La favola italiana…

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Così cominciò una fantastica storia che permea la nostra vita, i nostri pensieri, i nostri gusti, il nostro parlato e la nostra fantasia:

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Ma se ritorniamo solo per un momento indietro e ripensassimo a quel che è successo seguendo questa chiave di lettura:

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Dettata da questo vizio:

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Qualcuno se lo ricorda e lo ricorda ai mezzi del “potere”:

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E qualche altro continua a raccontare storielle di fantasia e far credere esista ancora “un grande sogno”:

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ed il popolo continua a crederci…

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luci, colori, ombre, riflettori, inganno, risate, bugie e verità…

italiani che strana gente…

siamo una delle più fantastiche barzellette che sia mai stata raccontata.

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Perché non è il sogno di tutti!!?

Realtà, immaginazione, incantesimi, razionalità, utopia, poi m’addormento e sogno. E l’altra notte ho fatto un sogno che somigliava a questo:

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Sogno o son desto? Dal blog di Marco Boschini.

Stamattina ho fatto un sogno. Mi ero da poco trasferito in una grande città del nord, piena di auto, e inquinamento, capannoni e cemento. La prima cosa che mi aveva colpito era stata la difficoltà nel trovare casa, considerando le centinaia di gru che svettavano sui tetti delle case e degli altrettanti cantieri aperti. Ma come, mi sono chiesto, con tutta questa apparente disponibilità di alloggi e di edifici da occupare perché si continua a costruire, occupando e inaridendo suolo all’infinito?

Non appena ottenuta la residenza, mi sono ritrovato nel bel mezzo delle elezioni amministrative per incoronare il nuovo sindaco. Mi sono letto i programmi, ho raccolto qualche volantino dai banchetti incrociati alle fermate dell’autobus, ho pure visitato i blog elettorali delle liste in campo. E devo dire che il quadro di insieme mi ha un po’ impressionato, in negativo. Le stesse parole e concetti, con qualche leggera sfumatura giusto per distinguere destre e sinistre, una totale e indiscutibile accondiscendenza per sua maestà Sviluppo e la consorte Crescita.

In mezzo a questa carovana di politica da avanspettacolo ho partecipato alla festa finale del Partito dei Clown, al cui centro del programma c’era la qualità della vita delle persone, insomma lo star bene. La festa consisteva in una grande folla di clown che si abbracciavano, con il candidato sindaco e gli altri in lista che, accompagnati dai/dalle rispettive/i consorti, spendevano il comizio conclusivo in un lungo bacio collettivo. La cosa assurda, ma in fondo siamo dentro a un sogno, è che hanno vinto le elezioni.

Il primo giorno da sindaco il nuovo sindaco ha organizzato una festa per tutti i dipendenti pubblici, in cui oltre a mangiare insieme ha raccontato il nuovo spirito al governo della città: prima di essere dipendenti e amministratori siamo persone, quindi d’ora in poi le persone hanno la priorità sulla targhetta appiccicata all’ufficio. Cominciamo a venire al lavoro insieme, al mattino, così eliminiamo un po’ di smog e traffico dalle strade e impariamo a conoscerci, e se qualche giorno non riusciamo a venire al lavoro o abbiamo la testa altrove i sindacati non servono, basta dirlo e qualcun altro mi sostituirà. Ovviamente il nuovo clima di fiducia e rispetto creatosi ha raddoppiato l’efficienza e la produttività degli uffici comunali a favore dei dipendenti stessi e dell’intera cittadinanza.

Poi l’amministrazione ha cambiato il regolamento edilizio del Comune, inserendo l’obbligo della certificazione energetica delle case, imponendo l’installazione dei pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, incentivando il recupero dell’acqua piovana e la coibentazione degli edifici, le tecnologie ecologiche e l’abbattimento degli sprechi. In più ha lavorato splendidamente per il recupero degli edifici inutilizzati e ha abbellito la città, arricchendola di colori e spazi aperti, piste ciclabili e verde.

Il passo successivo è stato quello di “fare le pulizie in casa“, e ha commissionato un piano di ristrutturazione energetica degli edifici pubblici e della pubblica illuminazione, questo ha consentito alla città un taglio significativo delle emissioni di Co2 in atmosfera e di risparmiare milioni di euro sulla bolletta energetica del Comune.

