Romanzo a puntate – II° – “Glauco Besozzi”

“E dico cazzo, cosa potete volere da uno come me? Non ho una lira io. Siete del banco di mutuo soccorso ed ho vinto assistenza?”
“Lo vedi quello laggiù in fondo?” S’infila quello stravaccato sull’amaca che mi pare il più disinteressato di tutti, perché gli altri non hanno che occhi per me. “Dice che solo tu puoi aiutarci a capire chi ha ammazzato quel povero cane sotto il lenzuolo”.
Scorre freon nelle mie vene, cazzo c’entro io con un morto ammazzato? Penso tra me e me.
“Dov’è il barista?” faccio con aria sbarazzina.
“Non c’è barista, solo noi otto, te ed il morto. Se vuoi qualcosa serviti”.
“Grazie fratello! Così non siamo solo noi nove, c’è anche un morto, dev’essere proprio la mia serata fortunata! E come c’è finita qua dentro la salma?”
“Non c’è finita, era già qui dentro prima che arrivasse ognuno di noi, mancavi solo tu all’appello”.
“Glauco Besozzi” dice il bimbo mentre lecca un ciupa ciupa. “Il cadavere si chiama Glauco Besozzi”.
Cazzo come me, si chiama come me, penso.
“Non pensare, parla” arriva dal biliardo “Qua dentro ci chiamiamo tutti Glauco Besozzi”.
Alla prossima! – Glauco Besozzi – Arcano Pennazzi – Editrice “non c’è ancora”…
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