Il genocidio invisibile (Parte 6) ultima.

A cura di Silvano Agosti tratto da “Diario Azzurro”
PARTE SESTA, ULTIMA
LA FESTA IMPROVVISA
Vorrei qui ricordare che quando gli apparati politici o di potere (più occulto che non) allestirono circa venti anni fa la gran farsa dell’”Esaurimento dei pozzi petroliferi” e per motivi misteriosi costrinsero improvvisamente gli esseri umani a non usare l’automobile il sabato e la domenica, si verificò subito qualcosa di straordinario. Le strade si riempirono di gente, felice di potersi incontrare, confrontare e frequentare senza intossicarsi a vicenda con l’ossido di carbonio delle automobili, senza dover guardare a destra e a sinistra centinaia di volte nel terrore di essere travolti da qualche auto pirata.
Ebbene, quell’improvvisa euforica festosità era un’immagine delle vita, qualcosa di esemplare rispetto all’ipotesi di liberare gli eseri umani dal peso di un lavoro coatto e del “consumare benzina ad ogni costo”. C’era chi pattinava, chi si era costruito ingegnosi monopattini, trionfavano biciclette di ogni genere, si rivedeva anche qualche calesse, tutti nella via sembravano tornati a possedere il mondo. Naturalmente tutto ciò era troppo rischioso, la gente rischiava di scoprire che la vera felicità non ha costi economici ma nasce dallo “stare insieme” con se stessi e con gli altri, dal poter comunicare con gli altri e con se stessi. E poiché incominciava a spuntare una nuova cutura, la cultura dei comportamenti, gli apparati di potere senza tante spiegazioni, neppure temendo la vergogna dello smascheramento, in contraddizione con ciò che avevano allarmisticamente sostenuto, decisero di sospendere “la festa” e tornare a far traboccare le strade di automobili e di veleni.
E’ dunque importante ritrovare la memoria di quei giorni, o magari della propria infanzia, la delicata festosità dello stare insieme e del conoscersi e riconoscersi, ridando alla persona umana e quindi anche a se stessi la massima dignità, quella di poter rispondere in qualsiasi momento a chiunque chieda “Come va?” Semplicemente “Sto vivendo.”

 

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