiamento che vogliono vedere.
PalcoC’era un comico in piazza, un demagogo, un antipolitico, un populista, uno pieno di soldi, uno che da qualche tempo s’è ricordato d’esser un uomo, una persona che s’è sgualcita i testicoli ed ha deciso di fare qualcosa per questo paese ripartendo dal basso. Mettendo la faccia per quello in sui crede.
Se non ce la faremo sarà purtroppo solo colpa nostra e non di Beppe Grillo. Perché impegno ed idee per creare la nostra democrazia diretta ce li dobbiamo mettere noi, è la nostra capacità di collaborazione che farà la differenza.
Il prossimo V-day sarà quello dell’informazione. Libera, non coperta e tutelata da gruppi di potere, le informazioni ci sono, basta cercarle, c’è la rete e la sua etica, chi bara perde credibilità sotto gli occhi di tutti.
Non salgo sul carro dei vincitori, cerco il mio posto per collaborare alla Rivoluzione che desideriamo: piena di buon senso, serenità e tecnologia utile!
C’eravamo, abbiamo cominciato ad esserci e ci saremo! È stato troppo bello per non rifarlo… Alla prossima festa!

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8 Risposte to “Inno al qualunquismo di un giovane populista”

  1. fiak Says:

    Le rivoluzioni nella storia hanno creato solo nuove classi dominanti, una rivoluzione lorbida creerà una nuova classe dominante morbida?

    • GIGLI SERGIO Says:

      berlusconi, casini, bersani, dovete andare tutti, ma proprio tutti a fare nel culo. Lo volete capire si o no che ,avete rotto questo amato cazzo. Napolita, monti c’avete rotto questo amato cazzo. Scrivero’ una volto al giorno. Come si diceva, manda a fare nel culo questi politici di merda, una volta al giorno leva, il medico di torno.Prima le stragi di Falcone e Borsellino, adesso sangue versato a Brindisi ,della povera Melissa. Adesso basta bossi, berlusca, casini c’avete insieme a napolita, che si frega 240.000 euro al l’anno. Vecchio bavoso adesso oltre al sangue di onesti magistrati palermitani, si versa anche il sangue, di tenere innocenti ragazzine. Giuro sui morti che ho all’altro mondo che se avessero fatto a mia figlia quello che hanno fatto a melissa , partivo andavo a Roma, e tagliavo i coglioni prima al presidente poi a presid. della camera, poi strappavo le palle alla testa di cazzo di Fini, grande bastardo. Adesso basta e’ stato versato per colpa di questi luridi bastardi, sangue della nostre tenere, innocenti figlie. Luridi, bastardi, infami politici di merda, voi con i vostri discorsi del cazzo .intanto perche’ a voilatri bastardi non mettono una bomba sotto i vostri venerati coglioni, Forza Beppe mandiamoli a casa, mi fanno schifo, questi politici di merda mi fanno solo venire l’urto del vomitooooo.

  2. fiak Says:

    pardon non lorbida ma morbida

  3. mikyblog Says:

    ciao arca bel post complimenti! molto interessanti i link e belle le foto..
    l’unica cosa che non mi piace è che è troppo lungo!.
    cosa ne dici di dividerlo in due pagine???
    ciao al prossimo post!!

  4. M’illumino di meno 2008 « L’Eco Blog Decrescente a tutto G.a.s. di Arcano Sobrio Equo Felice Bio Pennazzi Says:

    […] Ringrazio su tutti mia cognata Alessia, la prima a passarmi questa informazione!, le buone prassi pian piano si diffondono e la Rivoluzione Morbida prende piede! […]

  5. Dissentire… « L’Eco Blog Decrescente a tutto G.a.s. di Arcano Sobrio Equo Felice Bio Pennazzi Says:

    […] del pubblico. E la metafora di questo vendicatore, V, che si batte per la libertà, intesa come presa di coscienza del popolo, a me è piaciuta, molto, cazzo, ohps, tessuti cavernosi se m’è […]


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