Che poi gliene avevo anche dedicata una…

Ricollegandomi al pittore penico mi sovviene sta cosa che scrissi e vi regalo. Vi sentite in dovere di pagare il mio “genio” vero!!? Non turbatevi tra poco le mie “opere” saranno corpose e vostre a pagamento. Per ora vi basti la genuinità della gratuità: 

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Un lungo arnese senza pretese schermisce le tue offese.

Schernisce le tue voglie e se si riposa son doglie.

Sa quando sembrar duro e quando esser casto e puro.

Gli appellativi si sprecano, certe bocche se ne abbeverano.

Non guarda perché non ha occhi,

non ascolta perché non ha orecchima sa perché è del tatto,

chiamatelo come vi pare ma non prendetelo per matto.

Non fa rima con gatto e fatto,

ne con arpia e riscatto anche se s’impenna di scatto.

Bagliore ancestrale, chetichella in riva al mare.

Se sarai paziente stipulerete un pattose andrai di corsa ti porterà ad un altarema non è detto che sappia ballare.

Stringilo, coccolalo, non fargli un bernoccolo, neanche due, non ha gobbe e non è manco un bue.

È uno sconosciuto pennuto che per donar piacer è venuto.

Ossuto nelle sue fibre di velluto.

Era abile, ah quant’era abile, se solo l’avessi saputo…

Cazzo!!

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Arcano Pennazzi – Mi cascano Poesie che non trattengo – Editrice “non c’è ancora”…

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