Hanno poi lavorato sui rifiuti, introducendo il sistema di raccolta differenziata porta a porta arrivando a differenziarne oltre l’80 per cento. Al tempo stesso hanno avviato corsi di formazione e informazione per ridurre la produzione dei rifiuti alla fonte, regalando a tutti i residenti uno stock di borse per la spesa ecologiche, incentivando l’acquisto dei pannolini riutilizzabili, promuovendo mercatini dell’usato e del baratto in ogni quartiere della città e attivando un progetto nelle stazioni ecologiche del posto, in cui i cittadini tramite una “carta di credito dei rifiuti” acquisiscono crediti conferendo oggetti che non ritengono più di utilizzare.

Alla stazione ecologica un gruppo di ragazzi di una cooperativa sociale recuperano e riparano gli oggetti (biciclette, computer, mobili, giocattoli, vestiti, ecc.) e li rimettono in circolazione, allungandogli la vita. Lo stesso cittadino, a sua volta, può spendere i propri crediti portandosi a casa cose di suo gradimento.

Questo nuovo approccio ha permesso e favorito la nascita di decine di gruppi di acquisto solidale, di banche del tempo, di associazioni locali che hanno ridato slancio e ali ad un’idea di Comunità diversa, collettiva. Insieme, siamo stati travolti da un’ondata di buon senso e ottimismo che ha portato noi cittadini a seguire l’esempio virtuoso del comune, sperimentando nuovi stili di vita.

Negli anni i progetti sono proseguiti con grande entusiasmo. Sono nati i condomini sostenibili nell’edilizia residenziale pubblica, a scuola dirigenti scolastici illuminati hanno messo “guardiani della luce” in tutte le aule, abbattendo così il 60 per cento dei consumi energetici, il Comune ha introdotto gli acquisti verdi nella pubblica amministrazione e da allora si beve solo caffè del commercio equo e solidale, alle mense scolastiche è tutta roba biologica e comunque locale, i detersivi per le pulizie sono ecologici e la carta negli uffici è ovviamente riciclata.

I cittadini si sono messi a comprare i pannelli solari e per farlo non devono perdere la testa su internet alla ricerca infinita della ditta giusta: si rivolgono all’ufficio ambiente del comune che gli fornisce ditta, sconto del 50 per cento e nome dell’idraulico certificato, oltre alla banca sotto casa pronta a finanziarti il piccolo investimento che hai deciso di fare.

I bambini hanno riconquistato la città, che non è più delle automobili. Girano liberi e indisturbati con le loro biciclette e a scuola ci vanno da soli, con il piedibus. Gli unici mezzi che girano per strada sono i pulmini ecologici del comune e i taxi collettivi. Le sole auto private autorizzate a muoversi sono quelle di una ditta del posto che ha attivato il car-sharing e il car-pooling, a vantaggio di quelli che proprio non riescono a conciliare gli orari con il trasporto pubblico, in questi anni potenziato per davvero.

Poi è suonata la sveglia e ho fatto colazione. Mi sono subito reso conto che mi piacerebbe vivere in un posto così, e che le cose che si sono andate a incastrare nel mio sogno in realtà non sono fantasie, accadono davvero, sparse in decine di territori e amministrazioni locali. Io dico che il sogno vero sarebbe provare a metterle in fila tutte, queste straordinarie esperienze, e tentare di sperimentarle in un unica realtà.

C’è un qualche sindaco disposto a fare da cavia? Telefonateci, sognate insieme a noi…

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Poi mi sono svegliato e ho guardato fuori dalla finestra, grigio. E nella finestra del pc ho trovato due mappe questa è quella degli inceneritori, abito a non più di 6 o 7 km in linea d’aria dall’inceneritore di Pero.

E questa è quella dove “Il popolo della libertà” vuol piazzare le centrali nucleari:

Mi domando nella mia infinita ingenuità, ma Report, loro, l’anno visto?

Mi domando nella mia infinità ingenuità: ma dove vogliono arrivare? Ma cosa vogliono fare? Ma chi sono? Ma dove sono? Ho intorno gente così? Davvero!!?

Oggi ho un po’ perso tutta la forza, il grigio fa male. I “miei” progetti reggono, il Tibet è esportabile ovunque! Le forze economiche sono più potenti e subdole di quelle occulte, e si palesano, cazzo se si palesano! Prendono forma col sogno di far diventare ricco pure me, anche te, e tutti dietro a inseguire il sogno sbagliato…

E’ meglio che mi riaddormenti, domani sicuramente avro’ fatto un altro sogno ed avrò tutta la voglia, il coraggio e la combattività per realizzarlo.