Condividiamo un futuro solare! (3)

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Con questo post  chiudo il discorso: “Condividiamo un futuro solare!”

Pigia qui per leggere la prima e la seconda parte, e qui dentro invece per raccogliere tutte le informazioni riguardo il gruppo d’acquisto organizzato dalla Libera Università di Alcatraz.

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Stavo dicendo che questo post chiude un discorso, discorso cominciato più di un anno fa col gruppo d’acquisto organizzato da Jacopo Fo e la Libera Università di Alcatraz e portato addirittura in prima serata da Santoro ad Anno Zero, schiaccia qui per vedere la puntata.

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Ed ecco finalmente il mio articolo mai pubblicato riguardatante appunto quella puntata:

Oggi mi preme domandarvi una cosa, avete visto ieri sera “Anno Zero” la trasmissione di Santoro? Qualcuno sicuramente sì perché filo sinistrorso, altri sicuramente no perché filo destrorsi. Certo il senso d’appartenenza è bramato dal nostro cervello rettiliano, abbiamo bisogno di sentirci parte di un gruppo, vestire uno stemma, riconoscerci in un etichetta ma quando capiamo che destra e sinistra non esistono più ed esistono solo poteri economici e convenienze che li muovono e fanno leva proprio sul nostro cervellino? Quando capiamo che sono quegli stessi marchi a comprarci e non viceversa perché fanno leva proprio sulla nostra necessità d’esser conformisti? Non siamo ormai culturalmente pronti? È tanto difficile capire che ogni volta che si compra qualcosa si vota per il prodotto che s’è acquistato? Chi non merita d’esser acquistato non lo si acquista, semplice e lineare!

Scusate, torno a Santoro, il suo limite ieri sera è stato quello d’essere filo sinistrorso, o forse solo quello d’esser giornalista che per professione, ed un po’ per vizio, resta legato alle parole, al dibattito, e poco all’azione. Anzi si perde il fatto proprio sotto il naso. Ma forse son troppo ingenuo io e lui, Santoro, un navigato uomo del mestiere che proprio nel momento dell’impalatura mediatica salva l’ospite pesante, Rutelli, dall’essere trafitto da parte a parte da un compostissimo Jacopo Fo.

Faccio qualche passo indietro per spiegarvi l’accaduto. Purtroppo preso da altre faccende mi sintonizzo che son quasi le 22.00 quindi la prima mezz’ora abbondante di programma non la vedo. Oh, chi l’ha vista nel caso fosse successo qualcosa degno di nota m’aggiorni!

Parte un servizio su un trivellone che ha martoriato abusivamente il fiume Po, si passa sulle alpi dove ghiacciai che dovrebbero esser tali sono già sciolti e più similmente sembrano laghi, quelli che sono rimasti perché tanti non ci sono proprio più… Una voce fuori campo, l’acqua, se la prende con l’uomo e la sua non curanza. Insomma si parla d’ambiente, il discorso del momento.

In studio, parola a Rutelli. Discorso zeppo di numeri e nozioni direttamente tratto dal manuale del bravo politico. Un piccolo neo che sfugge ai più, anzi è proprio il concetto che fa la differenza, è su questo che ci giochiamo la partita! La chiusa del discorso di Rutelli è che ai cittadini viene richiesta attenzione e qualche sacrificio nel rispetto dell’ambiente.

Parola a Sgarbi, lo capirebbe anche un ciclope miope e bendato che è lì per caso e non ne sa una mazza. L’arte della paraculaggine di cui è maestro farcita con qualche idillio verbale denso di “figa” e pregno di “cazzo” lo fa uscire dall’imbarazzo di una scena muta tipicamente scolastica. Dice anche una cosa sensata, retorica ma sensata: alla base del problema c’è che da noi in Italia non c’è la cultura dell’ambiente ma quella del gossip che imperversa. Io correggerei il tiro: la base del problema è che da noi è così difficile vivere, tirare a campare, che dopo un’intera giornata di lavoro alienante il più delle persone ha solo voglia di staccare la spina ed il metodo ricreativo del nostro sistema economico è farci fare e leggere grandissime cazzate.

