Tutta la verità sul crack finanziario

di Jacopo Fo

Si raccontano troppe balle su questo crollo delle banche.
La finanza e’ un argomento lontano mille miglia dalla nostra mente ma maledettamente vicino alle nostre tasche.
Forse sarebbe quindi il caso che anche noi ne capissimo qualche cosa. Se spiegati chiaramente, i grandi meccanismi della finanza sono veramente semplici. Anche perché senno’ i banchieri non riuscirebbero a capirli. E’ noto infatti che i grandi squali della finanza hanno dello squalo anche la misura del cervello.
 
Per farvi da guida nei misteri del crollo economico senza dire cazzate spaventose ho intervistato Francesco Terreri, direttore di Microfinanza (http://www.microfinanza.it), persona stimabile, con anni di esperienza nella finanza etica, di lui mi fido e periodicamente lo interpello quando inizio a non capire piu’ niente su come vanno i soldi.

La prima questione da capire e’ da dove e’ arrivata la crisi.
Ci sono essenzialmente due aspetti.
Punto primo: il nostro sistema finanziario permette di moltiplicare il denaro artificiosamente attraverso un sistema perfettamente legale di leva finanziaria.
Si tratta di un sistema ad alto rischio che attualmente non e’ sufficientemente regolamentato e controllato (Bush ha continuato l’opera intrapresa da Reagan, di togliere risorse al sistema federale di controllo sulle operazioni finanziarie).
Questo punto e’ centrale. Si e’ operato consciamente per lasciare briglie sciolte a tutti i furbi che hanno potuto legalmente portare il gioco finanziario a livelli di rischio immensi per tutto il sistema. Questa e’ la ragione del tracollo.
 
COME FUNZIONA LA LEVA FINANZIARIA

…continua qui!

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Una Risposta to “Tutta la verità sul crack finanziario”

  1. Arcano Pennazzi Says:

    Da Ramandrea27:

    Per una volta ho più che apprezzato.
    Mi mancava però una piccole precisazioni che riporto a seguito:
    Alessandro Profumo AD Unicredit, forse la più grande banca europea oggi crollata in borsa, ha la moglie nella segreteria nazionale del PD.
    Bazoli presidente Banca Intesa, era il candidato in pectore dell’Ulivo per le elezioni del 2001, poi perse da Rutelli, si era coniato la curiosa sigla di Banchiere Cattolico (ti incula facendosi il segno della croce?) per non confonderlo con Calvi e Marcincus (i banchieri di Dio)
    Passera Ad Banca Intesa San Paolo (seconda banca italiana e nelle prime 10 europee) membro consiglio di amministrazione del gruppo editoirale Espresso di DeBenedetti con Scalfari e Caracciolo, non proprio amici dell’attuale presidente del consiglio.
    Il leveraggio finanziario è il primo sistema di finanziamento degli enti locali italiani, dalla Milano della Moratti a quello specchio di innocenza e castità della Campania di Bassolino…che per non farsi mancare niente i futures li ha scelti con il figlio, alto dirigente de Unione Banche Svizzere.
    Il sistema Italiano è meno esposto ai pericoli americani, perché qui la gente non si compra azioni allo scoperto, preferisce avere un tetto di proprietà, ma presenta una Banca d’Italia, supremo organo di controllo, che è controllata nel suo azionariato dalle banche su cui dovrebbe vigilare.
    Queste banche a loro volta controllano pacchetti azionari delle principali società assicurative e dei principali giornali, in primis Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Messaggero e Sole 24ore orientando l’informazione che conta, cioè quella non diretta ai minus habens che guardano Rete4 (o RAI1, è lo stesso) di cui tutti si preoccupano.
    Le banche oltre a controllare il loro presunto organismo di controllo, che oggi presenta un fantoccio più presentabile di Fazio, ma sempre fantoccio, siedono nei consigli di amministrazione delle società che LORO STESSE collocano in borsa. Perciò le collocazioni di aziende “vuote” spingono l’Italia a pagare di più i bot, per renderli più appetibili rispetto ad azioni farsa ma che non si essere farsa, (certo non te lo viene a dire il Corriere che pure lo sa) indebitandosi e poi prendendo i soldi dalle tasse dei più poveri, quelli che non si possono permettere di comprare neache un bot. Tanto più che in Italia i proventi di borsa vengono tassati meno del lavoro o degli utili di impresa!
    Singolare paese il nostro, che non cambia a prescindere da chi lo governa.
    Peggio va per i governi dei paesi emergenti, che non emergono mai, che devono pagare di più i loro bot, fino a collassare come recentemente hanno fatto Argentina e Turchia.
    Con l’effetto collaterale che il risparmiatore occidentale avveduto lo prende in culo (anche se il penetrante si fa il segno della croce o va al gazebo con Walter) con dei titoli di stato, che, IN TEORIA, non dovrebbe andare in default, il risparmiatore occidentale non avveduto lo prende in culo comprando azioni speculative di aziende “sane” come parmalat, e gente che vive nel primo paese al mondo per la produzione di carne e grano…muore letteralmente di fame.
    INFV. In (Emilio) Fede Veritas.


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