MILLE LIRE AL MESE

CODACONS IN AZIONE – POLIZZE LEHMAN: E’ L’ORA DEL RISCATTO!

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Sei anche tu vittima delle tua banca, che ti ha venduto polizze assicurative “Lehman’ spacciandole per sicure?

In realta’ tali polizze sono prodotti finanziari ad alto contenuto speculativo, vendute tramite le banche dietro la retrocessione di laute commissioni da parte delle compagnie assicurative – spesso controllate dalle stesse banche collocatrici.

Se sei titolare di una delle polizze assicurative collegate al titolo Lehman (vedi tabella, comunque non esaustiva) agisci subito per ottenere il riscatto, anche nel caso di polizza ancora non scaduta!

Il Codacons offre ai consumatori una consulenza gratuita per verificare le caratteristiche della polizza: che garanzie ci sono sul capitale, se la compagnia ha assolto gli obblighi informativi e la correttezza della procedura di riscatto.

– Per il risarcimento consulta il sito della Codacons.
– Per creare un gruppo di denuncia invia una mail al blog di Beppe Grillo.

La bestia educata a comprare: l’uomo…

Uccidere per comprare l’ultimo modello al super?

Ora si può!

Basta una mandria di affamati per gli acquisti, magari con lavoro precario, magari che lavorino 10/12 ore al giorno per sbarcare il lunario, magari che non abbiano assistenza medica e sanitaria, magari senza il diritto all’istruzione, magari che abbiano mutui che non estingueranno mai, magari che non siano padroni di niente ma sognino di diventare ricchi. Prendi un super che sta per aprire, un commesso che apre le porte, ed il gioco è fatto! Calpestato e ucciso dalla folla.

Ma la cosa più ridicola, pace all’anima del commesso, è che non se ne accorge nessuno di lui e dei propri piedi che lo schiacciano e maciullano. C’è solo da arrivare primi alla meta!

Dite che non è possibile!!? Basta vivere in balia della televisione e della pubblicità… Basta vivere desiderando d’acquistare la propria felicità.

La crisi economica è appena arrivata e son già tanti gli accorati appelli a comprare per non far crollare il sistema, “to big to crash” dice il saggio economista, troppo grande per crollare, crea disordine sociale e caos il crollo. Il governo ha già stanziato l’esercito, ha già varato nuove leggi, ha perfino fatto una carta bonus per i più poveri, la “social card” basta che continuiamo a comprare! Ma coi limiti di un pianeta allo stremo delle forze non ci si vuol confrontare, con una crescita demografica esponenziale non ci si vuol confrontare, con consumi crescenti perché crescenti le popolazioni e le proprie necessità non ci si vuol confrontare, cambiare rotta non interessa a chi ha paura e conosce solo la forza per imporre il proprio dominio, che sia di destra o di sinistra. Dopo quella economica e finanziaria arriverà la crisi energetica del petrolio, e rispunta il nucleare, poi quella dell’acqua, le multinazionali si sono già portate avanti comprandosela, e noi “poveri” cittadini e lavoratori a chiedere al sindacato di turno di difenderci e tutelarci. Il vero problema è che ci hanno strappato dalle campagne per farci lavorare nelle fabbriche e diventare cittadini e col tempo abbiamo perso il contatto ed il rapporto con le cose vere, col cibo, colla terra, col sole e con le nuvole, non sappiamo più far niente se non schiacciare bottoni. Non sappiamo più assolvere a nessuna nostra necessità e possiamo, anzi dobbiamo solo comprare. Comprare tutto! Non abbiamo ambizioni più alte che finire anche noi nella scatola piena di colori che ci dà un po’ di svago a fine giornata. Ma non c’è posto per tutti, c’è posto solo per chi sacrifica la sua vita al sogno di diventare qualcuno e per questo lotta. E lottare alimenta l’egoismo, crea miti, aspettative e divide. E con tutta la tecnologia esistente siamo ancora dietro lavorare tutto il giorno, chi ha la fortuna d’avercelo fisso, il lavoro, per produrre merci, continue, nuove merci, sempre più nuove, sempre più inutili. Ed il pensionato colla minima ci muore di fianco e noi a saltare su una pedana collegata alla tv, e se ha quattro soldi in tasca il vecchio se li gioca alla fortuna perché se gli arride fa il botto ed anche lui se li potrà godere gli ultimi giorni, e i parchi e le strade sono pieni di negri, sud americani che sporcano, spacciano e puzzano e noi restiamo dentro la nostra bella casa moderna e confortevole che almeno lei ci assomiglia perché per strada è uno schifo. Va tutto bene! Ottimismo gente! Voi credete davvero in questo?