Parola a Dario Fo, discorso da grande vecchio, nel senso più positivo del termine, che sa benissimo ma non vuole e non può credere che per il mero, banale e becero lucro stiamo distruggendo il pianeta.

Dai adesso parla Jacopo Fo, io lo conosco e mi ci sento amico, adesso gliele canta! Pubblicità.

Ritorno in studio, dopo qualche consiglio per gli acquisti, consiglio per gli acquisti!!? Ma ne avevamo bisogno d’essere consigliati per acquistare? Dai che Jacopo gliele canta! Da capo parola a Rutelli. Mi vien da dir “Tessuti cavernosi (se dicessi cazzo mi eleverei al livello di Sgarbi e proprio non me ne sento degno), ma questo il manuale del politico provetto lo sa proprio a menadito!”. Passatina veloce da Sgarbi che racconta dell’abominio dei cazzi eolici, suppostone infilate su per il culo dell’arte e della bellezza. Ribatte veloce Rutelli, la camera stacca sul labiale di Marco Travaglio che coglie lo strafalcione del leader della Margherita. “Mulini a pale” ripete. Ma nemmeno “Pannello solare termico” gli riesce di dire tanto bene, pannelli solari per l’acqua calda va benissimo, l’importante è il concetto. E sembra esserci. Parola nuovamente a Dario che tutto il dolore che ha dentro per la scelleratezza di sto mondo proprio non riesce a tenerlo a freno.

Dai ora tocca a Jacopo e gliele canta. Nuovi consigli per gli acquisti: fate molta spesa, comprate tutto! Soprattutto quel che non vi serve, perché l’economia così gira! Lavorate, lavorate, lavorate e poi venite in crociera da noi! È così difficile fare uno più uno e capire che i ritmi di produzione di merci inutili sono una delle maggiori cause della situazione ambientale al collaso? Meglio non pensarci! Pubblicità!

Da capo in studio, non pensavo che Jacopo Fo riuscisse a stare così calmo e zitto per così tanto tempo, sarà una reminescenza delle lezioni di Kendo che lo rende impassibile. Mi stupisce l’imperturbabilità perché per quel poco che lo conosco credo di sapere che al contrario di Dario il suo impegno ed i suoi sforzi per preservare un mondo migliore nascono da una violenta incazzatura. Ha proprio il fuoco del giovane rivoluzionario che gli brucia ancora dentro. Quel sano fuoco per cui io che sono ancora giovane non m’arrendo ad accettare che le cose malfunzionino così e non si possa far niente per cambiarle. Quello stesso fuoco che però erge muri senza che me ne renda conto e blocca il dialogo, la propensione all’ascolto dei miei interlocutori. La passione è il motore che muove tutto! Va coltivata, plasmata, canalizzata e non sprecata pian piano sto imparando…

Interventi qua e là e finalmente la parola passa a Jacopo. “Conto energia” sono le parole magiche! Lo Stato finanzia chi installa “Pannelli solari Fotovoltaici” per la produzione di corrente elettrica. Sgomento, non dura che qualche istante. Rutelli ci si tuffa a pesce e non si rende conto della cazzata che sta per dire che suona più o meno così “Oh, e allora vedi non è vero che non facciamo niente!”. Sgarbi si esalta! “Cazzo, cazzo, figa, cazzo, figata ‘sta storia malata del sole che fa corrente!” Rutelli parlamentare al governo dice “Oh, e allora vedi non è vero che non facciamo niente!” Rutelli, Rutelli ma tu dov’eri che l’avete fatta voi ‘sta legge!!? Rutelli che hai dato sfoggio della tua arte oratoria per dar fiato alle trombe e soffriggere l’aria e quello che dovresti sapere lo ignori così bellamente!!? Un altro piccolo sacrificio richiesto ai cittadini Rutelli!!? Cazzo Rutelli!!? Che figura di merda Rutelli… Purtroppo Santoro non mi legge nel pensiero e non dice niente di tutto ciò a Rutelli ma passa oltre.

