Anno zero, tra giornalismo e poesia il concentrato della scorsa puntata

Un minimo di benessere

La decenza

l’immigrato,

il migrante,

non è una roba di qualità,

ma la manodopera serve!

Poi via e a letto,

non farti vedere fino a domattina,

e appena sveglio, svelto a lavoro,

ad onorare la libertà di emanciparti.

Domanda l’intervistatore:

“Ma disturbano? Rompono? Creano disordine?”

La risposta copincollata su tutte le bocche sdegnate dei cittadini italiani:

“No, sono stranieri,

guardi che facce,

prima o poi qualcosa capita,

cosa facciamo!!?

Aspettiamo il morto per fare qualcosa?

La casa mi si svaluta,

e a casa nostra comandiamo noi!”

Ed anche il Maruchen, l’immigrato siciliano che ha passato lo stesso calvario trent’anni fa è solidale:

“Viva la lega!”

Anche lui si è adeguato.

Sudore, sangue, insulti, discriminazione, tutto è passato, un nuovo incubo più a sud è arrivato…

L’unica speranza è capire che più a sud del sud c’è il nord.

 

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