Un leggero fastidio

Vorrei ringraziare proprio voi, solo voi e non altri, per l’interesse che avete mostrato alle mie “minchie teatrali” negli scorsi spettacoli e per questo che abbiamo portato in scena venerdì scorso. Non so bene che toni m’usciranno scrivendovi adesso ‘sta cosa che sto scrivendovi, vorrei tanto fosse un messaggio leggero, serafico e complimentoso nei vostri confronti che m’avete sostenuto e incoraggiato! “…Gazzo sono Bravo!!”

Sta volta la prova è stata per davvero una prova, altro che il nipote della Contessa… che poi m’assomigliava anche… personaggio che ebbi modo di farcire con le boiate che sperimento da anni. Sta volta è stata una vera e propria prova da attore, dovevo dare spessore e verità ad un personaggio che non parla e si muove pochissimo. Un fiammiferaio, un barbone, uno scapestrato, un senza tetto, un… quello che sono riuscito a farvi arrivare.

Il testo portato in scena è un radiodramma scritto dal premio Nobel Harold Pinter nel ’59 dal titolo “Un leggero fastidio”. Situazione: un marito e una moglie borghesi, fieri della loro posizione sociale, fanno colazione in giardino, quando ad un certo punto il marito vede nella stradina sul retro il fiammiferaio. Cosa ci fa lì quell’uomo? Non passa nessuno da quella strada, a chi dovrà vendere quei fiammiferi? Perché è lì? C’è qualcosa di pretestuoso in quell’uomo… Il marito invita la moglie a farlo entrare in casa per chiarire la faccenda. Il fiammiferaio entra. Il marito tenta di metterlo a suo agio e poi gli si scatena contro. Ma tutto scivola addosso a quest’uomo misterioso che ha scelto di vivere con altre regole, senza regole. Il marito esce dalla stanza provato. La moglie gli dice che proverà lei a fare chiarezza con il tizio. Lei lo riconosce subito, forse sono già due mesi che l’ha riconosciuto, da quando il fiammiferaio si è appostato fuori dalla loro finestra sull’uscio. Il fiammiferaio è quella bestia che anni prima l’ha violentata, ma lei l’ha già fatto scagionare una volta per un‘ accusa di bracconaggio. La moglie è pronta a consumare la sua vendetta… il resto è il gusto che non sto a togliere ai futuri spettatori! Mi racomando acqua in bocca anche voi! Ho già detto troppo io…

Il video che apre questo post c’azzecca poco col mio fiammiferaio, ma fa parte della ricerca del mio personaggio, come ne fa parte ‘sta cosa che mi venne da scrivere qualche tempo fa. Rileggendola non so se sia bella o brutta, forse è patetica, probabilmente non mi piace, ma ha il piccolo potere, per me almeno, di smuove quella cosa nella pancia che mi mette a disagio e crea quel fuoco sommesso che mi aiuta in scena.

*********

Stupro

 

Ricordo solo una voce roca: “Muori troia!”

Il mio fiato spezzato.

Il mio vestito strappato.

“Adesso te lo faccio vedere io un cazzo!

Succhia! Taci! Godi! Ansima! Prendimi puttana!”

Poi uno schiaffo e una lama puntata nella gola:

“Ora ti do io quel che meriti”.

Sola compagna la paura fottuta, di quella che blocca le gambe,

di quella che nemmeno una lacrima, neanche un goccia sul mio viso che cade e appassisce.

“oh, oh, oh, oh” mugugni animaleschi.

“Lasciami ti prego lasciami, perché io!?

Cosa t’ho fatto!? Dio!!” le mie uniche parole.

“Stai zitta merda, ti piace fottere, e fotti, fottiti, fottimi”.

Una mano preme sul mio seno che quasi me lo strappa

e non ha volto quest’incresciosa storia senza faccia.

Amplesso, suo, sputo, mio,

un calcio e un complesso,

solo un rumore nell’orecchio,

quello di una zip che solleva incredulità e disprezzo.

Che prezzo ha camminar una sera da sola per strada?

Quello di chi mai più doveva sbocciare,

e rinasco in un pianto di figlia che è gioia ascoltare “Mamma”.