Io vedo spiragli invece! Vado un mezzo fantastico che è la rete, prende da chi ruba facendosi pagare miliardi di soldi che non esistono, per distribuire a tutti gratis! Vedo campi e vallate sterminate piene di risorse, altro che le grandi città… vedo gente cresciuta nella paura e nel grigiore urbano che sa quello che vuole, ha solo bisogno di un po’ di coraggio per farlo! Obama investe su ecologia e internet, sarà un caso!!?

Il socialismo è necessario! E Bettino non c’azzecca niente col socialismo che ci serve! E’ la terra che lo implora! Non la sentite gridare? Non la vedete strepitare?

Non bisogna fare di più, produrre di più, lavorare di più, bisogna solo fare meno e meglio! Dare a tutti la possibilità di partecipare, le personalità più meritevoli spiccheranno ugualmente, anzi con maggior freschezza!

La terra produce, divide, ricicla, tutto crea, nulla distrugge e tutto trasforma da una forma all’altra! Prendiamo ad esempio, la terra! Perché la natura è semplicemente come funziona la vita in questo mondo, ed è perfetta!

Oggi ti sei risvegliato e questo è fantastico!

 

Comprare la propria infelicità produce morte

Di marcocedolin.blogspot.com per www.decrescitafelice.it

A Valley Stream, un sobborgo di New York è accaduto qualcosa che nella sua drammaticità rappresenta per molti versi la sublimazione del consumo per il consumo, così come lo vorrebbero i “timonieri” che ci governano attraverso esortazioni a consumare sempre di più, comunque di più, anche se per farlo saremo costretti ad indebitarci sempre più, fino al momento in cui le banche ci porteranno via la casa e la macchina insieme agli oggetti dei nostri acquisti e all’ottimismo che ci aveva indotto ad acquistare bulimicamente.

A Valley Stream lo scorso venerdì, quello che segue il giorno del Ringraziamento e tradizionalmente viene chiamato “Black friday” (in quanto inaugura il periodo degli acquisti natalizi e porta le casse dei commercianti ad uscire dal rosso) l’orgia del consumo, favorita anche dai fortissimi sconti praticati per attirare la clientela in un momento di crisi, ha raggiunto livelli mai sperimentati prima neppure negli Stati Uniti.

Venerdì alle 4,55 del mattino, quando la notte era ancora fonda ed in cielo tremolavano le stelle, circa 2000 persone si sono ritrovate assiepate dinanzi all’ingresso di un ipermercato della catena Wal-Mart, che proprio alle 5 del mattino avrebbe aperto le proprie porte sull’universo degli acquisti, fatto di schermi al plasma, forni microonde, macchine fotografiche digitali, cellulari all’ultimo grido, console per videogiochi, piumini imbottiti, robot da cucina e mirabilie di ogni genere. Molte di loro, per guadagnare le prime posizioni, si erano messe in fila già il giorno prima ed erano all’addiaccio nel parcheggio dell’ipermercato da 24 ore.