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E’ passato più di un anno e non ho mai finito di scrivere ‘sto articolo, quando le cose passano, passano… Ci tenevo a finirlo perché volevo regalarlo a Jacopo Fo. Spesso vorrei parlargli, a Jacopo Fo, ma molto più spesso mi capita di leggerlo, e leggendolo trovo le risposte che andavo cercando:

 

“Passeggiando sulla spiaggia di Santo Janni, a Formia guardo la gente che fa il bagno felice, le ragazze che corrono con le loro forme esplosive e i costumi all’ultima moda e si tuffano in un’acqua cosparsa di spazzatura. E mi chiedo: perché?

Mi sento diverso. Ma in realtà capisco che anch’io, in altro modo ho fatto per anni azioni altrettanto distruttive verso me stesso e il mio piacere. Anch’io non sono innocente. Ho peccato contro il mio piacere.

Io faccio parte della razza dei maledetti che negli ultimi 30 anni ha compiuto un peccato capitale di superbia e lo ha amaramente scontato: volevamo convincere quelli che dormivano lungo la ferrovia che si sbagliavano.

La pretesa di poter fare proseliti, insegnare la Verità è una Grande Cazzata.

Mi pento (oh sì, quanto mi pento!!!!).

Si tratta di un errore per due motivi:

1) Pensare di riuscire a convincere qualcuno con parole, discorsi, volantini, comizi, cortei, libri, ecc. è un tentativo vano. Le persone cambiano idea in seguito a esperienze complesse e prolungate. Le idee, i modi di pensare, sono la proiezione dell’esperienza. Partire dalla critica delle idee non ha senso. Il movimento giovanile degli anni settanta nasceva dalle minigonne, dai capelli lunghi, dalle feste a base di rock&roll, i discorsi ideologici sono arrivati dopo e hanno segnato la fine della spinta rivoluzionaria…

2) Cercare di convincere gli altri è una gran rottura di palle. Fai il missionario e non è divertente. Inoltre la gente (giustamente) ti odia perché sei presuntuoso, arrogante, supponente, invadente e autoritario come tutti coloro che vogliono imporre la loro verità.

3) L’unico modo di agire positivamente è quello di cercare di migliorare la qualità della TUA vita. Impegnarti per vivere TU esperienze esaltanti e soddisfacenti. Questo migliorerà la TUA vita, i tuoi rapporti con gli altri, la tua fiducia e le tue capacità. E, forse, qualcuno vedendo che ti diverti da matti a ballare questa nuova musica avrà voglia di vedere come ci si sente a dimenare il bacino facendo movimenti da idiota. E se scopre che è veramente eccellente magari ci piglia gusto e non gli sembrerà più una figata pazzesca andare a combattere in Vietnam.”

 

Cosa capisco? Che la vita è mancanza assoluta d’equilibrio: ogni grande impresa è figlia di un grande squilibrio, non è l’ideale che comanda ma la realtà! L’ideale va plasmato in base alla realtà dei fatti. Come hanno fallito tutte le dittature così ha fallito anche il capitalismo. O cominciamo a decrescere e tappare i buchi o ci verrà imposto ancora un regime. Il vento soffia, e si porta dall’America una crisi economico finanziaria che quella del ’29 gli fa un baffo.

 

Quando la capiamo che continuare a parlare serve a molto poco perlopiù a farci belli col nostro nozionismo esasperato? Quando ci liberiamo dalla sindrome del diniego e cominciamo ad agire? La Rivoluzione energetica è cominciata!!

 

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