La favola italiana…

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Così cominciò una fantastica storia che permea la nostra vita, i nostri pensieri, i nostri gusti, il nostro parlato e la nostra fantasia:

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Ma se ritorniamo solo per un momento indietro e ripensassimo a quel che è successo seguendo questa chiave di lettura:

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Dettata da questo vizio:

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Qualcuno se lo ricorda e lo ricorda ai mezzi del “potere”:

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E qualche altro continua a raccontare storielle di fantasia e far credere esista ancora “un grande sogno”:

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ed il popolo continua a crederci…

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luci, colori, ombre, riflettori, inganno, risate, bugie e verità…

italiani che strana gente…

siamo una delle più fantastiche barzellette che sia mai stata raccontata.

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Ve lo posso fare un regalo?

http://www.youtube.com/watch?v=D_wCc_YI7Kw

Per me questo signore è una calda e gustosa tisana per l’anima. Mi si ingrandisce il cuore di mezza tacca ogni volta che lo ascolto. Prima o poi mi scoppierà o farà qualcosa di semplicemente grandioso.

 

Dal DIARIO AZZURRO n.233 del 22.04.2008

di SILVANO AGOSTI

Da quando a diciassette anni ho eletto come mia dimora “il mondo”, mettendo il mio sacco a pelo in ogni angolo dell’Europa, del medio oriente e dell’Africa del nord, non riesco a chiudere la porta di casa, che apro non appena, svegliandomi, apro gli occhi e chiudendola poco prima di addormentarmi.
In questo modo la mia casa non è altro che l’estensione del mondo e il mondo altro non è che l’estensione della mia dimora.
Insomma, il bagno, la cucina e la camera da letto sono in casa e, fuori, attraverso la porta schiusa, ho come soggiorno “il mondo”.
Da quando ho deciso di amare tutti ho analogamente lasciato socchiusa anche la porta del mio cuore e in questo modo non ho solo “qualche amico” ma un numero incalcolabile di amici, non ho solo un amore o “qualche amore”, ma un naturale territorio amoroso che, come l’orizzonte si espande man mano che lo si percorre.
Spero che ben presto anche queste poche migliaia di lugubri personaggi, che giocano coi destini del mondo, interessati solo al denaro e al potere, scoprano che amare il prossimo costa molto meno che odiarlo e che da lugubri individui si può tornare alla condizione umana operando incessantemente per il bene comune.
Ma a tutt’oggi nessun medico spiegherà al paziente che la bontà non è una virtù ma un vasodilatatore, che consente al sangue di irrorare meglio l’organismo e quindi di non ammalarsi, nessun professore spiegherà mai a un giovane che solo la conoscenza del mondo produce vero interesse per l’arte, il pensiero e la creatività, impedendo alla mente di collassare in un’ebete qualunquismo culturale tipico dell’esperienza scolastica. Nessuna maestra capirà che a leggere e scrivere si impara come gli uccelli imparano a volare e cioè al momento opportuno e non tutti nella costrizione comune al compiersi del sesto anno di età.
E nessun sacerdote informerà i suoi fedeli sul fatto che solo la libertà e soprattutto la libertà da qualsiasi dogma conduce al sacro.

Un voto in più…

http://it.youtube.com/watch?v=s6o86AnvE4w

 

Devo però tristemente ammettere che questa è la canzone che sbaraglia tutta la concorrenza in questa campagna elettorale. Complimenti Claudio!

Domenica, oggi, il giorno del giudizio. Non si scherza più, oggi l’idea prende peso, semplicemente con una “X” messa nel punto giusto. Voto, non voto, l’unico voto utile è il non voto? Se annulli, annula bene, accertati che non vada a far peso per la maggioranza. Ma qualcuno vince uguale, e poi governa. Allora meglio votare il meno peggio? Ma il meno peggio è comunque scegliere peggio. Qualcosa che mi pare abbia proprio le fattezze del meglio, l’ho visto e l’ho sentito, il solito Prof. Montanari. In quanti lo voteremo? In un paio di migliaia se siamo tanti? Che faccio?