Quando ormai non mancavano che pochi minuti all’apertura, quasi fosse caduta preda di una sorta di fervore mistico, sconosciuto perfino a chi, come Berlusconi e Unieuro si dice pronto a giurare sull’onnipotenza dell’ottimismo, la folla ha iniziato a premere, sfondando i cancelli ancora chiusi e travolgendo qualunque cosa si frapponesse sul suo cammino. Ne ha fatto le spese Jdimypai Damour, impiegato temporaneo di 34 anni originario della Giamaica, travolto ed ucciso dalla folla che gli è letteralmente “passata sopra”, mentre sono rimaste ferite anche alcune persone scivolate a terra nella calca, fra le quali una donna incinta di 8 mesi.

Secondo le numerose testimonianze i “consumatori” non si sono minimamente curati dell’inserviente da loro stessi ammazzato e senza farsi alcuno scrupolo hanno perfino ostacolato i suoi colleghi che tentavano di soccorrerlo, interessati unicamente a razziare i prodotti sugli scaffali prima che gli stessi rischiassero di andare esauriti. Anche dopo l’arrivo dell’ambulanza e della polizia, il flusso dei clienti è continuato come se nulla fosse accaduto ed il rito degli acquisti natalizi è andato avanti per tutta la giornata rimpinguando le tasche di Wal-Mart.

Pur senza cadere nella retorica e nel facile moralismo, eccessi di follia come quello di Valley Stream, le cui dinamiche (fortunatamente non le conseguenze) ricalcano episodi accaduti anche in Italia, basti pensare agli incidenti al centro commerciale Panorama di San Mauro Torinese negli anni 90, inducono a riflettere su quanto in profondità l’imperativo del consumo per il consumo abbia ormai penetrato la nostra società, trasformandoci in individui disumanizzati che ambiscono unicamente ad interpretare il ruolo di tubi digerenti della produzione industriale.

Merci che per un sempre crescente numero di persone rappresentano ormai un vero e proprio surrogato dei sentimenti e delle emozioni, un rifugio sicuro all’interno del quale esorcizzare la mancanza di punti di riferimento esistenziali, la superficialità dei contatti umani, il vuoto assoluto di un viversi in modo esclusivamente materialistico, l’incapacità di trovare un senso all’interno di vite che non riescono a correre in profondità. Oggetti di consumo che diventano il terminale delle emozioni, dei sentimenti, dei sacrifici, delle attenzioni. Compagni fedeli che una volta “posseduti” non tradiranno mai, accettando di buon grado l’individuo con tutte le sue contraddizioni.

Trascorrere un’intera giornata festiva e affrontare il freddo della notte, accampati nel posteggio di un centro commerciale, per essere sicuri di non mancare l’acquisto del lettore dvd a metà prezzo o del frigorifero digitale super scontato, rappresenta senza dubbio una manifestazione di follia. Così come è folle l’atteggiamento di migliaia di persone che a notte fonda invadono le corsie di un ipermercato, preoccupandosi unicamente dei propri acquisti scontati, ignorando l’uomo da loro stessi ucciso pochi minuti prima che ancora giace steso per terra.

Ma tanta follia, esacerbata all’interno di episodi surreali come quello di Valley Stream, trova il proprio humus in una società come quella Occidentale all’interno della quale la valenza dell’essere umano viene misurata esclusivamente in virtù delle sue potenzialità di consumatore.

Dove chi non consuma a sufficienza non è un buon cittadino, dove l’esibizione degli acquisti superflui equivale all’affermazione del proprio status quo, dove occorre essere ottimisti anche quando si comprende che nel giro di pochi mesi ci si ritroverà a vivere in mezzo ad una strada, dove l’indice del PIL è diventato l’unico valore che conti, dove preservare gli incassi delle grandi catene di distribuzione durante il periodo natalizio è una questione di vita o di morte, dove facendo un lavoro interinale si può morire nel mezzo della notte, schiacciati dalla ressa che alle 5 del mattino sta invadendo le corsie alla ricerca del regalo di Natale a prezzo di sconto.