SE SI PUO’ A NEW YORK… SI PUO’ OVUNQUE!

http://www.youtube.com/watch?v=MSNkP269vxE

New York in qualche modo è la città di tutti perché l’abbiamo sentita raccontare e vista nei film tante di quelle volte che ha qualcosa di familiare anche se è così mastodontica da sembrare una montagna urbana. Anche se è troppo per essere vera. Anche se Manhattan vuol dire “Isola delle colline” nella lingua dei nativi, e le colline sono rimaste solo in central park, e negli ultimi sette km di gara nelle gambe si sentono i sali scendi… L’hanno spianata tutta Manhattan, per costruire. Hanno anche cementato nell’acqua circostante l’isola per allargare lo spazio costruttivo e tenere in piedi i grattacieli. Prodigi dell’ingegneria… e le colline son diventate di vetro, acciaio e cemento.

Ma quando cammini per Broadway non t’interessa perché ti senti sul set della tua vita, quando i tombini sbuffano condensa, dici “Toh guarda, ma allora è vero!”. Mancano solo l’uomo ragno che rimbalza da un grattacielo all’altro e Robert De Niro nel taxi e Woody Allen che si psicoanalizza parlando con qualche tronco di figliola. Passa un nero, un giallo, un polacco, ed è tutto normale, sembrano tutti integrati da fuori, mancano solo i pellerossa…

Nel video vi ho raccontato la “mia” Maratona, cercavo un immagine per il post e m’è piaciuto regalarvi quella, spero sia stata gradita.

Il mio amico “Segugio del web Maicolatore” ha trovato quest’altro articolo, non lo commento perché dice tutto da se, ricordo solo che sotto l’asfalto che non drena ma impermeabilizza la falda, c’è terra, vita che pulsa, la stessa che rivuole le sue colline, quelle vere: 

Poco tempo fa, un gruppo di abitanti di New York mise in pratica un’idea a dir poco surreale: Coltivare, e incoraggiare altri, all’agricoltura sostenibile producendo e mangiando solo prodotti coltivati in zona, cioè quelli che non devono viaggiare per mezzo mondo ingurgitando combustibili per arrivare in tavola. Pensarono: “Se riusciamo a dimostrare che si può mangiare locale a New York, cazzo allora si può mangiare locale dappertutto.”
Ebbene, oggi ci sono già tantissimi orti sui tetti, anche a super residenziale quartiere SoHo. Uno ce l’ha anche il famoso produttore cinematografico Chris Goode. Nel suo orto sul tetto crescono: pomodori, basilico, zucchine, zucca, fagiolini e cocomeri, in quantità da sfamare un isolato. E produce anche del miele con una colonia di api. La “moda” si sta estendendo rapidamente per tutta la città e provincia. E c’è pure chi alleva i polli e i pesci d’acqua dolce. Si stanno creando delle unioni di cittadini che si scambiano i loro prodotti. Un vero movimento di un sacco di gente che si basa sulla convinzione che l’economia industriale della coltivazione e del trasporto di prodotti alimentari sia un male per il pianeta, e che vogliono contrapporre ai grandi “deserti” urbani dei piccoli appezzamenti di campagna di una volta.

Beh, ragazzi, qui sta nascendo una nuova America, una nuova consapevolezza di vivere. E se è possibile a New York: Allora è possibile ovunque!

Tratto dal Blog: http://www.maksimcristan.blogspot.com/

 

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Una Risposta to “SE SI PUO’ A NEW YORK… SI PUO’ OVUNQUE!”

  1. michele Says:

    grande arca pensavo ti fossi dimenticato di quell’articolo!
    ragazzi pensate alla portata di una cosa del genere…
    possiamo VERAMENTE cambiare le cose… basta poco!!
    fate attenzione in particolare la frase:
    “Si stanno creando delle unioni di cittadini che si scambiano i loro prodotti”
    questa è la CHIAVE che risolve TUTTO (il problema monetario e il problema delle multinazionali)


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