Cazzo che ansia! Cambierà davvero qualcosa la mia crocetta? Sono contro TAV, contro privatizzazione dell’acqua, contro inceneritori, contro le grandi opere, sono contro sto cazzo di mondo che va al contrario! Contro Veltrusconi, e in parte contro La sinistra e pure contro L’arcobaleno. 

Vado al seggio e lo dico con la mia “X”! Davvero? Non ci credo troppo… credo sempre di più e sempre più fermamente che solo costruendo, anzi spesso decostruendo, davvero faccio quel che devo.

Centro, Destra e Sinistra, purtroppo ci si capisce solo chiamandoli ancora così, sono comunque tutti per la crescita economica, fondano le loro basi sul PIL, sull’economia alla Bubka che ha portato il pianeta al collasso e noi uomini a non aver più un’ anima. Ci stiamo accartocciando su noi stessi come un contorsionista sadico che s’infila la sua testa su per il suo culo. “Ma quanto ci piace!” No, sto diventando triste, palloso, ma anche ieri sera a fa la cosa giusta tutti interessati a vendere e comprare se no non si sta in piedi, non si fa impresa, non si cresce, non ci s’evolve, non si mangia… “Siamo figli di questo tempo, mica vorrai tornare all’epoca della pietra?” Ci ricompriamo a rate l’anima, quella del commercio, la pubblicità, è quella la realizzazione che si vende alla tv, sul giornale, su… per il culo. E’ ora di tapparlo il buco, passare ad un economia che si fondi sull’utilità e la sostenibilità, non sullo spreco e sulla quantità di merci inutili. Come si fa? Legiferando sulla stronzaggine umana? Ponendo limiti e veti perché da soli non si riesce a capire che è meglio consumare quello che è locale senza imballi e km di viaggio. Ehi, amici pavoni non è ora di riscoprire la muscolatura profonda? Muovere un puo’ il muscolo pubo cocigeo e non farci operare tutti di prostata intorno alla sessantina? Ehi, pavoni non è ora di tornare a fare un po’ di moto? Siamo tutti così grassi perché ci siamo evoluti muovendoci, non stando seduti alla scrivania. Ehi, pavoni non è ora che mangiamo un po’ di zucchero in meno e riscopriamo il sapore del cibo? Finché la nostra unica risorsa è il market… 

Cazzo è domenica e c’è il sole, la smetto di martoriarmi gli zebedei!!? E’ solo costruendo piccoli spazi di felicità che posso dialogare, essere ascoltato se ho qualcosa di interessante da dire, e trovare riscontro. Solo così le parole non restano vane.

Allora Vaffanculo, esco e mi godo il sole al parco con Morbidezze e il Piccolo Papo, poi finisco il pezzo che martedì porto al cabaret, preparo il pane che è lievitato, mi riempio le bricche dell’acqua dal lavandino, mi preparo un’ ottima bio pappa e invito a pranzo i miei. Bacio, carezzo, faccio nanna, magari anche l’amore, lento, piano, mi riempio di vita e di piacere e come l’albero facendo la fotosintesi lo scorreggio fuori tutto e creo spazi d’aria respirabile.

Ah, poi andrò anche al seggio…

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P.S. Per il seggio: 

Campagne comiche: andiamo a votare con una molletta sul naso!
Roberto Boi, presidente del Comitato “La molletta”, ha lanciato una bizzarra campagna di protesta: ispirandosi a Indro Montanelli, il quale disse che per contenere l’avanzata del PCI era necessario votare DC, magari turandosi il naso, ha proposto di andare tutti a votare con una molletta sul naso (o attaccata al bavero della giacca).
“Una semplice molletta quale simbolo di esasperazione, di consapevolezza, di schiaffo morale. Una molletta quale composta, muta ma esplicita richiesta di tornare a un minimo di decenza, in ogni senso”.
Facciamolo!!!

 

In questo articolo, pigia qui, c’è una proposta divertente: Fatti una foto con la molletta sul naso e pubblicala su http://www.flickr.com/ è un sito che ospita foto, registrarsi è molto facile. Ti verrà chiesto di inserire una tag (cioè un titolo della foto) scrivi: elezioni 2008 molletta al naso. In questo modo basterà cercare “elezioni 2008 molletta al naso” perché vengano fuori tutte le foto di noi con le mollette al naso.