Il Pony della vergogna

Dal Diario Azzurro del Migliore Amico dell’uomo Silvano Agosti

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Nella mia casa dalla porta aperta è apparso oggi l’inquilino del terzo piano. E’ la prima volta che osa varcarne la soglia, anche se spesso, incontrandoci, scambiamo pensieri e riflessioni. Fa il giornalista, ma il suo sguardo sul mondo è rimasto intatto. Gli offro una sedia e un bicchier d’acqua e, per sminuire l’emozione che la sua visita mi procura, gli chiedo “Come va?” “Stavo appunto riflettendo su quali e quanti debiti lo Stato italiano dovrà rispondere al tribunale della storia, quando finalmente gli esseri umani verranno rispettati per il loro immenso valore e non adoperati, sfruttati, trasformati in malati, drogati, costretti a essere ladri, a volte assassini, comunque non sereni. Infatti la caratteristica di questo, per natura, “straordinario paese” eccelle per il numero delle farmacie, degli ospedali, dei drogati, degli angosciati dalla precarietà esistenziale.I suoi telegiornali non fanno altro che leggere scrupolose liste di misfatti, di morti, di negatività. Mentre col tuo libro Lettere dalla Kirghisia tu con infantile semplicità, proponi un’organizzazione dello Stato che ha come fondamento il benessere di tutti i cittadini e dimostri che tutto ciò non ha particolari costi economici, ma si basa sulla convinzione che ogni essere umano va considerato e rispettato e protetto come un raro e unico capolavoro. Ti ho sentito alla radio dire che con metà del denaro che ogni anno viene speso nel nostro Paese per le prostitute, la droga e le armi si potrebbe regalare una casa a tutti gli italiani che compiono 18 anni e offrire a chi non ha altri mezzi un bel pranzo gratuito nei ristoranti. Insomma sono salito da te perché stavo appunto riflettendo a queste cose quando arriva il “pony” che ho chiamato per portare un pacco al giornale. Suona il campanello e mi trovo davanti un anziano, seminascosto in un gigantesco casco. Lo faccio entrare e incuriosito gli chiedo quanti anni ha. “Settantanove” Risponde pronto. “E fai il pony girando tutto il giorno nel traffico col motorino?” “Devo arrotondare la pensione, prendo 420 euro al mese e solo la stanza dove vivo costa 450.” Allora gli ho offerto un caffè e gli ho regalato il tuo libro dicendogli che in Kirghisia non ci sono le pensioni perché chiunque ha compiuto 60 anni ha diritto a tutto gratuito, ristorante, casa, treni, aerei, teatri, cinema, musei…” Lo sguardo del Pony ottantenne da dolce è divenuto quasi impaurito. Forse avrà pensato che ero pazzo.” All’inquilino del terzo piano ho regalato una nuova copia del libro con dedica “A Renzo che dietro un Pony ottantenne ha intravisto un capolavoro della natura.”

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Questa mattina, al cinema Quattro Fontane di Roma è stato proiettato il mio nuovo film IL SENSO DELLA LOTTA, un ritratto di Bruno Trentin.
La sala era gremita di circa quattrocento sindacalisti, prevalentemente della FIOM, la Federazione Italiana Operai Metalmeccanici.
Ho parlato due o tre minuti prima del film. Riassumo.
“Sono stato molto contento di occuparmi di Bruno Trentin, questa sorta di eroe del lavoro degli anni settanta, perché ogni volta che lo filmavo, anche durante le manifestazìoni pubbliche, notavo che la sua voce era limpida, intensa e scaturiva dall’insieme della sua persona e mai soltanto dalla mente o solo dal cuore.
Così tra le molte voci omologate o parziali o tattiche e spesso compromesse del mondo sindacale la sua rimaneva e rimane intatta e unica.
Spero che il film vi piaccia aiutandovi ad accettare questa mia presenza illegittima dato che io rimango convinto che si possa sanare una situazione economica grave e riorganizzare la società, facendo in modo che nessuno lavori più di tre ore al giorno, (BRUSIO in sala) consentendo finalmente a tutti di avere ventun ore di tempo per vivere, stare con i figli, seguire le vere inclinazioni della propria creatività, vivere insomma.
Mi piacerebbe che un sindacato come la Fiom, che è da sempre vicino al territorio operaio appoggiasse la mia decisione di chiedere alla Nazioni Unite di proclamare PATRIMONIO DELL’UMANITA’ l’essere umano, ogni e qualsiasi essere umano e non soltanto il Partenone o la Torre di Pisa.”

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In effetti desidero spiegare ai lettori di Diario il senso di questa mia richiesta.
Proporre alle Nazioni Unite di proclamare l’essere umano PATRIMONIO DELL’UMANITA’ significa evidenziare non soltanto che l’essere umano è un assoluto capolavoro, ma anche lo scempio che le attuali organizzazioni della società fanno di un tale capolavoro.
Così apparirebbe subito evidente che non esistono, ad esempio, “gli operai” ma si tratta di esseri umani, nati per ben più alti destini, che sono obbligati a fare l’operaio.
E così i ruoli si sono sostituiti all’essere.

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Oggi pomeriggio (16.09.2008 ndr) i sindacati mi hanno informato che alle sei saremmo stati ricevuti dal Presidente della Repubblica al quale avrei dovuto consegnare una copia in dvd del film IL SENSO DELLA LOTTA.
Siamo dunque andati insieme e dopo non lunga attesa in una saletta del Senato, il Presidente della Repubblica è arrivato e con l’aria di essere uno qualsiasi degli invitati si è fermato a dialogare con noi. Io gli ho consegnato oltre al film anche una copia di Lettere dalla Kirghisia per la moglie e il DVD di Uova di Garofano, film che piaceva particolarmente a suo fratello, Riccardo Napolitano.
Poi ha chiesto a Epifani di cosa trattava esattamente il mio film e il segretario della CGIL gli ha descritto perfettamente il senso del mio nuovo lavoro.

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2 Risposte to “Il Pony della vergogna”

  1. FIENCU Says:

    Parlo del primo pensiero, quello di Silvano per intenderci…
    Contagioso… e si è contagioso star bene e far star bene !!Dobbiamo contagiare anche i più ostili anche i più arcigni…
    abbiamo il dovere di contagiare con il sorriso e i pensieri…
    W te Fratellone! E non smettere mai di contagiarmi !

  2. Arcano Pennazzi Says:

    Mo’ scavalco la scrivania e ti do un bacio sulla bocca!!
    Da vero Pazzo Ricchione!!


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