La nostra acqua non è più nostra.

Plin Plin Bolicine, fa così la pubblicità giusto? E noi che siamo evoluti ci carichiamo di bottiglie, peso e fatica come facevano i nostri nonni per andare a prenderla al pozzo, solo che a noi ci scorre dal rubinetto l’acqua… ed è più buona e più controllata di quella che andiamo a comprare e pagare dieci volte tanto! L’acqua del rubinetto costa meno, inquina meno, ed è più buona ma il martellamento pubblicitario ci rende sfigati se non facciamo anche noi Plin Plin…

La notizia è di quelle che fanno cadere le braccia e dire “Ma dove cazzo stiamo andando a finire!!?”

L’acqua, capite l’acqua, il primo bene che garantisce la sopravvivenza non è più un nostro diritto garantito ma è di proprietà di una multinazionale. E’ già successo che venisse privatizzata, persino quella che cadeva dal cielo, ed il popolo per rivendicare il suo semplice diritto alla vita ha lasciato dei morti per terra, in mezzo ad una strada. Domani parliamo di problemi e soluzioni, di banche, multinazionali, nucleare, fotovoltaico, rinnovabili, decrescita, transizione ed ecovillaggi. Parliamo di questo governo e delle sue porcilate, ci raccontiamo del lodo Alfano, del maestro unico, di rete 4 sul satellite, di Alitalia, dei rifiuti a Napoli, delle impronte da prendere ai bimbi rom, del caso Mills… parliamo, tranquilli che parliamo! Oggi però, e non è da oggi, sappiamo che l’acqua non è più nostra, il governo Berlusconi ha venduto la nostra acqua, espropriato un diritto naturale del popolo, cos’altro deve succedere per svegliarci? L’acqua è il bene per cui si faranno le prossime guerre, tutto si fa con l’acqua, ed in questa logica consumistica diventa una merce preziosa, l’acqua. A difenderci un prete, uno di quelli veri, poco a che fare col vaticano, ed il solito comico ma eravamo in vacanza quando è passata la legge… Che fesso che sono… Di cosa stupirmi in un mondo nel quale è più capillarizata la Coca cola dell’acqua… logica conseguenza vendere anche l’acqua alle multinazionali

Una volta il popolo si muoveva per i sopprusi che subiva, ma i governi hanno capito che bastava distribuire un po’ d’agio e dividerci ognuno nel suo lavoro, ognuno con privilegi e casini di classe, e il gioco è fatto! Il popolo è diviso, ammansuetito, anestetizzato, placido. Ognuno col suo sindacato ed ognuno col suo partito, ognuno con la sua squadra cui fare il tifo. No, non vi sto dicendo che dobbiamo andare in piazza a prenderci a roncolate in testa, sto dicendo che l’indignazione dovrebbe tornare a ferirci, e la coscienza storica dovrebbe muoverci a capire che l’unica cosa che ci manca è condividere, farci attuare una vera e propria rivoluzione pacifica “a botte” di baci, abbracci, coccole e carezze! Muoverci a crescere i nostri figli perché l’acqua che scende dai rubinetti sia di tutti e sia pulita, certificata!, non deformargli l’immaginario con l’incubo che vadano a fare la pubblicità del Plin Plin… si estinguerà da solo chi fa Plin Plin se avremo il coraggio d’essere coscienti delle nostre scelte!

Ah, domani quando torniamo a parlare, ricordatemi di darvi anche due amichevoli dritte su come fare a risparmiare acqua e non comprarla, se intanto a qualcuno viene in mente d’andare ad abbracciarci in piazza fate un fischio! Organizziamoci!

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