Abbattiamo la cultura del dolore, cambiamo i nomi alle vie!

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Qualche giorno fa mio fratello doveva andare in un posto a fare una cosa, cercando l’indirizzo ha letto che era in via 11 settembre. Restandoci un po’ male perché il nome della via gli riportava alla memoria una catastrofe ancora viva negli occhi, si chiedeva come mai i nomi di molte vie e molte ricorrenze sono per lo più funeree, meste, di morti ammazzati? Ci siam detti “Cazzo! perché le strade hanno ‘sti nomi che ti metton tristezza solo a pensarli?”, e allora abbiamo pensato di fare una petizione per cambiare i nomi alle strade, o integrare al nome corrente un nome, un evento, un pensiero felice! Allegro! Entusiasmante! Inni alla Vita, poesie!

Come si fa a sottoscrivere una petizione? Se lo sai informami! E fai circolare il messaggio!

Il lavoro di integrazione alla targa stradale col nome della via potrebbe impegnare socialmente tramite i comuni gli anziani, i centri per i disabili, le scuole, i disoccupati? Si potrebbero ottenere dei buoni da spendere con la banca del tempo. Le nuove targhe integrative saranno di materiali bio compatibili: legno di riciclo, plastica di riciclo, vetro di riciclo, alluminio di riciclo. L’attività potrebbe innescare una serie di comportamenti virtuosi anche più seri, sensati e importanti, ma anche il buon umore ed il ridere hanno la loro importanza! 

Ma ve l’immaginate passare dalla cultura della croce e del dolore a quella della gioia e della condivisione, perché Gesù era un compagnone mica uno sfigato! Il primo grande hippie! Il padre di tutti i comunisti! Rispetto per Gesù! Era un gran bel tipeto cui va tutta la mia stima! Si parla troppo di Gesù e si fa poco di quel che diceva. Il nero, il grigio ed il blu scuro non si addicono a Gesù, son convinto che lui avrebbe condiviso il “mio” pensiero che le belle signorine vestite con abiti colorati fanno splendere più forte il sole. E il sole ha tanta più forza quanta più gliene regaliamo. Ma non ve lo ricordate che alle nozze di Cana moltiplicò vino e pesce? Per cosa se non per far festa?

Ma è finito in croce Gesù perché diceva d’essere il figlio di Dio, e non si può essere figli di Dio, non si può dirlo apertamente che Dio è in tutte le cose. Gesù è finito in croce, e da lì s’è capovolto il mondo… anzi l’antico testamento era ancora peggio! Il dio punitore, il peccato, il non fare, non dire, non toccare, non… non, non! Evvai con la cultura della strumentalizzazione di Cristo, del dolore, delle crociate, del Re, del Papa, della morte.

Poi vai a leggere qualcosa fuori dal coro e t’accorgi che:

104. Essi Gli dissero: “Vieni con noi a pregare e a digiunare!”

Gesù rispose: “Che cosa ho fatto di male e in cosa ho peccato?”

Dal vangelo di San Tommaso Apostolo.

105. Gesù ha detto: “Colui che conosce il PADRE e la MADRE, chi potrà mai chiamarlo “figlio di puttana?”

6. I suoi discepoli lo interrogarono e gli chiesero: “Vuoi tu che digiuniamo, in che modo pregheremo, come faremo l’elemosina e quali regole seguiremo riguardo ai cibi?”

Gesù rispose: “Non dite sciocchezze e ciò che non vi sentite di fare, non lo fate, perché tutto si svela di fronte al Cielo. Non vi è nulla di nascosto che, in verità, non venga alla luce, alla lunga non possa apparire”.

Secondo Mario Pincherie, H.C. Puech e Jean Doresse, questo sarebbe uno dei Vangeli più antichi, redatto intorno al 50 d.C., vedi “Il quinto vangelo” a cura di Mario Pincherie, Ed. Filefo, Ancona.