*********

Nemmeno questa centra in pieno il personaggio però… Voi che c’avete capito? Gentilissimo pubblico, se vi va di andare oltre al “Ma che bello!” ho una manciata di domande da duttarvi lì: “Chi è Edward? E il Fiammiferaio? Qual’è il rapporto che li lega? Flora è l’unica idealista, ma esce  veramente vincente dalla storia?” Domande alle quali non siete tenuti a rispondere nel dettaglio le ho buttate lì per farvi sfrugugliare uno sull’altro i pensieri… Caldo permettendo la storia vi ha interessato? Incuriosito? Preso? Tenuto sulla seggiola per vedere dove andava a parare? Come andava a finire? Ci sono state parti noiose o “zone morte”? I personaggi erano veri? Credibili?

Il vostro invito a teatro aveva un piccolo compito, un piacevole pegno da pagare, dirci come andava e muoverci critiche e consigli, vi sto servendo il conto… spero vi vada di pagarlo!

Oh, mi riraccomando, non svelate troppo della trama, è un lavoro in corso che con la prossima stagione teatrale vogliamo portare in giro per teatri…

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4 Risposte to “Un leggero fastidio”

  1. andrea ramilli Says:

    Eh sì, speriamo di farcela a portarlo in giro.
    Una settimana qui, una lì.
    Io credo (credevo) che il testo fosse abbastanza diretto, ma invece ho scoperto venerdì parlando con gli astanti non paganti che non lo è, che la metafora è più forte del racconto. Da dentro, e anche perchè a me piace l’autore, visto che lo ho scelto io, ho come l’impressione che si dovrebbe capire e seguire tutto parola per parola, che se saltassi mezza frasi che dei lunghi monologhi, che per me rimandano a fatti concreti, non si capirebbe più niente, si spezzerebbe la trama, e invece ora credo che
    non sia così e che quindi bisogna lavorare sull’emozionare e non sullo spiegare perchè tanto molto rimarrà oscuro o comunque con una chiave di lettura multipla. Chissa se la pensano così anche altri esimi attenti osservatori.
    Ciao.
    Andrea
    Come procede con il/la secondo/a genito?

  2. Arcano Pennazzi Says:

    Il secondo Genio va a vele spiegate!
    Per quel che concerne quel che hai detto relativamente allo spettacolo, oltre ai complimenti ad Edward e a Flora, ma che foste bravi già lo sapevate, mi è stato detto che il fiammiferaio è stato il personaggio più vero. Troppo vero, visto che nel radio dramma non esiste… E ‘sta cosa che ti ho appena detto fa scopa con quel che andavi dicendo tu riguardo il testo e l’emozione che abbiamo trasmesso.
    Ciao Andre!

  3. adele perna Says:

    ciao mostri… vedo con estremo piacere che lo spettacolo ce lo siamo fatto…e ce lo stiamo commentando inter nos… bene… dev’essere piaciuto un casino se nessuno sprega una parola!!!! comunque…quello che mi viene in mente,avendo partecipato attivamente alla riuscita dello spettacolo…(attivamente è troppo forse,considerando che ci sono stata poco)… dicevo,che i personaggi di questo testo,e le dinamiche che li muovono sono a noi incomprensibili… rimangono arcane per tutto lo spettacolo, non ci sono precedenti o movimenti che ne diano spiegazione,per cui rimane tutto molto parlato..e troppo poco vissuto!!! uno spettacolo è vincente nel momento in cui il pubblico si emoziona con gli attori.. ride, piange,soffre o gioisce con loro… e si appassiona perchè si riscopre uomo..in balia di emozioni e sensazioni comuni al genere umano…emozioni,che qualcuno ha avuto la lungimiranza di portare in scrittura!!!! nel caso di questo spettacolo,pur essendo pinter un grandissimo autore il testo rimane scollato dal vissuto dei personaggi e il pubblico viene tenuto a distanza… quella distanza che, usciti dal teatro li porterà a chiedersi…. ma cosa ho visto??
    bello!!! ma che è??
    tutte domande che lo rendono interessante…. ma non appassionante!!! e probabilmente anche noi attori abbiamo fatto in modo che non diventasse appassionante!!! e qui faccio mea culpa!!!
    in conclusione ringrazio i miei carissimi colleghi per questi due mesi di dedizione sfrenata al progetto… e su questo particolare non escludo nessuno:gaetano,andrea1 e andrea2,stella e in ultimo ma non per ultima greta!!! sono pazzamente felice di acervi conosciuto e di lavorare con voi…. con amore e tanto cuore flora/adele


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